Sabato 07 Febbraio 2026 | 23:59

«Prima o poi», Michele Bravi torna a Sanremo con un monologo cinematografico: «Ho convinto Ilenia Pastorelli a dirigere il videoclip»

«Prima o poi», Michele Bravi torna a Sanremo con un monologo cinematografico: «Ho convinto Ilenia Pastorelli a dirigere il videoclip»

 
Bianca Chiriatti

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Bianca Chiriatti

«Prima o poi», Michele Bravi torna a Sanremo con un monologo cinematografico: «Ho convinto Ilenia Pastorelli a dirigere il videoclip»

foto Mauro Balletti

Il cantautore racconta il brano in gara: «Ci sarà un album, spero prima dell'estate. L'ho scritto già pensando alla performance dal vivo. E anche al Festival l'orchestra diretta dal Maestro Alterisio Paoletti (Céline Dion, David Foster) sarà in dialogo con la mia voce»

Sabato 07 Febbraio 2026, 21:00

«Cinematografico». È l'aggettivo con cui lo stesso Michele Bravi descrive «Prima o poi», brano con cui torna al Festival di Sanremo, in gara per la terza volta. Un monologo interiore trasformato in musica e che, dopo il primo ascolto, anche noi avevamo definito con lo stesso aggettivo, per le immagini chiare e nitide che il testo è in grado di trasmettere. «Non ho un ricordo nitido di quando ho scritto questo brano - racconta l'artista umbro alla Gazzetta - né ho avuto lo sguardo radiofonico o discografico per riconoscere che fosse adatto per il Festival. Ma nella mia famiglia, dove non c'è grande culto per la musica, questa canzone ha scaturito qualcosa. Mia madre ha scritto nella chat di gruppo: "Finalmente una bella canzone"».

Bravi, una bella visione ampia e narrativa: ci sarà un album?

«Sanremo è senz'altro l'apertura di un progetto: rispetto alle altre volte che ho partecipato siamo sempre davanti a una ballata cantautorale, ma ho avuto fin da subito un approccio cinematografico. Il disco dovrebbe uscire prima dell'estate, è colpa mia che non l'ho ancora consegnato. L'ho concepito per l'esecuzione dal vivo, per lo spettacolo. E ho potuto coinvolgere professionisti con cui sognavo di lavorare da tempo, a cominciare dall'arrangiatore (che dirigerà anche l'orchestra), il Maestro Alterisio Paoletti. È un'eccellenza italiana, ha lavorato con Céline Dion, David Foster, la stessa orchestra non sarà solo un tappeto musicale, ma un dialogo continuo con la mia voce. E poi, di questo ne vado molto orgoglioso, ho convinto Ilenia Pastorelli a cimentarsi per la prima volta nella scrittura e nella regia del videoclip. Il mondo del video ormai non fa più mercato, ma lei - che non vuole che io lo dica, ma ha detto di no anche a Jay-Z - ha dato un'interpretazione della canzone molto personale, con momenti di rarefazione che lasciano spazio a interpretazioni diverse. È stato un esercizio anche per me, quello di affidare il mio lavoro a qualcun altro, tendo ad avere un forte controllo sul mio contenuto artistico. E poi continuo la mia collaborazione con il fotografo Mauro Balletti, storico fotografo di Mina: ora stiamo intraprendendo una chiave più ironica e pop, mi metto a disposizione».

Per il duetto sarà insieme a Fiorella Mannoia, con un omaggio a Ornella Vanoni...

«Ornella la conosco dai racconti di Fiorella, ormai siamo amici. Ho un ricordo nitido della prima volta che l'ho vista, ero con mia mamma al Teatro Morlacchi di Perugia, andammo a vedere "Il tempo e l'armonia", in cui reinterpretava il repertorio dal vivo. Io dissi: "Voglio fare quello che fa lei". E alla fine ho scoperto che il backstage di Fiorella mi piace più del suo talento, condividiamo lo stesso cinismo, il senso del grottesco. L'anno scorso avevo provato Sanremo: avevo un brano sui nonni e i miei festeggiavano 50 anni di matrimonio, ci tenevo a esserci per far loro questo regalo ma non è andata. Me ne andai in Brasile a casa di Fiorella e non ci pensai più. I miei obiettivi sono la salute e una famiglia serena, volevo una persona amica accanto sul palco, ed eccola».

Parliamo di Eurovision: se dovesse esserci la possibilità di partecipare?

«Per le informazioni che ho adesso, non direi di no. È giusto che una competizione musicale escluda un rappresentante dando un giudizio morale e politico su quello che sta succedendo? Stiamo vivendo in un mondo in cui a volte si tende più a seguire la narrazione della collettività rispetto a quella individuale. Io quando canto racconto come la penso rispetto al mondo. Trovo assurdo autoimporsi la regola che chi dice ciò che pensa sta dissentendo. Chi dice ciò che pensa, sta solo parlando. Una persona come Ghali, che si è esposto contro una guerra e un genocidio, ha preso una posizione. Non c'è un qualcosa di giusto o sbagliato, né lo leggo come dissenso: rappresenta un pensiero».

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