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In Puglia e Basilicata

Niente micro metastasi

Fedez, arrivato esame istologico: «Con il tumore io fortunato»

Fedez presentando il festival Love Mi, torna a parlare della sua malattia: «Mi ritengo parecchio fortunato. È arrivato l’esame istologico. Il tumore era molto raro».

23 Maggio 2022

Redazione online

«Mi ritengo parecchio fortunato. È arrivato l’esame istologico. Il tumore era molto raro, è quello di Steve Jobs, la fortuna è che non ha una classificazione in cancerogeno benigno ma in G1, G2 e G3. Il mio era G1, il che vuol dire 'tanto culò....». Fedez presentando il festival Love Mi, torna a parlare della sua malattia e spiega che «non ha preso i linfonodi e non avevo micro metastasi, per cui non ho dovuto fare chemioterapia. Al 90% posso dire che va tutto bene. È come se vedessi il mondo a colori».

«È stata un’operazione importante - ha aggiunto - sono stati rimossi duodeno, cistifellea, pancreas e un pezzo di intestino ma sto facendo attività fisica e mi ritengo molto molto fortunato».

Fedez ha poi spiegato alcune sue parole dei giorni scorsi riguardo alla malattia: «Mi sono permesso di dire che l’amore per la famiglia è la cura più forte a ci sono state persone che hanno storto il naso ma io volevo solo ringraziare le persone che mi sono vicine, non volevo dire che l’amore sostituisce la medicina».

Liliana Segre, Fedez: io sarei già andato al Memoriale

23/05/2022 ore 14:39 - «Io sarei già andato se lo avesse chiesto a me, non volevo inserirmi nel dibattito, io avevo già contattato la Segre in passato per parlare a Muschio Selvaggio», (il suo podcast, ndr). Così Fedez, presentando il festival Love Mi, che si terrà in piazza Duomo a Milano a giugno, ha risposto commentando l’iniziativa della senatrice a vita Liliana Segre che ha invitato sua moglie, Chiara Ferragni, a visitare Il Memoriale della Shoah.

«Non avevamo trovato un incastro ma quando Segre ha fatto l'appello ho ribadito la mia disponibilità, dicendole di venire a Muschio Selvaggio - ha detto Fedez - perché secondo me è uno strumento divulgativo importante. Spero che accadrà, ci hanno detto che sarà probabilmente a settembre».

Pace Fedez e J-Ax diventa un festival gratuito

23/05/2022 ore 14:05 - Fedez vuole fare un regalo alla sua città, Milano, un regalo per il quale è stato fondamentale l'apporto di J-AX con cui non si era sentito per alcuni anni per una serie di dissidi che sono svaniti dopo una telefonata di sei ore in cui Fedez ha proposto al collega l’evento. Telefonata durante la quale «si sono detti tutto».

E’ così che il 28 giugno, alle 18, in piazza Duomo, si terrà Love Mi, un vero e proprio festival a cui parteciperanno, tra gli altri, Tananai, Ghali, e il cui incasso andrà alla Fondazione Tog (Toghether to go) che ci occupa di aiutare bambini affetti da complesse patologie neurologiche. Lì si terrà anche le reunion tra Fedez e J-ax.

«Dopo quattro anni di silenzio tra di noi - ha spiegato Fedez - l’adesione da parte di Alessandro (J-Ax, ndr) e stata è fondamentale». «Dopo anni di assenza di musica dal vivo, Milano sta affrontando un’esplosione di concerti ma a pagamento, e volevo regalare alla mia città qualcosa di gratuito. Le mie condizioni non mi consentono di affrontare un tour, mi sto preparando per Love Mi, ci saranno anche i miei chirurghi - ha scherzato -, se ci sarà bisogno di operarmi in diretta».

«Felici e orgogliosi che Fedez abbia pensato a Milano», ha detto l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi. Sul palco di LoveMi, quindi la reunion tra i due artisti, con un’ora di concerto preceduto da esibizioni di un quarto d’ora, 20 minuti di altri artisti ospiti come Dargen Damico, Ariete e Myss Keta.

Alla Fondazione Tog manca un milione di euro per completare la costruzione del centro e «io - ha detto Fedez - ho intenzione di darmi da fare fin alla sua realizzazione. Sarà attivato un numero verde solidale per chi sarà presente o chi la seguirà in televisione (sarà trasmesso su Italia 1), o comunque vorrà contribuire con cui si potrà donare due euro».

«Ringrazio il mio staff, quasi tutte donne alcune delle quali hanno partorito in questi mesi di lavoro» (riferimento, pur senza citarla, all’imprenditrice Elisabetta Franchi che di recente aveva detto, dichiarazione poi corretta, di non assumere donne giovani perché possono avere figli).

«Ci siamo sentiti prima che gli fosse diagnosticata la sua malattia - ha raccontato J-Ax -. Ci siamo sentiti al telefono per sei ore e ci siamo detti tutto quello che ci dovevamo dire, abbiamo avuto la capacità di guardarci negli occhi». Per Fedex era il «momento giusto» per un riavvicinamento «dopo troppi anni di frenesia». «Spero tireremo fuori il fuoco che avevamo quando abbiamo fatto la storia della musica italiana», ha concluso J-Ax.

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