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Frode telematica

Rimborsi-Covid fasulli: la truffa Inps corre online anche a Bari

Bari, rimborsi Covid fasulli: la truffa Inps corre online

A lanciare l’allarme è direttamente l’Inps, che segnala come siano in atto nuovi tentativi di frode tramite phishing nei confronti dell’utente

03 Agosto 2020

Luca Natile

BARI - «Bonifico Inps. Gentile signore, con la presente, comunichiamo che l’ordine di bonifico a vostro favore ID…………… di euro 600 da INPS disposto in data 20/07/2020 è stato regolarmente eseguito sul rapporto n°………… Non siamo in grado di effettuare il bonifico perché ci risulta che i dati registrati nel Sistema non sono stati aggiornati. Numero di riferimento…… Il saldo contabile sarà disponibile solo dopo aver effettuato l’aggiornamento dei dati personali».

Estate post Coronavirus: scatta nuovamente la «zona rossa» delle bufale e delle truffe on-line. La «Fase estate» dopo la quarantena scatena le fake news e la fantasia dei ciarlatani e dei farabutti. I toni delle false notizie sono apocalittici, quelli utilizzati per mettere le mani nelle tasche della gente puntano alla paura dei baresi di perdere i loro risparmi, soprattutto in questi giorni in cui dopo la crisi sanitaria che pare allontanarsi si catena quella economica.

A lanciare l’allarme, sotto la canicola, è direttamente l’Inps che segnala come siano in atto nuovi tentativi di frode tramite phishing nei confronti dell’utente.

Il phishing è una truffa informatica effettuata inviando un'e-mail con il logo contraffatto di un istituto di credito o di una società di commercio elettronico, in cui si invita il destinatario a fornire dati riservati (numero di carta di credito, password di accesso al servizio di home banking, ecc.), motivando tale richiesta con ragioni di ordine tecnico. L’Inps ha invitato a ignorare tutte le e-mail che propongono di cliccare su un link per ottenere pagamenti e rimborsi Covid da parte dello stesso istituto. «Tutte le informazione sulle prestazione – aggiunge l’ente previdenziale – sono consultabili esclusivamente accedendo al portale istituzionale».
A mettere in guardia gli utenti dei social sono tornati anche i cyber detective del Compartimento di Bari della Polizia postale e delle comunicazioni attenti ad intercettare gli attacchi alla buona fede delle migliaia di baresi ancora spaventati dalla pandemia, angosciati dalle ricadute sui risparmi familiari e inclini ad abboccare a qualunque messaggio di allarme.

Come coloro che hanno dato credito agli sms con cui un sedicente servizio clienti di un presunto istituto bancario, ha chiesto di cambiare le credenziali di accesso tramite un link ad una pagina web, identica a quella della banca. Il messaggio, apparentemente inviato dall’istituto bancario, spiegano i detective, è simile al seguente: «a causa della situazione economica determinate dal Covid-19 nuove restrizioni determinano il blocco del conto, si prega di sbloccarlo tramite link https://securexxxxx.com con l’inserimento dell’acronimo dell’istituto bancario».

In realtà è tutto falso. Si tratta di un tentativo di smishing (il termine deriva dall'unione delle parole sms e phishing). Il sistema è usato dai cyber criminali per carpire dati sensibili relativi all’accesso da remoto ai con ti correnti bancari. La trappola scatta quando gli utenti, dopo aver cliccato sui link, approdano su si ti web accuratamente artefatti che chiedono l'inserimento di dati personali. «Nessun istituto bancario invita i propri clienti attraverso email, sms, telefono o messaggi sui social, a fornire password, dati delle carte, codici Otp, Pin, credenziali, chiavi di accesso all'home banking o altri codici persona li - segnala la Polizia Postale -. La maniera per non abboccare è prendere tempo, contattate la propria banca per una verifica e subito fare una segnalazione.

E oltre ai cyber criminali il post pandemia continua ad alimentare anche le fake. Mail, messaggi WhatsApp, Sms, Messenger, Facebook, l’inganno viaggia sui social più frequentati dal popolo degli internauti. L’obiettivo è sempre lo stesso carpire: informazioni personali o dati sensibili, oppure convincere la gente ad aprire la porta di casa.
Dati alla mano, nel solo 2019 il Compartimento Polizia postale e delle comunicazioni della Puglia ha denunciato in stato di libertà per reati inerenti e -commerce e truffe on-line 297 tra ciarlatani e imbroglioni. L’avvento del Covid-19 ha offerto nuovi spunti a chi ora sta cercando di lucrare sulla paura e mettere le mani nelle tasche dei baresi che affollato i social alla ricerca di notizie e aggiornamenti sulla situazione economica e la possibilità di accedere a finanziamenti e nuovi servizi..

L’esca dei cyber criminali come già detto è in genere una e-mail con il logo contraffatto. La trappola scatta nel momento in cui chi raccoglie uno di questi frutti avvelenati fornisce informazioni personali o dati sensibili, o clicca sui link allegati. Questo consente ai truffatori di sottrarci dati sensibili, o addirittura, nella peggiore delle ipotesi, svuotarci il conto corrente. L’invito della Polizia postale è di diffidare da simili messaggi, evitando accuratamente di aprire gli allegati che contengono e segnalare eventuali tentativi di phishing al Commissariato di Polizia online.

Altro file pirata intercettato dalla Postale è un file zippato contente documenti excel, che diffondono un virus di tipo Rat, chiamato «Pallax» che consente agli hacker di assumere il pieno controllo del dispositivo attaccato, spiando i comportamenti della vittima, rubando dati sensi bili e credenziali riservate, nonché, assumendo il controllo della macchina attaccata in maniera assolutamente invisibile. Altro virus RAT, dal funzionamento simile, si nasconde invece dietro un file chiamato CoronaVirusSafetyMeasures.pdf. Assume il controllo del dispositivo infettato, trasformandolo, all’insaputa del proprietario, in un computer zombie, gestito da remoto da un computer principale per effettuare successivi attacchi informatici.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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