Giovedì 09 Luglio 2020 | 07:36

NEWS DALLA SEZIONE

Il 19enne
Bari, il debutto sul campo di serie A di Giacomo Manzari con la maglia del Sassuolo

Bari, il debutto sul campo di serie A di Giacomo Manzari con la maglia del Sassuolo

 
Operazione Gdf
Bari, soldi in paradisi fiscali : sequestrato 1,5 mln a imprenditore

Bari, soldi in paradisi fiscali: sequestrati 1,5 mln a imprenditore

 
guardia di finanza
Bari, non dichiarava denaro custodito all'estero: sequestrati beni per 1,5mln a imprenditore

Bari, soldi in paradisi fiscali: sequestrati 1,5mln a imprenditore

 
nel barese
Gioia del Colle, sfrutta due cittadini indiani in azienda: arrestato imprenditore

Gioia del Colle, sfrutta due cittadini indiani in azienda: arrestato imprenditore

 
sharing-mobility
Bari, trovati i due monopattini rubati: uno era al Cara, a Palese, l'altro in un capannone

Bari, trovati i due monopattini rubati: uno era al Cara, a Palese, l'altro in un capannone

 
dopo la sanificazione
Bari, torna attività chirurgica in padiglione Asclepios, ex Covid-hospital

Bari, torna attività chirurgica in padiglione Asclepios, ex Covid-hospital

 
la denuncia
Gravina, mistero al cimitero: corpo di una bimba sparito dalla tomba

Gravina, mistero al cimitero: corpo di una bimba sparito dalla tomba

 
il riconoscimento
Turismo, Alberobello è capitale italiana delle vacanze in famiglia

Turismo, Alberobello è capitale italiana delle vacanze in famiglia

 
La scoperta
Giallo a Ruvo, resti umani di tre donne trovati in un pozzo

Giallo a Ruvo, resti umani di tre donne trovati in un pozzo

 

Il Biancorosso

Calcio
Bari, Raffaele Bianco: «Cresce la tensione per i playoff»

Bari, Raffaele Bianco: «Cresce la tensione per i playoff»

 

NEWS DALLE PROVINCE

TarantoLa firma
Taranto, intesa su corso Medicina in ex sede della Banca d'Italia

Taranto, intesa su corso Medicina in ex sede della Banca d'Italia

 
LecceIl provvedimento
Dl semplificazioni, esclusa ma ss 275. Fitto: incredibile, la Regione in silenzio

Dl semplificazioni, esclusa la ss 275. Fitto: incredibile, la Regione in silenzio

 
Foggiasul gargano
Foggia, prefetto emette 2 interdittive antimafia: presunti legami con i clan

Foggia, prefetto emette 2 interdittive antimafia: presunti legami con il clan

 
Batnella bat
Trani, minacce ed estorsioni ai genitori per comprare alcol: arrestato 50enne

Trani, minacce ed estorsioni ai genitori per comprare alcol: arrestato 50enne

 
Brindisinel Brindisino
Tuturano, aggredisce e picchia la moglie davanti ai figli: arrestato 30enne

Tuturano, aggredisce e picchia la moglie davanti ai figli: arrestato 30enne

 
MateraLa battaglia Legale
Matera, l'ex casello conteso resta in mano al Comune

Matera, l'ex casello conteso resta in mano al Comune

 
Potenzail caso
Potenza, giallo mascherine: blitz Finanza al San Carlo

Potenza, giallo mascherine: blitz Finanza al San Carlo

 

i più letti

la ripresa

Coronavirus Bari: al Policlinico e al «Miulli» 154 morti in 100 giorni. Ancora 40 ricoverati

Strascichi per alcuni guariti. A breve ambulatorio per post-acuti

Bari,  coronavirus nel  Policlinico e Miulli 154 morti in 100 giorni: ancora 40 ricoverati

Bari - Gli esperti sono ragionevolmente convinti che un altro picco di contagi arriverà, presumibilmente a ottobre. Nel frattempo, augurandosi che una nuova ondata possa essere affrontata senza debolezze (vale la regola delle tre T: testare, tracciare, trattare), anche approvvigionandosi adeguatamente di dispositivi di protezione, tamponi, reagenti, test sierologici e farmaci, è il momento di tirare le somme della prima fase di diffusione del Sars-Cov-2, le cui conseguenze sono state contenute nel nostro territorio anche grazie alle misure drastiche successive alla emergenza che ha sconvolto il Nord Italia. Dai dati dei due ospedali Covid della provincia di Bari, il Policlinico e il Miulli, emerge innanzitutto il numero dei decessi: i morti accertati dall'inizio della epidemia ad oggi è di 154 (confermato anche dall'Istat).

Nel dettaglio, sono deceduti 110 pazienti nel nosocomio barese (14 al Pronto soccorso, 45 in Rianimazione, 20 in Subintensiva, il resto negli altri reparti, tra cui Medicina interna e Medicina interna) e 44 nel presidio di Acquaviva (19 in Terapia intensiva e 25 in Subintensiva). Restano attualmente ricoverati 40 pazienti: 17 al Miulli (nessuno in Rianimazione) e 23 al Policlinico (4 pazienti nella Terapia intensiva e 19 in Malattie infettive), cui va aggiunta una quarantina di pazienti adesso negativi, ma con sequele post Covid, ancora osservati in Medicina Interna e in procinto di tornare a casa. I dimessi finora sono 176 al Policlinico e 161 al Miulli.

DATI - Il tasso di letalità assoluto nel Barese, utilizzando i dati ufficiali della Asl Bari, si ottiene con una proporzione che tiene conto dei malati di Covid-19 accertati e dei decessi registrati. I positivi rilevati fino a ieri sono 1.483. I morti sono 126: la percentuale è dunque dell'8,5% (che scenderebbe di molto se si considerassero i moltissimi asintomatici non testati). In quanto al tasso di letalità ospedaliera, non è possibile calcolarlo con precisione se riferito ai residenti del Barese (perché tra i deceduti al Policlinico e al Miulli ve ne è una parte proveniente da altre province; ed è il motivo per cui c'è una differenza dei decessi rispetto al dato Asl), ma approfondendo le tabelle a disposizione della Gazzetta, si può però risalire comunque a una percentuale secca confrontando appunto le cifre dei pazienti ricoverati nelle strutture e dei decessi. Complessivamente a ricorrere alle cure nei due presidi sanitari sono state 582 persone.

Ne consegue (come detto: 154 i morti) una letalità del 26,5%. In particolare, al Policlinico sono entrati 350 malati e al Miulli 232, per un tasso di letalità, rispettivamente, del 31,4% e del 19%, una differenza che si giustifica per il più rilevante numero di casi gravi in Rianimazione a Bari (ne ha gestiti tre volte di più). Molto interessanti (anche se non definiti nel dettaglio, ma rinvenienti da lavori in corso di pubblicazione) sono anche i parziali relativi alle modalità di accesso nei reparti Covid.

Al Policlinico in 150 (con sintomatologie più lievi) sono finiti direttamente in Malattie infettive (direttore Gioacchino Angarano) e Medicina interna (diretta da Vincenzo Palmieri). Altri 200 sono stati gestiti dal Pronto soccorso (direttore Vito Procacci): metà di questi è stata comunque trasferita a Malattie infettive o a Medicina interna, l'altra metà (gli acuti severi e critici) è finita tra Rianimazione (35%) e Subintesiva (65%). In queste due aree, però, sono confluiti anche i malati ricoverati altrove e poi peggiorati: in definitiva, il numero effettivo di pazienti passati da Rianimazione (direttore Salvatore Grasso) e Subintensiva è circa 200, equamente distribuiti.

In quanto al Miulli, i ricoverati in Terapia Intensiva sono stati 33 (6 giunti direttamente dall'esterno e 27 provenienti dalla Subintensiva a causa dell'aggravamento delle condizioni). Di questi, 19 sono deceduti, 12 sono stati, viceversa, trasferiti in Subintensiva e due sono stati dimessi. Più numerosi i casi trattati nella Subintensiva: 329 pazienti gestiti (226 accessi diretti), 25 morti e 159 dimessi.

AMBULATORIO - L'altro dato evidente è che la letalità dei pazienti è diminuita drasticamente nelle ultime settimane, non solo grazie al lockdown, ma anche per l'efficacia dei trattamenti terapeutici. Ciò nonostante, si è rilevato che alcuni dei pazienti clinicamente guariti dalla Covid-19 e negativizzati presentano, soprattutto nei casi gravi passati dalle Terapie intensive e semintensive, conseguenze sulla salute che potrebbero protrarsi a lungo o cronicizzarsi.

Non a caso, al Policlinico si sta per attivare un ambulatorio dedicato ai post-acuti per verificare eventuali postumi polmonari o cardiologici. Già è in corso, invece, un protocollo di ricerca (coordinato da Carlo D'Agostino, direttore di Cardiologia ospedaliera) per studiare pure l'incidenza delle embolie in questi malati e comprenderne le conseguenze. Del progetto fanno parte anche la Subintensiva (coordinata da Elisiana Carpagnano) e l'Istituto di Radiologia (diretto da Stabile Ianora).

CONSEGUENZE -  L'infezione da Sars-Cov-2 può compromettere la funzionalità respiratoria talvolta irreversibilmente, come dimostra in modo lampante ed estremo il caso del diciottenne milanese, sano, senza alcuna malattia pregressa, ammalatosi all'inizio di marzo e costretto a un trapianto dopo che la malattia gli aveva nel giro di pochi bruciato i polmoni («erano lignei, molto duri e pesanti e in alcune aree del tutto distrutti», hanno spiegato gli specialisti lombardi).

A quanto pare nei pazienti più gravi colpiti da Covid-19 il 30% dei guariti può avere problemi respiratori permanenti di fibrosi polmonare e bronchiectasie (è il preoccupante scenario che arriva dal convegno della Società italiana di pneumologia: «I disturbi costituiranno una nuova patologia respiratoria e una nuova emergenza sanitaria per la quale sarà necessario attrezzarsi per tempo rafforzando i reparti di Pneumologia e prevedendo ambulatori e percorsi ad hoc»). Insomma, i follow-up (esame radiografico del torace, prove di funzionalità respiratoria, test del cammino, ecografia toracica e cardiaca, Tac toracica per un monitoraggio costante) seguiti da trattamenti farmacologici e percorsi riabilitativi dedicati saranno sempre più frequenti.

CONTROLLI - In realtà, se è certo che il fenomeno esiste e va affrontato, non ci sono ancora casistiche che possano confermare una percentuale così alta (appunto, il 30%) di ripercussioni sui pazienti Covid più compromessi. «Al momento si tratta solo di un dato speculativo - spiega Onofrio Resta, direttore del Dipartimento Cardiotoracico -. Mancano studi prospettici importanti. L'attività ambulatoriale consentirà di capire quale sia la reale incidenza nei pazienti gravi, guariti e sopravvissuti, comprendendo peraltro anche gli aspetti cardiologici. Saranno controllati pure i soggetti guariti e non gravi. L'esperienza quotidiana dimostra come ci sono soggetti, compreso qualche operatore sanitario, che anche dopo la scomparsa della febbre e la negativizzazione continuano a presentare dispnea inspiegabile.

Questi, sottoposti a visita e Tac, mostrano la persistenza di opacità polmonare, con aspetti particolari e tipici della malattia, che è possibile riscontrare anche fino a 35-40 giorni dalla guarigione. Certamente chi è finito in Rianimazione e in Semintensiva ha maggiori probabilità di mantenere le lesioni polmonari nel tempo e di cronicizzare i disturbi. Peraltro, possono presentarsi anche conseguenze vascolari con la presenza di microemboli nel circolo polmonare. Va sottolineato che anche i paucisintomatici, una parte rilevante dei soggetti infettati, anche se sono guariti e negativizzati, nel caso in cui continuassero ad avere affanno non dovuto ad altre patologie più comuni o preesistenti (obesità, ipertensione o altre morbilità - n.d.r.) devono farsi controllare».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie