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Concertone 1 maggio

Taranto, lo striscione: dal 1965 cambiano gli attori ma restano i tumori

 «Dal 1965 cambiano gli attori ma restano i tumori": è lo striscione che campeggia sotto il palco del concertone dell’1 maggio di Taranto, organizzato dal Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, che si sta svolgendo nell’area del Parco Archeologico delle Mura Greche. In apertura l’attore tarantino Michele Riondino, che cura la direzione artistica con Antonio Diodato e Roy Paci, ha invitato la cittadinanza ad abbandonare le piazze virtuali, a lasciare i social, per partecipare attivamente alla battaglia di Taranto per la difesa della vita, della salute e dell’ambiente.

E’ stata quindi presentata, con l’intervento di uno dei promotori, Giordano Guarini, la manifestazione ambientalista di sabato 4 maggio. E’ previsto un corto che partirà da piazza Gesù Divin Lavoratore, al rione Tamburi, per raggiungere i cancelli dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal (ex Ilva). All’iniziativa sono stati invitati i movimenti in lotta per la difesa dei territori, alcuni presenti oggi a Taranto per portare la loro testimonianza durante il concerto, come i No Tap, i No Tav, Bagnoli Libera. Tanti gli interventi in scaletta. In serata le esibizioni di Max Gazzè, Elio, Malika Ayane, Vinicio Capossela e gli «Oesais», ovvero Tata (Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo), con la parodia dei grandi successi degli Oasis.

Ha portato la sua testimonianza anche Andrea Berta, il referente italiano degli Ende Gelande, una coalizione di diversi gruppi ambientalisti che si battono contro l’estrazione del carbone in diverse aree della Germania, con lo slogan «Qui e non oltre - fermiamo il carbone. Proteggiamo il clima».

Dal 2012, ha affermato, «stessa data simbolo di Taranto, un gruppo di ragazze e ragazzi hanno riconosciuto e hanno visto il mostro anche loro in Germania: la più grande miniera di carbone che c'è in Europa. Una miniera di Carbone di 160 chilometri quadrati. Una miniera di carbone che da sola è il più grande emissore di CO2 di tutta Europa. Loro sono usciti di casa e hanno pensato a come andare all’attacco di questo mostro. L’anno scorso - ha concluso - 6mila persone hanno occupato l’autostrada e la ferrovia per 24 ore e la centrale elettrica alimentata da quel carbone si è dovuta fermare, e ogni anno lo noi fermiamo quel mostro». 

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