Mercoledì 28 Gennaio 2026 | 22:42

«Torno a Sanremo solo con la mia voce, senza maschere: canterò per mia madre»: «Qui con me» e il festival «intimo» di Serena Brancale

«Torno a Sanremo solo con la mia voce, senza maschere: canterò per mia madre»: «Qui con me» e il festival «intimo» di Serena Brancale

 
Bianca Chiriatti

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Bianca Chiriatti

«Torno a Sanremo solo con la mia voce, senza maschere: canterò per mia madre»: «Qui con me» e il festival «intimo» di Serena Brancale

foto Thom Réver

La cantautrice barese all'Ariston in una veste forse «inedita» per chi l'ha conosciuta solo negli ultimi anni: «Ci saranno sorprese legate alla mia terra, mi dirige mia sorella Nicole. Ma sono qui con la mia verità: ho la stessa voce e lo stesso sorriso di mia madre»

Mercoledì 28 Gennaio 2026, 18:00

«Sarà un'esibizione scarna. Devo cantare, fine. Voglio concentrarmi, cercherò di guardare un punto, niente gesti da cantante: penso che non muoversi sarà molto emozionante». Si commuove Serena Brancale mentre racconta «Qui con me», brano con cui torna in gara al Festival di Sanremo dopo appena un anno dalla fortunata «Anema e Core», in una veste forse inedita per chi l'ha conosciuta solo negli ultimi anni e che - dopo il primo ascolto - risulta emozionante e convincente. «Dopo più di cinque anni, mamma, mi sono decisa a scriverti questa lettera... la affido all’aria, con una canzone, con la mia voce. Che io lo so, e lo so con quella certezza che non ha bisogno di prove, che tu sei ancora “Qui con me”»: è un estratto della lettera che la cantautrice barese ha scritto nelle scorse ore per presentare questo lato della sua personalità che porterà sul palco (la lettera integrale in fondo all'articolo, ndr.). Una dedica alla mamma, senza maschere: «Porto quello che ho provato, un ferita ancora aperta ma che ho metabolizzato. Torno a Sanremo con la mia verità».

Brancale, un cammino che dopo un'estate travolgente e i ritmi dei «tormentoni» l'ha portata fin qui...

«Faccio sempre quello che sento, ma per esempio a maggio, mentre cantavo "Serenata", ho iniziato a scrivere "Qui con me". Ho capito che è un'esigenza. Nell'arte e nella musica è bello mettere in evidenza tante parti: speravo di tornare a Sanremo con qualcosa di importante, volevo cantare».

Maggio, ma c'entra anche San Nicola, visto che lei è molto legata alla famiglia e alla sua terra?

«Ci saranno delle sorprese legate alla mia terra, ma è una lettera d'amore, una cura alla nostalgia, raccontando serenamente, dopo anni, una cosa che mi fa male. Più che la fede e San Nicola direi che racconto questo legame con mia madre: lei cantava e io continuo a cantare per lei».

A proposito di famiglia, sappiamo che sua sorella Nicole la dirigerà...

«È il mio portafortuna, non poteva mancare, con un brano così non potevo pensare di guardare una persona che non fosse legata alla mia storia. Abbiamo fatto le prove, avevamo gli occhi lucidi, ho sentito finalmente dal vivo il tappeto di violini: ci sono voluti sei anni per arrivare a cantare questa canzone oggi, ma sono stati fondamentali».

L'intervista integrale in edicola su La Gazzetta del Mezzogiorno di domani, 29 gennaio

IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA DI SERENA BRANCALE

Tutte le volte che mi fermo a ripensare a quello che è successo, mi piglia una confusione strana, di quelle che ti fanno girare la testa, come quando fai un passo convinta di trovare terra sotto i piedi e invece no, il vuoto. Perché, vedi, io ancora non riesco a farmene una ragione vera, di quelle che ti sistemi dentro e non ci pensi più: che questa cosa sia capitata proprio a noi.

Non lo dico per lamentarmi, ma perché la testa, certe volte, si mette di traverso e non vuole capire, e il cuore, inconsapevole, le va dietro. Col tempo ho imparato a conviverci, no, perché certe cose non si accettano mai fino in fondo, manco volendo. Però ci convivi, sì, perché la vita continua a camminare e tu, volente o nolente, le devi stare appresso.

E ti dirò una cosa, che magari ti farà sorridere, come facevi tu: io ti sento ancora. Ti sento in tutto quello che faccio, pure nelle cose piccole, quelle che non contano niente, e invece contano. Ti sento complice, come se mi dessi una mezza dritta, un’occhiata d’intesa, senza bisogno di parole. A volte mi viene da pensare questa cosa tu la faresti così. E allora mi sento più tranquilla, come se non fossi sola davvero.

 Dopo più di cinque anni, mamma, mi sono decisa a scriverti questa lettera. Non so se le lettere arrivino dove sei tu, né se abbiano bisogno di francobolli o di silenzi; ma io la affido all’aria, con una canzone, con la mia voce, che l’aria, in fondo, sa trovare strade che noi non vediamo. Volevo solo dirti che ti penso sempre e di stare serena. Che io lo so, e lo so con quella certezza che non ha bisogno di prove, che tu sei ancora “Qui con me”.

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