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In Puglia e Basilicata

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Tennis, che spettacolo nella villa di Potenza

Gioco ad alto livello nella finale di seconda categoria. Vince il romano Bacaloni

23 Settembre 2022

Massimo Brancati

POTENZA - Tennis di alto livello. Scambi al fulmicotone, volée, passanti, palle corte, velocità di gioco e di pensiero. La finalissima del trofeo La Gazzetta del Mezzogiorno ha regalato ai presenti quasi due ore di spettacolo come non se ne vedevano da decenni sui campi della città di Potenza. A contendersi il trofeo Andrea Bacaloni di Roma e Antonio Mazzeo di Avellino, entrambi giocatori di seconda categoria. L’ha spuntata Bacaloni con il punteggio di 6-3/6-3 al termine di una partita che l’ha visto condurre il gioco fin da subito, costringendo l’avversario sulla difensiva.

Il match tra i giocatori di seconda categoria è stato il clou della giornata conclusiva del torneo che ha visto altre due finali, quella riservata alla quarta categoria e quella della terza. Ovviamente il livello di gioco è stato differente, ma sono state delle partite combattute che hanno riservato bei colpi e suscitato gli applausi degli spettatori. Il vincitore della terza categoria è Antonio Lovallo per rinuncia del suo avversario, Paolo Bianchini. Nella quarta categoria la finale si è disputata tra Antonio Pallante e Mariano Colucci. Una «battaglia» risolta al terzo set in favore di Pallante con il punteggio di 4-6/6-1/7-5.
Subito dopo le finali si è svolta la cerimonia di premiazione a cui sono intervenuti il sindaco di Potenza, Mario Guarente, l’assessore comunale allo Sport, Gianmarco Blasi, il presidente regionale della Fit, Domenico Volturo, il dirigente nazionale Fit, Rocco Velluzzi, a cui si deve l’organizzazione del torneo, Matteo Trombetta, responsabile Sport e Salute Basilicata, Giulio e Alberto Spadafora, entrambi maestri di tennis e gestori del circolo di Santa Maria.

Va così in archivio la prima edizione del trofeo La Gazzetta del Mezzogiorno che è tornato ad affacciarsi sulla scena tennistica cittadina dopo 45 anni: l’ultima edizione è stata nel 1977, vinta da Giuseppe Tamburrino che batté in finale Raffaele Corrado per 6-3/6-4. Tamburrino si aggiudicò il trofeo anche l’anno precedente sconfiggendo in finale sempre Corrado con il punteggio di 6-2/8-6. Nel ‘75, invece, il torneo fu vinto da Giulio Spadafora che in finale ebbe la meglio proprio su Tamburrino al termine di un match combattutissimo: terminò 6-4/1-6/11-9 per Spadafora.

L’edizione di quest’anno del trofeo ha riavvolto il nastro della storia del tennis a Potenza con l’obiettivo di continuare una tradizione: «Abbiamo voluto riprendere un discorso interrotto 45 anni fa - dice Rocco Velluzzi, dirigente Fit e ideatore del torneo - perché siamo convinti che possa aiutare a crescere tutto il settore tennistico della città. Sarà un torneo itinerante perché vogliamo coinvolgere i circoli tennis dell’intera regione. Non potevamo non partire da dove tutto è cominciato, cioé il circolo tennis della villa di Santa Maria, inaugurato negli anni ‘20 del secolo scorso». Il torneo, al di là dell’aspetto puramente agonistico, ha avuto il merito di riaccendere i riflettori su questo pezzo di storia dello sport potentino, un circolo che ha attraversato una buona fetta del vissuto cittadino, passando anche per la seconda guerra mondiale quando le truppe americane di stanza a Potenza utilizzarono il campo per allenarsi, giocare a calcio o a basket. Il tennis fu messo da parte fino al 1948 quando il campo fu ristrutturato utilizzando i fondi post-bellici erogati dallo Stato e gestiti dal Genio Civile. I frequentatori dell’epoca erano le famiglie Viggiano, Pasquaretta, Lacapra, Avena e Morlino. I notabili della città. Intorno al 1954 ci fu l’affiliazione del circolo alla Federazione italiana tennis. La gestione passò nelle mani di Marcello Tempesta, Aldo Lacapra, Giovanni Diamante e Remigio Caputo. Fu in quegli anni l’inizio di una bellissima e fortunata stagione culminata con l’organizzazione di molti tornei. Negli anni ‘70 un ulteriore passo in avanti sotto la presidenza di Nino D’Agostino, Pasquale Saporito e Giovanni Brindisi. Nel ‘77, in particolare, il circolo raggiunse il suo massimo splendore: fu allora che venne organizzato un grosso torneo nazionale con la partecipazione dei più forti terza categoria del centro Sud. 

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