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Savino Zaba

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La videointervista

Savino Zaba

Zaba con la nostra Anna Langone

Sabato ha condotto la serata conclusiva del Maratea Film Festival dialogando con Cristian De Sica e Ornella Muri, ieri sera ha presentato all’Isola Tiberina a Roma il suo fortunato libro “Parole parole… alla Radio” e ogni mattina è su RaiUno con “EntreRai”, l’anti-talent del prime time delle 10 “Quelle brave ragazze”. E’ un’estate di lavoro e di successi per Savino Zaba, il conduttore, attore e autore di Cerignola che da trent’anni scala la popolarità facendo breccia nel cuore della gente.

Sorriso aperto, voce accattivante ma non impostata, talento che non diventa mai saccenteria, Zaba (al secolo Zabaione) si è raccontato alla «Gazzetta» in una scorrevole videointervista condotta da Anna Langone. 

Gli esordi a soli 16 anni nell’ormai mitica Radio Arcadia di Cerignola, quando il ragazzo «con il vocione da grande» comincia a respirare la polvere dei microfoni, poi le maggiori radio italiane, il “salto” a Telenorba prima del sospirato arrivo in Rai. Zaba collabora a trasmissioni storiche, come “Tappeto volante” di Luciano Rispoli, lavora con artisti di primo piano, da Daniele Silvestri a Renzo Arbore e Lucio Dalla, diventa autore e interprete di spettacoli teatrali di successo come “Beato a chi ti Puglia”, “Canto... anche se sono stonato”, conduce eventi televisivi prestiogiosi, è protagonista di seguitissimi programmi su Radiodue, da “Ottovolante” all’attuale “Italia nel pallone”. Una professionalità vulcanica mai disgiunta dalla classe, Zaba conosce la grande popolarità conducendo “Storie” all’interno di Unomattina, si cimenta con i tanti volti e voci di “Tale e quale show” e impara, di anno in anno, a gestire il successo e anche le pause a telecamere spente. Oggi, a 46 anni, Savino Zaba è pronto per condurre la prima serata: di questi e di tanti altri argomenti si parla nella videointervista, che è anche una finestra su come è cambiato il primo media italiano: la radio, che Zaba preferisce alla tv, «La televisione non mi ha del tutto ammaliato», confida.

La radio vera palestra di talenti e di allenamento alla fantasia. Lo scorso 24 giugno Zaba ha festeggiato trent’anni di radio e non a caso la prefazione al libro è firmata da Renzo Arbore, che insieme al compianto Gianni Boncompagni ha rivoluzionato il modo di fare radio con programmi come “Bandiera Gialla” del 1965, e poi “Alto gradimento”, trasmissioni che introdussero nell’allora imbalsamato etere il linguaggio improvvisato, strappando copioni che prima di andare in onda dovevano essere visionati da un comitato di censura.

Nella videointervista numerosi i riferimenti agli esordi foggiani di Savino Zaba, ai primi passi mossi nel mondo dello spettacolo grazie ai laboratori teatrali frequentai nel capoluogo. E poi il legame forte con la sua Cerignola, mantenuto malgrado gli impegni di lavoro lo portino spesso in giro per l’Italia e all’estero. Un Savino Zaba per molti aspetti inedito, che regala anche imitazioni e aneddoti. Venti minuti tutti da gustare e da condividere.

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