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In Puglia e Basilicata

L'intervista

Coez arriva in concerto a Gallipoli: «Con la musica esprimo il mio lato più empatico»

Coez arriva in concerto a Gallipoli: «Con la musica esprimo il mio lato più empatico»

«A fine tour annuncio un progetto-bomba, e non è un disco. Tra i più giovani Madame è la più forte»

03 Agosto 2022

Bianca Chiriatti

L'Essere Liberi Tour di Coez fa tappa al Parco Gondar di Gallipoli (Le) il 5 agosto nell'ambito dell'Oversound Music Festival. Il cantautore, tra i nomi più significativi della scena contemporanea nazionale, porterà sul palco i successi dell'ultimo disco, Volare (Carosello Records), e le grandi hit del passato, con il suo stile unico tra rap e una raffinata scrittura. La «Gazzetta» l'ha intercettato tra una data e l'altra del tour per farsi raccontare come sta andando questa estate in musica.

«Essere Liberi», cos'è la libertà per Coez?

«Per essere liberi a mio avviso bisogna sapersi liberare da certe dinamiche, certe cose che ci autoimponiamo o ci impone la società. Nel singolo che porta questo titolo c'è la frase "E ci alleniamo a stare soli/A costo d'essere liberi", un po' il fulcro di questo pensiero. Dopo un periodo come quello della pandemia in cui tanti di noi sono stati costretti a interfacciarsi solo con loro stessi, ci siamo un po' allontanati dal resto delle cose, ma alla fine non è una cosa negativa».

È consapevole di essere uno dei cantautori più importanti dell'era contemporanea? Che feedback le arrivano?

«Penso sempre di correggere il tiro, non mi soffermo mai su quello che di me funziona o ha funzionato, e questo è il mio fuoco ma anche la mia dannazione. Penso di essere abbastanza ossessionato dall'idea di provare sempre cose nuove, mi godo poco i risultati che raggiungo, ma sono comunque soddisfatto del percorso».

Nella musica riesce a comunicare con facilità. E nella vita?

«Ci sono tanti lati che esprimo meglio con le canzoni. Nella vita non sono una persona troppo empatica, o comunque dipende dalla situazione, lo sono quando sto nel mio habitat, con le persone a cui tengo, nel mio ambiente, non riesco però ad adeguarmi molto. Nella musica invece ho trovato un modo per esprimerlo al meglio questo lato di me»

C'è qualcuno fra i colleghi più giovani che le piace particolarmente?

«Mi piace molto Madame, all'inizio non la capivo bene, faceva cambi di flow troppo repentini, particolari, poi ho cominciato ad ascoltare bene i suoi testi, e della sua generazione mi sembra l'artista più forte».

In Puglia è venuto spesso ha suonare, ha bei ricordi?

«Mi piace tantissimo, anzi quando non avevo questo seguito venivo spesso in vacanza, mi piace, l'ho girata varie volte, vorrei tornarci da turista, ma in Italia è complicato fare vacanze. In tutti i posti di mare torno sempre volentieri».

Dopo l'estate?

«Sicuramente un paio di settimane di vacanza. Ma abbiamo già tante cose in cantiere, sono al lavoro per un progetto-bomba che annuncerò a fine tour, e non è un disco. Qualche settimana di pazienza e lo saprete!»

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