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mercato immobiliare

Bari, impatto Covid sulle case: vendite giù di un terzo

Bari, impatto Covid sulle case: vendite giù di un terzo

Nel secondo trimestre -27% in città e -30% in provincia rispetto al 2019

08 Ottobre 2020

Flavio Campanella

L’impatto dell’emergenza sanitaria sulla nostra economia è evidente anche nel settore immobiliare. Secondo i dati forniti dall’Agenzia delle entrate, il mercato residenziale nei primi sei mesi di quest’anno fa registrare un netto decremento del numero delle compravendite. A Bari la comparazione tra le transazioni completate nel II trimestre di quest’anno e quelle avvenute nello stesso periodo del 2019 segna una diminuzione delle abitazioni acquistate del 27%, un volume che subisce particolari variazioni raffrontando il II trimestre 2020 con il primo. Nel dettaglio, tra aprile a giugno del 2019 sono state compravendute in città 911 abitazioni rispetto alle 665 di quest’anno (660 tra gennaio e marzo). La percentuale, poi, scende ancora se si considera la provincia: in questo caso la flessione (II trimestre 2020 contro II trimestre 2019) raggiunge il 30% (2.141 transazioni rispetto alle 3.054 dell’anno scorso) con una differenza di rilievo anche tra i due trimestri del 2020 (-12,9% nel secondo rispetto al primo). Questi dati si avvicinano molto a quelli regionali (-31,4% del II trimestre su base annua), anche se sono leggermente migliori guardando a tutto il Mezzogiorno: perso al Sud più di un terzo delle transazioni.

LOCKDOWN In definitiva, aspettando le cifre del terzo trimestre (da luglio a settembre), l’andamento negativo è generalizzato e colpisce in modo simmetrico capoluoghi e comuni della provincia con un impatto superiore alla media nazionale nel Mezzogiorno, anche se tra le aree territoriali le differenze sono minime. «È evidente - si legge nel rapporto dell’Osservatorio del mercato immobiliare - che, anche nel secondo trimestre, il motivo della flessione rilevata sta nell’adozione da parte del Governo italiano, nei mesi di marzo e aprile, delle misure di contenimento dell’epidemia di Covid-19 che hanno condotto alla chiusura di tutte le attività non ritenute indispensabili e richiesto alle persone di non allontanarsi dalla propria abitazione se non per ragioni tassativamente necessarie». Complessivamente, il mercato delle abitazioni è andato in picchiata (-57,7%) nel mese di aprile, a causa del lockdown, con variazioni negative che superano il 60% nel Mezzogiorno.

TENDENZA La tendenza al ribasso è proseguita anche nei mesi di maggio e giugno, ma con tassi di variazione tendenziale meno elevati grazie alla progressiva riapertura di quasi la totalità delle attività economiche. A giugno, peraltro, si è potuto procedere alla messa a rogito di accordi preesistenti che non hanno potuto formalizzarsi davanti al notaio per via del blocco. Da aggiungere che la caduta delle negoziazioni ha coinvolto tutti i segmenti, sebbene con un’attenuazione delle perdite man mano che si è passato dalle abitazioni più piccole (-34,8% tendenziale su base nazionale) a quelle più grandi (-22,5%). In particolare, nel Sud, tra i due estremi, in cui convenzionalmente si è suddiviso il mercato, si è registrata una differenza di circa 17 punti percentuali: -42,8% per le abitazioni fino a 50 metri quadri e -25,9% per quelle oltre i 145 metri quadri.

RINUNCE In quanto al resto, la percentuale di agenzie che hanno venduto almeno un’abitazione è scesa nel secondo trimestre del 2020 al 72,8% (da 84,4% dei tre mesi precedenti). Per il 46,9% degli agenti l’epidemia ha causato un aumento dei casi di rinuncia all’acquisto o di rinegoziazione delle transazioni. Tra questi operatori, il 70,1% ha segnalato che il compratore si è ritirato dalla transazione a causa di un cambiamento delle sue condizioni reddituali o occupazionali, mentre il 38,9% ha riportato rinunce da parte dell’acquirente per difficoltà nel reperimento del mutuo. Il 56,9% degli operatori ha riferito di una flessione del numero di potenziali acquirenti (dal 19,4% della precedente rilevazione). L’emergenza ha dunque avuto effetti rilevanti sui comportamenti di acquisto e vendita di abitazioni. «Le agenzie riportano - è scritto ancora nel report dell’Omi - che il 42,5% dei potenziali acquirenti con cui avevano avuto contatti prima della diffusione del contagio, e che sono stati ricontattati dopo la riapertura delle agenzie del 4 maggio, hanno manifestato l’intenzione di rinviare l’acquisto dell’abitazione per motivi connessi all’epidemia. Il 22,8% ha addirittura riferito vi avrebbe rinunciato. Dal lato dell’offerta, il 26,7% dei potenziali venditori ha segnalato l’intenzione di rinviare la vendita dell’abitazione, mentre il 16% vi ha rinunciato. Il 27,6% delle agenzie ha segnalato che dalla loro riapertura sono pervenute richieste da parte dei venditori di accelerare la vendita dell’immobile con una riduzione del prezzo».

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