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Vaccino anti Covid in Puglia, la denuncia: «Per i dentisti avere le dosi è una chimera»

«Come medico ho prenotato per il vaccino a dicembre ma ad oggi non ne ho saputo nulla»

Vaccino anti Covid in Puglia, la denuncia: «Per i dentisti avere le dosi è una chimera»

BARI - «Tutti a parlare della fase uno di vaccinazione che inizia dal 22 febbraio con gli ottantenni, ma mi chiedo come è possibile iniziare una nuova fase se non si è completata la precedente». Simone Caprio è un dentista barese titolare di uno studio con tre assistenti, a dicembre si è prenotato sul portale «Puglia Salute» della Regione, per essere vaccinato con tutti gli altri assistenti in servizio con lui.

«All'atto della prenotazione ho specificato anche la presenza dei miei collaboratori, solo che da dicembre, siamo a febbraio e non ne ho saputo nulla. Sui giornali ho letto di tutti i medici vaccinati, ho visto le foto sui social, ma di noi odontoiatri che ne è? Perché nessuno mi ha saputo dare una risposta».
Il dottor Caprio in queste settimane si è confrontato con altri suoi colleghi e altri sono nella sua stessa condizione. «Invece colleghi tarantini mi hanno detto che loro sono stati chiamati dalla Asl di riferimento e sono stati vaccinati. Addirittura hanno chiesto se potevo farlo anch'io, anche se non residente nella provincia jonica, ma non è stato possibile»

In questi mesi Caprio non è stato con le mani in mano. Ha provato a telefonare ai numeri di riferimento e mandare mail. Silenzio totale. «Il numero verde è anche inutile provare, tanto non risponde mai nessuno, l'unica voce l'ho sentita chiamando come se fossi un residente all'estero. Mi sono stati dati altri tre numeri della Asl, non so più quante volte ho provato a chiamare. Niente. Squilla libero per sei-sette volte e poi come cadesse la linea, si sente il suono dell'occupato... Sinceramente non so più cosa fare».

A questo punto entra in scena l'artiglieria pesante. Il padre del dottor Caprio si trova per altre questioni a passare dal centro vaccinazioni di Japigia e riesce a fermare un medico in servizio. «Solo che anche andando di persona non abbiamo ricevuto risposte. Il collega si è stretto nelle spalle e a mio padre ha con gran sincerità ammesso che non hanno la più pallida idea di come avvengono le chiamate».

Il risultato è che i medici dentisti si sentono un po' trattati da medici di serie B. «E invece noi siamo esposti in prima linea – sottolinea Caprio -. Usiamo tutti i dispositivi di sicurezza, dalle mascherine alle visiere, ma per il lavoro che svolgiamo noi nebulizziamo l'acqua, in pratica con i pazienti in stanza è come si creasse una sorta di aerosol. In questa maniera il virus può anche bypassare tutti i nostri presidi di sicurezza. Siamo molto esposti, ma sembra che a nessuno importi».

«L'altro giorno ho mandato una mail ufficiale dalla mia pec alla mail sorveglianzacoronavirus@asl.ba.it voglio vedere se qualcuno mi risponde. E dire che in questi due mesi ho avuto l'opportunità di essere vaccinato. Di amici medici ne ho e magari potevo vedere di infilarmi, ma ho preferito aspettare e fare le cose come vanno fatte, seguendo le regole. Tra l'altro ho anche la responsabilità dei tre assistenti che lavorano con me».

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