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In Puglia e Basilicata

La decisione

Rutigliano, il vincolo all’area di Azetium ferma uno scempio di secoli

Rutigliano, il vincolo all’area di Azetium ferma uno scempio di secoli

Accelerata del Ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo (Mibact) per l'area archeologica

03 Febbraio 2021

Gianni Capotorto

BARI - Accelerata del Ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo (Mibact) per il vincolo dell’area archeologica «Azetium». Nei giorni scorsi la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio (Sabap) per la Città metropolitana di Bari ha comunicato al sindaco Giuseppe Valenzano e ai 190 proprietari dei terreni agricoli di località «Torre Castiello», una contrada ubicata a circa tre chilometri a Nord-Est dal centro di Rutigliano, l’avvio del procedimento per sottoporre a vincolo i suoli interessati, «al fine di evitare che vengano danneggiate l’integrità e le condizioni di prospettiva, luce, ambiente e decoro dell’area archeologica».

Nello specifico, il vincolo prescrive che «non avvengano lavori, attività e funzioni incompatibili con la dignità delle aree sottoposte a tutela diretta e che esulino dall’ordinaria conduzione dei terreni, nelle caratteristiche attuali di coltivazioni, e dalle normali opere di attività agricola eventualmente necessarie, senza la preventiva approvazione della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Bari».
Nella nota firmata dalla soprintendente Maria Piccareta, si evidenzia che, in ogni caso, qualsiasi intervento sull’area in questione «dovrà ottenere il preventivo parere della Sabap».
La decisione della Soprintendenza fa seguito alla dichiarazione dell’interesse culturale dell’area archeologica Azetium emanata tre anni fa dal Mibact, una iniziativa che si spera metta fine a decenni di scempi in una delle aree archeologiche più importanti della Puglia.

Secondo gli archeologi, infatti, Azetium rappresenterebbe un centro di eccezionale interesse storico-archeologico-topografico, non solo per gli importanti rinvenimenti già effettuati, ma soprattutto per la possibilità che offre, attraverso l’indagine sistematica, di conoscere nella sua interezza la fisionomia di un abitato antico, di coglierne i mutamenti e le evoluzioni attraverso le diverse fasi di popolamento, di stabilire precisi rapporti fra le emergenze archeologiche e quanto riferito dalle fonti antiche riguardo alla storia, all’economia e al sistema viario della Puglia romana.
Si tratta infatti di un insediamento abitato ininterrottamente dal Neolitico fino all’Alto Medioevo, chiuso da un imponente circuito murario lungo quasi quattro chilometri risalente al IV secolo avanti Cristo, per alcuni tratti ancora visibile.

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