Mercoledì 28 Settembre 2022 | 17:26

In Puglia e Basilicata

ELEZIONI POLITICHE 2022

Centrodestra

43,79%

Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni


Forza Italia


Lega per Salvini Premier


Noi Moderati / Lupi – Toti – Brugnaro – UDC

Centrosinistra

26,13%

Partito Democratico – Italia Democratica e Progressista


Alleanza Verdi e Sinistra


Impegno Civico Luigi Di Maio – Centro Democratico


+Europa

Terzo Polo

7,79%

Azione – Italia Viva – Calenda

M5S

15,43%

Movimento 5 Stelle

Centrodestra

44,02%

Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni


Forza Italia


Lega per Salvini Premier


Noi Moderati / Lupi – Toti – Brugnaro – UDC

Centrosinistra

25,99%

Partito Democratico – Italia Democratica e Progressista


Alleanza Verdi e Sinistra


Impegno Civico Luigi Di Maio – Centro Democratico


+Europa

Terzo Polo

7,74%

Azione – Italia Viva – Calenda

M5S

15,55%

Movimento 5 Stelle

 

banche

Pop Bari, caos calmo dei correntisti: «Niente panico, ma la tredicesima ritirata tutta»

Pop Bari, caos calmo dei correntisti: «Niente panico, ma la tredicesima ritirata tutta»

Nel capoluogo davanti agli sportelli grandi e piccoli azionisti, pensionati, e attività regolare per i pagamenti Imu

17 Dicembre 2019

Fulvio Colucci

A corso Vittorio Emanuele c’è più fila davanti alla biglietteria del teatro Piccinni che alle casse della Banca popolare di Bari. «Paura? Per quei pochi soldi sul conto proprio no...».
Il pensionato risponde con sollecitudine. Lui certo non temeva il «lunedì nero» stile crollo della Borsa di Wall Street nel 1987. A rassicurarlo, domenica sera, le notizie in tv: «Spero nell’intervento del governo. Che vuole, ho perso due volte il lavoro e mi spiace pensare agli impiegati che rischiano anche loro. Da barese rimane la speranza nella nostra banca. Fiducia ne ho ancora, certo tutto è più difficile adesso».

Gli allarmisti, per ora, smobilitano: nessun «effetto panico» dopo le notizie relative al commissariamento dell’istituto di credito e l’operazione di salvataggio avviata da Palazzo Chigi. Eppure un autista dell’Amtab tira fuori dalla tasca un pugno di banconote e sorridendo attacca: «Mi fido di Conte? Sì, mi fido. Diciamo che mi fido, ma io comunque la tredicesima l’ho ritirata tutta e sul conto non ho lasciato nulla». Mentre una signora, davanti alla sede di via Lembo, quartiere Picone, annuncia laconica: «Sono venuta a fare una piccola operazione, ma io la pensione l’accrediterò in un’altra banca e lascerò la Popolare agli inizi dell’anno prossimo».

Non è il «giorno dopo», The day after profetizzato dai pessimisti attendendo la riapertura, ieri, delle filiali BpB in tutt’Italia (oltre 360). Niente ressa agli sportelli per ritirare i risparmi, niente assalto ai bancomat stile Grecia 2015. Nulla di anomalo da segnalare guardando il viavai della clientela scorrere senza intoppi, senza sussulto alcuno, davanti alla sede della banca in corso Cavour. I baresi mostrano una narrazione semplice e come sempre salace, colorita, anche di fronte al dramma: com’è stato possibile che una delle più grandi comunità economiche del Mediterraneo sia stata «sedotta» dal sogno infranto? «E cosa vuole che le dica? Sa quanti manager in Italia si sono fregati i soldi? Si è dimenticato di Banca Etruria? Stamattina l’unico problema - spiega un uomo sorridendo - era quello di stampare la lista movimenti del mio conto corrente».

Persino gli azionisti mostrano una calma tranquilla all’uscita dallo sportello, mentre su corso Cavour prosegue la corsa frenetica e distratta del giorno e delle cose: «Al momento non sono preoccupato - spiega uno di loro - e credo che con l’intervento dello Stato anche la nostra telenovela possa avere fine. Noi che un giorno sì e l’altro pure controllavamo e continuiamo a controllare la discesa verso l’abisso delle nostre azioni non ci siamo accorti che qualcosa di poco chiaro andava, invece, osservata con più attenzione. Mai come adesso sono d’accordo con Salvini: «In galera chi ha rubato i risparmi».

La politica divide. Se l’operazione salvataggio fa salire le quotazioni del presidente del Consiglio Conte, ci si spacca sulle opzioni da scegliere: «Il futuro è incerto, meglio lo Stato come vuole Di Maio». «Ora Di Maio salva i banchieri, quando lo ha fatto Renzi lo hanno crocifisso».
Ma il clima è cambiato e tornando a Salvini l’eco delle sue parole, domenica scorsa, resta viva. «Sì ha ragione - chiude l’autista Amtab - e sarebbe interessante domandare alla Banca d’Italia dov’è stata finora, quando per avere il mutuo dovevi acquistare le azioni. Sì, ha ragione Salvini, lo scriva: io sono con lui. Anzi peggio: mi hanno fatto diventare un fascista»

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 

BLOG

- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725