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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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mostra a Trani il 14

La luce è musica
con Brian Eno

La luce è musica  con Brian Eno

di Livio Costarella

BARI - A poco più di un anno e mezzo dalla sua ultima apparizione in Puglia (intervenne a Bari, al Medimex, nell’ottobre 2015 con l’installazione di visual art Light Paintings al Teatro Margherita), Brian Eno torna al Castello Svevo di Trani con un’altra mostra - Light Music -, organizzata da Il Cigno GG Edizioni, in collaborazione con il Polo Museale della Puglia e la società Nova Apulia: il grande artista britannico interverrà personalmente all’inaugurazione di domenica 14 maggio, all’interno del Castello alle 19, insieme a Valentina Bonomo (curatrice della mostra), Lorenzo Zichichi (Il Cigno GG Edizioni), Fabrizio Vona (direttore Polo museale della Puglia), Rosa Mezzina (direttrice del Castello Svevo di Trani).

La mostra di Eno, la cui figura è molto vicina all’ideale rinascimentale (è uno dei pochi artisti capace di collegare la musica con altri mondi), si fonda sull’armonia tra le visioni create attraverso i light boxes, strutture quadrangolari che generano immagini continuamente mutevoli, ed i suoni provenienti dagli speaker flowers, sculture «musicali» a forma di fiore, che ospitano minuscoli altoparlanti per la diffusione del suono. Una «musica visuale», che nasce da una costante ricerca sulla luce e dal desiderio di esplorare le nuove possibilità estetiche e sensoriali offerte dalla tecnologia.

Non è un caso che la fusione del visivo con il sonoro sia da sempre una delle chiavi dell’arte di Brian Eno. «La pittura e la musica – spiega l’artista - sono sempre state connesse per me. Ho iniziato a sperimentare con le luci nello stesso momento in cui sperimentavo il suono, quando ero teenager. Quando riguardo quello che ho fatto negli anni successivi mi sembra che io abbia tentato di rallentare il suono in modo che diventasse più come un dipinto, animando i dipinti in modo che diventassero come una musica, nella speranza che le due attività si potessero fondere fra loro».

Eno porterà in esposizione anche due opere su «lenticolare»: si tratta di «Center Decenter» e «Tender Divisor», che utilizzano materiali composti da lenti che conferiscono all’immagine stampata l’illusione della profondità e dell’animazione. Questo rinforza l’idea alla base dell’opera di Eno, che sostiene che «si può guardare e ci si può allontanare dall’opera, così come si farebbe con un dipinto; l’opera rimane ferma e lo spettatore si muove».

«Attraverso le sue opere - spiega Valentina Bonomo -, Brian Eno intende rallentare il ritmo di vita frenetico dello spettatore per permettergli di entrare in un’altra dimensione, fatta di musica coinvolgente e di una alternanza di colori e di immagini autogenerate. I castelli pugliesi sono particolarmente adatti per ospitare l’arte contemporanea e sono certa che Trani accoglierà nel migliore dei modi una mostra di così alto livello».

Anche per Lorenzo Zichichi è un ritorno in Puglia, con una proposta di altissima qualità. «Il padre della musica d’ambiente - afferma - ha accolto l’opportunità di trasformare un’ala intera del castello di Trani in una sua ambientazione, nel tentativo di immergerci in mondo sensoriale con strumenti di grandissimo profilo tecnologico, in un connubio tra arte contemporanea e strutture tecno-visive. Chiunque visiterà la mostra avrà la sensazione di essere cullato da un mondo creato appositamente per dare la percezione di serenità e gioia».

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