Lunedì 01 Giugno 2020 | 08:38

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L'intervista: con Rocco abbiamo pianto un affetto. Resto col Pd, il porno è di sinistra

Malena, la musa di Siffredi «Basta ipocrisie sul sesso»

Questa rubrica di interviste, Ostaggi Selvaggi, esce ogni giovedì e ogni domenica sulla “Gazzetta del Mezzogiorno”

Neanche una trama hard-core, sottogenere «woman in prison», avrebbe osato presentare una Filomena Mastromarino, in arte Malena, castificata dal coronavirus.
«Invece è proprio così. Sto qua a casa a Gioia del Colle con mia madre e il chihuahua Emily, che è diventata gelosissima. A 37 anni ho chiuso la saracinesca, non sono fidanzata e l’ultimo rapporto l’ho avuto con Rocco Siffredi, al quale ho appena fatto gli auguri di compleanno, il 57esimo. Abbiamo girato il film The game of horse insieme, concluso il 25 febbraio appena prima dei decreti, prossimo all’uscita in America. Stavo perfezionando anche le procedure per l’ingresso in un’agenzia degli States, documenti, visto. Ma poi tutti i set sono stati chiusi per la pandemia. Nel mio ambiente vigeva già prima l’intransigenza, figuratevi adesso: dai test ogni 20 giorni siamo finiti al divieto completo. Così ho imboccato la strada della castità, sulla quale procedo».

La faranno beata. Così inizia il processo d’ascesa.
«Sì vabbè… Meno male che la natura ci ha fornito vie alternative: la masturbazione, l’amore solitario che per me del tutto solitario non è. Una pratica comune a tante donne che si vergognano di dirlo e alla totalità degli uomini, direi, che hanno giusto qualche remora in meno. Quando invece è il campo dal quale germogliano i nostri desideri, la conoscenza del corpo e di sé, visto che sesso è mente e viceversa. Qualcosa di benefico e di formativo».

Francamente, mi pregio di avere recensito «Chi si tocca muore», un trattato del 1830 (Manni editore), che sostiene il contrario di quanto lei afferma. Pur se dall’alba dei film a luci rosse, dai fratelli Mitchell alla Chambers…
«La vedo molto preparato su questi argomenti, però».

Ho studiato con Luciano Canfora.
«Beh, io di storia probabilmente ne so meno di lei, ma forse è bene che mi spieghi più nel dettaglio: vivo questa forma di piacere a modo mio. Non semplicemente esibizionistico, che è lo stimolante per tutte noi pornoattrici, bensì condiviso, speculare: se nessuno mi guarda il piacere non arriva. Per cui quando mi va, mi collego in chat con qualche amico e condividiamo l’eccitamento. La stessa cosa che faccio, tra l’altro, nell’attività professionale durante questa quarantena che ha potenziato enormemente il consumo di sesso immaginario stravolgendo il mercato dell’hard. Ho traslocato in una realtà intangibile».

Difatti soprattutto la sinistra politica si domanda che fine abbia fatto «Malena la pugliese».
«Ho fatto la fine di tutte noi del porno professionale, che è altra cosa da quello amatoriale, privo di regole sul rispetto reciproco, di codice di comportamento. Cioè sono passata dalla folla dei set alla mia cameretta, collegata alla piattaforma Onlyfans, un must in America e che pure da noi ora sta prendendo piede. Su Instagram ho 636.000 followers, su Telegram pure un gruppo di fan donne, le Malenite, che trovano il premier Conte eroticissimo. Ho fatto dirette con Christian Clay, vengo contattata anche in duo con amiche. Soddisfo tante richieste di uomini, donne, coppie di ogni età che vogliono giocare sul web. E fanno la stessa cosa le colleghe americane, naturalmente: dal 13 marzo le produzioni sono state sospese».

E i colleghi?
«I pornoattori sono molti di meno. Vengono contattati soprattutto da omosessuali, a quanto mi dicono, raramente da donne che vogliono far sesso virtualmente. Sono sfumati tanti progetti. Si parla di un film con me, Rocco e la Nappi. Valentina ha detto che accetterà soltanto se non voto Matteo Salvini».

È di sinistra come lei. D’altronde i progressisti, i figli dei fiori in fase 2 crearono il cinema e il business del sesso.
«Non esiste una realtà lavorativa più di sinistra della cosiddetta pornografia. Il rispetto nei confronti della donna è imprescindibile. Nessuno ti obbliga a fare niente, tutto è tua scelta, sul lavoro siamo chiari e diretti. Le raccomandazioni non esistono perché con il corpo nudo non si bluffa. Men che mai serve andare a letto con questo o con quello per fare carriera. In Europa, a differenza che negli Usa, le stesse prestazioni particolari vengono equiparate per compenso a quelle destinate a comuni scene. Ma soprattutto: noi attrici siamo pagate almeno il doppio, talvolta il triplo degli attori. La situazione si rovescia».

erto, è un peccato che il Pd abbia perso una statista acquistando una diva sexy.
«Nel Pd mi occupavo soprattutto di campagne elettorali. Sono stata delegata nazionale per il partito, in quota rosa, ero con Matteo Renzi, ma non sono stata certo una dirigente».

I piddini hanno bisogno di figure di riferimento. Difatti anch’io ora pensavo di fare un corso da odontotecnico.
«Con il Pd ho fatto tutte le tessere, resto a sinistra, certo. Sospendevo la mia attività di agente immobiliare per tuffarmi in politica per mesi. Ma dopo l’incontro con Rocco, con il quale proprio giorni fa abbiamo fatto una diretta da record, ho trovato la vocazione vera».

Passaggio non infrequente. La segretaria del circolo Pd pisano girò mascherata un film porno con Alex Magni e manzi della Cento X Cento; riconosciuta, si dimise con una lettera alla federazione provinciale del partito. Ci sono stati i casi di big del Pd con trans e simili, per tacere di intellettuali da premio letterario radical chic.
«Sia come sia, alle ultime elezioni ero all’estero. Viaggiavo come una trottola fra i set, Isola dei famosi, ospitate, La Zanzara, Le Iene, da Barbara d’Urso con Cicciolina, lei approdata alla politica dal porno e io viceversa. Insegnavo pure nella Siffredi Hard Academy per aspiranti pornoattori, tra i quali pugliesi, un bitontino: a Csömör, nord Ungheria».

Già che è docente, dovrebbe rieducare il mio gatto Dorian Gray.
«In che senso?».

Gli ho dato in pasto due amichette della stessa razza, exotic shorthair, ma lo stolto copulava sul fianco o sulla nuca delle poverette, o in posizione corretta ma a distanza di dieci centimetri, brevettando un metodo contraccettivo più sicuro dell’Ogino-Knaus stesso.
«Gesù che tenerezza. Quando riapre l’Accedemia oltre a Dorian invito pure lei».

Eh. Ho pure girato dei porno felini con zoomate, cercando di guidare gli animaletti, e li ho inviati su WhatsApp a raffica ai miei amici degni.
«Pertanto abbiamo un Selvaggi acculturato in hard-core e perfino regista adesso, e non ne sapevamo niente».

In un futuro YouPorn ci spero. E poi con i gatti, niente mascherine FFP3 sul set.
«Giusto, beati loro. Guardi un po’ me adesso. Spolvero casa, lavoro al pc, porto a spasso il cane e mangio le amate mozzarelle gioiesi: mio padre, che non vive con noi, lavorava in un caseificio, buon sangue non mente. Ma da un po’ c’è altro che mi pesa, una perdita che mi ha segnata sul serio. E che per Rocco è stato un colpo tale che ancora oggi stenta a riprendersi».

Non dica che è una vittima del Covid 19.
«Il virus non c’entra. Un infarto un mese fa ha stroncato Gabriele Galetta, cugino di Rocco, regista, manager straordinario, ineguagliabile anche umanamente. Gli devo la carriera almeno quanto a Siffredi. Se la sua morte, dopo cinque anni di collaborazione, mi ha spezzato il cuore, non voglio pensare cosa senta ancora oggi Siffredi dopo 32 anni di intenti comuni. Per lui non era un parente: era più di un fratello. Gabriele ha contribuito a rendere il cugino la stella del porno mondiale, motivo di vanto per l’Abruzzo, una bandiera per l’Italia intera. Perciò mi aspetto che prima o poi, superando la disparità di giudizio che il maschilismo genera, la Puglia diventi fiera di me».

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