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Dicevano le nostre mamme e le nostre nonne che durante la seconda guerra mondiale, nonostante le difficoltà, si moltiplicavano i gesti solidali verso chi chiedeva aiuto.

Noi baby boomer (i nati tra il 1946 e gli anni Sessanta), atterrati per caso nella società del benessere, ascoltavamo quei racconti a volte mostrando disinteresse se non addirittura noia, frettolosi di ritornare a giocare con il trenino elettrico o timorosi di perderci il cartoon sul canale Nazionale della Rai.

Ora la guerra c'è. Senza cannoni né proiettili, ma con un nemico subdolo e invisibile. Anzi, subdolo perché invisibile: il maledetto virus. Non siamo ancora nel dopoguerra del Covid anche se il calo dei contagi sembra alimentare la speranza. Sarà un caso ma anche in questo conflitto delicatissimo e dall'esito tuttora incerto si moltiplicano le iniziative di aiuto. Due storie sembrano dimostrarlo.

La prima viene da Valenzano, la cittadina dell'immediato hinterland barese che negli anni '90 e primi Duemila fu luogo di conquista di una mafia che puntava decisa a penetrare nei gangli dell'amministrazione locale prima che l'apparato giudiziario la stroncasse. Un terreno confiscato ai clan, da un po' di tempo, è diventato impresa agricola, gestita dalla cooperativa Semi di Vita.

Il male si è nuovamente palesato in quel suolo: ladri ignoti hanno portato via il trattore che serviva per lavorare i campi e renderli produttivi. Dalla coop il grido di dolore è rimbalzato forte e chiaro sul web: abbiamo bisogno di un trattore, altrimenti moriamo.

E' partita la gara di solidarietà. Dopo pochi giorni un nuovo mezzo agricolo è arrivato in comodato da una nota ditta che li produce. Non solo: l'appello è andato al di là di ogni aspettativa. Infatti il popolo del web ha permesso di raccogliere una somma che permetterà alla coop barese di centrare un altro obiettivo: costruire due pollai che contribuiranno a far crescere l'azienda.

L'altra storia viene da Taranto, la città sfiancata dal disastro ambientale e dai troppi decessi causati dalle esalazioni del Siderurgico. L’amministrazione comunale retta dal sindaco Melucci ha lanciato una iniziativa dedicata alle future spose ricche di sogni ma povere di soldi: "Regala l’abito nunziale a chi non può permetterselo". Prendendo spunto da una riunione con gli operatori del comparto wedding, in crisi come tanti altri settori a causa della pandemia, l’assessora ai Servizi sociali Gabriella Ficocelli ha spiegato: "Vogliamo lanciare una idea a favore di quelle donne che non hanno la possibilità di acquistare l’abito da sposa. E allora chiediamo alle nostre concittadine di donare l’abito che hanno indossato una sola volta a chi non può affrontare quella spesa".

In pratica, quante vorranno potranno portare il vestito in piazza Catanzaro 66, al Centro polivalente dei Servizi sociali, il mercoledì, dalle 15 alle 17. Due storie che ci restituiscono una faccia della nostra anima: quella che forse avevamo dimenticato di avere.

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