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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Il concerto

Mola di Bari, il sound delle campagne messo in musica dall'Orchestra dei braccianti

Sono nove elementi, provenienti da cinque paesi diversi: Italia, Senegal, Gambia, India e Nigeria. Tra loro vi sono giovani che hanno vissuto il dramma della migrazione e quello dei ghetti nelle nostre campagne

Mola di Bari, il sound delle campagne messo in musica dall'Orchestra dei braccianti

BARI - Sabato 31 Luglio alle ore 20.30, presso il “Chiostro di Santa Chiara” di Mola di Bari, nell’ambito del Kantun Winka Festival, si terrà il concerto de «L’ORCHESTRA DEI BRACCIANTI DELLA TERRA ONLUS», nata nell'ambito di un progetto che riunisce musicisti, lavoratori agricoli e migranti di varie nazionalità uniti dal forte legame con la terra.

Tramite le sue performance, l’Orchestra vuole sensibilizzare il pubblico sui temi del caporalato e dello sfruttamento lavorativo, oltre che offrire a donne e uomini, italiani e stranieri, una via di uscita da condizioni di indigenza e precarietà. L’orchestra è composta da nove elementi, provenienti da cinque paesi diversi: Italia, Senegal, Gambia, India e Nigeria. Tra loro vi sono giovani che hanno vissuto il dramma della migrazione e quello dei ghetti nelle nostre campagne. Come Joshua, cantante e tastierista nigeriano emigrato passando per la Libia nel 2017 e poi impiegato nella raccolta dell’uva e dei meloni in Puglia. 

“Il messaggio dell ’Orchestra dei Braccianti si inserisce molto bene nel progetto Sud chiama Sud e nel Festival Kantun Winka perché la denuncia che loro fanno con il loro concerto è importante proprio qui in Puglia dove i braccianti italiani e stranieri vivono situazioni di sfruttamento sino a morire di fatica, come è successo a Paola Clemente il 13 luglio di sei anni fa, come è successo, solo un mese fa, a Camara Cantadami, giovane di 27 anni venuto in Italia dal Mali. Vogliamo mostrare, sottolinea Isa Colonna la coordinatrice del Festival, giunto alla sua sedicesima edizione, che c’è una parte della Puglia che chiede a gran voce un cambiamento, che dica che la legge sul caporalato non basta se ancora si continua a morire per la durezza del lavoro nei campi. 

Il festival fa parte del progetto ‘SUD CHIAMA SUD’ selezionato dalla Regione Puglia nell’ambito del “Programma Straordinario 2020 in materia di Cultura e Spettacolo’, coordinato dall’associazione Alma Terra di Mola di Bari con il patrocinio della Regione Puglia, i Comuni di Mola di Bari e Polignano a mare ed in collaborazione con: i progetti di ricerca attivista Archivio di Genere e S/Murare il Mediterraneo dell’Università degli Studi di Bari; le associazioni In folio, Erasmo, Laboratorio Urbano, Il Canto della Terra, Wonder Radio,  Origens, Vita in cerchio.

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