Venerdì 30 Luglio 2021 | 23:04

NEWS DALLA SEZIONE

il punto
Le strategie dei partiti con la galassia dei no vax

Le strategie dei partiti con la galassia dei no vax

 
Il punto
La giustizia si riforma «solo» con l’armonia draghiana

La giustizia si riforma «solo» con l’armonia draghiana

 
Esperti a confronto
Bari, in città il futuro si chiama «mare»

Bari, in città il futuro si chiama «mare»

 
la riflessione
A che serve davvero il lasciapassare sanitario

A che serve davvero il lasciapassare sanitario

 
la riflessione
Quei cari banditori, altro che fake news

Quei cari banditori, altro che fake news

 
il punto
Se il vaccino diventa una questione politica

Se il vaccino diventa una questione politica

 
L'analisi
Mattarella, i suoi primi 80 anni e la partita quirinale

Mattarella, i suoi primi 80 anni e la partita quirinale

 
Il commento
Le notti magiche seduti sul divano di casa

Le notti magiche seduti sul divano di casa

 
La riflessione
Lo Stato dice ai giovani del Sud «Dovete emigrare»

Lo Stato dice ai giovani del Sud «Dovete emigrare»

 
il punto
Quell’inferno cantieri sulla via delle vacanze

Quell’inferno cantieri sulla via delle vacanze

 
l'approfondimento
Dobbiamo attrezzarci per una vita da precari

Dobbiamo attrezzarci per una vita da precari

 

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

NEWS DALLE PROVINCE

Leccel'episodio
Con mal di denti, aggredisce sanitari che non tolgono molare

Con mal di denti, aggredisce sanitari che non tolgono molare

 
Barisangue sulle strade
Incidente mortale sulla statale 96

Incidente mortale sulla statale 96

 
Foggiale indagini
Rapine a Foggia, due fratelli a domiciliari e terzo in cella

Rapine a Foggia, due fratelli a domiciliari e terzo in cella

 
Potenzamobilità
Fal, chiusa dal 2 agosto la linea Potenza Inferiore - Santa Maria

Fal, chiusa dal 2 agosto la linea Potenza Inferiore - Santa Maria

 
PotenzaDati aggiornati
Basilicata, Covid: 37 positivi su 892 tamponi esaminati

Basilicata, Covid: 37 positivi su 892 tamponi esaminati

 
BrindisiVertice in Prefettura
Brindisi, vigneti danneggiati a Cellino San Marco: controlli da intensificare

Brindisi, vigneti danneggiati a Cellino San Marco: controlli da intensificare

 
TarantoAllarme
Taranto, pensionato esce a piedi da villaggio di Ginosa Marina e scompare

Taranto, pensionato esce a piedi da villaggio di Ginosa Marina e scompare - RITROVATO

 
Batcontrolli sul litorale
Bisceglie, tentato furto di una scooter: due arresti

Bisceglie, tentato furto di una scooter: due arresti

 

i più letti

il punto

I mediatori tornano a dominare la scena

Dice di non volere «un clima da stadio», la presidente Maria Elisabetta Casellati. E invece a Palazzo Madama succede di tutto: grida, fischietti, sospensioni, nemmeno fosse la finale di Wembley

Ambiente in Costituzione: primo via libera al Senato, ma c'è chi è pro e chi è contro

Dice di non volere «un clima da stadio», la presidente Maria Elisabetta Casellati. E invece a Palazzo Madama succede di tutto: grida, fischietti, sospensioni, nemmeno fosse la finale di Wembley. Niente di cui sorprendersi, comunque. Dopo un «parto» di otto mesi, il ddl Zan approda in Senato con addosso l’aura della madre di tutte le battaglie. In fondo ci sono mille partite che si giocano in una: c’è da rodare il nuovo asse Lega-Italia viva, c’è da valutare la forza d’urto del centrosinistra, c’è da capire cosa faranno i cattolici, c’è da far passare un provvedimento che ha scomodato piazze, cantanti, influencer e perfino il Vaticano con tanto di storico richiamo al Concordato.

L’attesa è di quelle trepidanti e, si capirà subito, ben riposte. Pronti, via e si blocca tutto: la Lega, forte del tacito accordo con Italia viva, chiede ossigeno per poter mediare ancora, la Casellati-Donnarumma coglie la palla al balzo e convoca la Capigruppo. Urla, fischi, grida. «I Mondiali, anzi gli Europei li abbiamo già vinti», tuona la presidente. Parte la riunione e tutti sono pronti a giurare che la lunga marcia del ddl Zan stia sfiorendo in un ritorno in Commissione. E, invece, ore dopo ricomincia la discussione. Cosa è cambiato? Assolutamente nulla, è la risposta dei deputati interpellati dalla agenzie.

In realtà non è proprio così: scongiurato il blocco, in cui molti riponevano le proprie speranze, uno dopo l’altro i partiti vengono allo scoperto. La trama è sul tavolo. Pd e M5S tirano dritto per far passare il testo così com’è, senza potature né rinvii, cercando contestualmente di inchiodare i renziani alle proprie responsabilità. Questi ultimi, d’altra parte, continuano a richiamare la necessità di una mediazione sugli aspetti più controversi, altrimenti, è il ritornello, «mancano i numeri».

È sottile la mossa renziana perché, qualora il testo venisse depurato e fosse approvato dalla quasi totalità dell’Aula, il senatore di Rignano sull’Arno potrebbe appuntarsi un’altra coccarda. Dopo quella draghiana («l’ho portato io»), quella arcobaleno («il disegno di legge è passato grazie a me che mi sono sporcato le mani»). Naturalmente, il gioco che si sviluppa lungo l’asse Lega-Iv è più grande di così e ha un bell’affaccio sul Quirinale, ma queste sono storie di domani. Conta l’oggi. Matteo Salvini, da parte sua, continua a battere sul tasto della libertà di espressione e di educazione, invitando a potare il provvedimento.

Così si salda l’asse dei due Matteo che manda su tutte le furie i giallorossi. Pd e M5S non cedono. Per principio, innanzitutto, perché il testo è passato integralmente alla Camera e, dunque, è così che dovrà passare al Senato. Per spezzare l’asse Salvini-Renzi, costringendo quest’ultimo a rinunciare ai tatticismi o a gettare la maschera. E infine perché l’impressione dall’esterno è che agli ultras del ddl stiano molto più a cuore gli aspetti controversi di quelli universalmente accettati. Una forma di fanatismo ideologico, direbbero alcuni. Di sicuro un errore tattico di cui ci si potrebbe rendere conto semplicemente leggendo i giornali degli ultimi mesi. O anche solo degli ultimi giorni.

La riforma del processo penale, passata in Cdm, è una triangolazione al ribasso fra i desiderata dalla Guardasigilli Cartabia, le richieste dei garantisti e il pugni sul tavolo dei giustizialisti. Un ircocervo di cui è difficile riconoscere la paternità. Colpa di chi?

Di nessuno. Se si mette in piedi un governo che va da Leu alla Lega, forse, è fatale che ogni provvedimento approvato sia una copia sbiadita della pensata originale. Finora gli ortodossi di ogni foggia e colore sono finiti al tappeto. E, dall’aria che tira, non sembra che finirà diversamente nemmeno questa volta.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie