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In Puglia e Basilicata

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Provenzano, pochi soldi al Sud: «Treni, in estremo ritardo i lavori per la Napoli-Bari»

Dal 18 luglio chiusa stazione Fal Matera centrale

L'allarme: dopo decenni di attesa sfuma l'ipotesi di avere l'alta capacità entro il 2026

06 Marzo 2020

Massimiliano Scagliarini

Esiste un «estremo ritardo rispetto al cronoprogramma» per il completamento di opere strategiche per il Mezzogiorno, a partire dall’alta capacità ferroviaria tra Napoli e Bari. Lo ha detto ieri il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, nell’audizione della commissione Trasporti della Camera sull’aggiornamento 2018-2019 al contratto di programma con Rfi 2017-2021. Una presa d’atto rispetto all’impossibilità di rispettare, per quello che riguarda la Napoli-Bari, anche l’attuale termine del 2026.
L’aggiornamento al Cdp vale poco più di 15 miliardi, di cui 716 milioni vanno alla Napoli-Bari (215 alla tratta Frasso Telesino-Vitulano, 501 alla Orsara-Bovino) e 60 al treno per l’aeroporto di Brindisi. Tuttavia, ha osservato Provenzano, rispetto ai 79 miliardi di investimenti ferroviari la quota per il Sud è pari al 37%, in realtà inferiore al 34% previsto dalla legge Calderoli (che si calcola sui soli fondi ordinari e non sul totale del finanziamento). Nel 2008 la conclusione dei lavori della Napoli-Bari era fissata al 2020 e nel 2015 è slittata al 2026, termine anche questo ormai impossibile da rispettare visto che il cuore dell’opera (la galleria sotto l’Irpinia) richiede da solo almeno 7 anni di lavori e non è stato ancora avviato (il quadro finanziario non è formalmente completo). «C’è in corso una attività di monitoraggio rafforzato» in riferimento a questa e ad altre due opere strategiche per il Mezzogiorno, ha detto Provenzano: fonti del ministero delle Infrastrutture ritengono che, ad oggi, il completamento dell’alta capacità tra Puglia e Campania sia destinato a slittare di almeno 2-3 anni.

Provenzano ha comunque invitato a uno sguardo di sistema, che includa anche gli aspetti di servizio. «Nel decreto Taranto - ha annunciato - stiamo lavorando con la presidenza del Consiglio a insistere nelle zone economiche speciali, per realizzare delle infrastrutture di ultimo miglio, anche in campo ferroviario, che spesso sono quelle che mancano per rendere coerente e attrattivo il sistema e collegarlo alle grandi direttrici». Per quanto riguarda l’asse Bari-Roma, ha osservato, «se ci fosse un treno che offrisse servizi più decenti probabilmente non ci soffermeremmo solo sulla velocizzazione dei 30-40-60 minuti della linea», velocizzazione appunto lontana. Dal 28 marzo Trenitalia introdurrà il Bari-Napoli diretto in tre ore e mezza, un «contentino» per soddisfare le capitali del Sud continentale: l’annuncio ufficiale era previsto per lunedì con il sindaco di Bari, Antonio Decaro, e il ministro Paola De Micheli, ma potrebbe slittare di qualche giorno.

Il Sud, comunque, soffre ancora di sottofinanziamento. «La dotazione complessiva» del Cdp, secondo Provenzano, «ci indica un insufficiente percorso verso una effettiva perequazione infrastrutturale sulla base dei fabbisogni esistenti. Siamo all’avvio di un riequilibrio della spesa infrastrutturale ma non possiamo dirci soddisfatti», anche a fronte del deficit esistente: non solo sull’Alta velocità «ma anche sul trasporto locale perché in particolare nel Mezzogiorno abbiamo grandi problemi di mobilità interna, tra i capoluoghi».

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