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Basilicata: concluso il primo «Cammino delle Ginestre», ma il vero viaggio è dentro se stessi

«Inventato» durante il lockdown da quattro appassionati, ecco il resoconto del percorso da Aliano a Stigliano, passando per Cirigliano e Accettura, tra incontri, tramonti indimenticabili, introspezioni e paesaggi mozzafiato

La ginestra: fiore umile, fragile e coraggioso, come venne descritto da Giacomo Leopardi in contrapposizione al sarcasmo dell’uomo che pensa di essere al centro dell’universo. Umile e coraggiosa come la Basilicata, ed è proprio a questo fiore che quattro appassionati di Gioia del Colle (Ba), legati al territorio lucano per motivi più o meno personali, hanno deciso di dedicare il Cammino delle Ginestre. Una «passeggiata» nel territorio intorno a Matera, lunga tre giorni e 50 chilometri, ideata durante il lockdown, mappa alla mano, e percorsa dal 28 al 30 agosto, in «chiusura» di questa estate 2020, massima celebrazione dell’Italia e delle sue bellezze.

(la strada percorsa vista da Cirigliano)

Partenza da Aliano, tappe a Cirigliano e Accettura, arrivo a Stigliano: questa la strada percorsa a piedi da Vanni La Guardia, Anna Maria Stasi, Patrizia Eramo, Stella De Roma, un cammino dentro se stessi e dentro i luoghi più nascosti della Basilicata, dai paesaggi dei calanchi, alla foresta di Gallipoli Cognato, dalla Pietra della Mola (la Stonehenge lucana), alla scoperta della figura di Carlo Levi, che ad Aliano fu confinato tra il 1935 e il 1936. Proprio da questo comune di collina di poco più di mille abitanti è partita l’avventura dei quattro appassionati: nessuno di loro ha un lavoro legato al turismo, ma hanno alle spalle anni di scalate, trekking, e una buona preparazione fisica, oltre a tanto entusiasmo. Li raggiungiamo a percorso appena concluso: «Siamo stravolti, è partito tutto come un gioco, non ci aspettavamo né tanto ‘clamore’ (qualcuno durante le tappe nei vari paesi li ha fermati chiedendo se fossero ‘quelli del Cammino delle Ginestre’), né un’esperienza così forte. Ci si gode il silenzio, si colgono dettagli che durante la frenesia quotidiana sfuggono: i colori dei fiori, un profumo particolare, la visione di un animale al pascolo, l’ascolto del canto degli uccelli».

(il tramonto sul burrone del Corvo nella riserva del Monte Croccia)


Un’iniziativa che non ha avuto genesi facile, nata dopo che la scorsa estate i quattro avevano deciso di percorrere un’altra via, sul versante tirrenico, tra Lauria, Trecchina e Maratea: «Saltò tutto a causa del meteo – raccontano – poi durante il lockdown, studiando le mappe, ecco l’idea di ‘inventare’ una strada che partisse da Aliano. A causa del Covid non abbiamo potuto percorrerla in primavera, che è il periodo migliore per vedere le ginestre nel punto di massimo splendore». Infatti una delle maggiori difficoltà riscontrate è stata proprio legata al caldo intenso: «La ‘giornata tipo’ cominciava molto presto: ci muovevamo prima dell’alba, intorno alle 5 del mattino. La prima tappa è stata particolarmente dura, perché tutta al sole, con tratti tortuosi in salita. Per le altre due ci ha pensato il parco regionale di Gallipoli Cognato a ‘proteggerci’».

(ai piedi di Cirigliano)

Due le notti che i «viandanti» hanno trascorso fuori, una a Cirigliano, 250 abitanti, penultimo paese più piccolo della Basilicata (l’ultimo è San Paolo Albanese), una ad Accettura, prima del gran finale con l’arrivo a Stigliano: «A Cirigliano abbiamo dormito in due case private, grazie all’impegno e all’accoglienza del sindaco Franco Galluzzi, molto colpito dall’iniziativa. Ad Accettura siamo stati in una locanda storica, dove abbiamo gustato piatti tipici incredibili, dalle tagliatelle con pane fritto e ragù accetturese, ai peperoni cruschi. Quello con la cena era un appuntamento molto gradito»!

(con il sindaco di Cirigliano, Franco Galluzzi)


Vanni La Guardia e Patrizia Eramo avevano fatto un sopralluogo in auto per vedere dal vivo le strade prima di percorrerle a piedi; il tragitto era stato studiato, ma non sono mancate improvvisazioni: «A Cirigliano il sindaco ci ha indicato una scorciatoia per accorciare di 4 chilometri il cammino, e abbiamo attraversato un altopiano meraviglioso. Per strada non abbiamo incontrato gente, se non qualche ciclista nel parco di Gallipoli Cognato, ma l’accoglienza nei paesi è stata straordinaria: ci hanno fatto tante feste e donato prodotti tipici, tra cui l’eccellente pasta di Stigliano, ma il regalo più grande sono state le persone che abbiamo conosciuto». Come la 90enne Vincenza, a Cirigliano, due occhi magnetici e un viso straordinario, che ha aperto la porta ai viandanti come se fossero suoi nipoti. Oppure Giosuè Ferruzzi e la moglie, che li hanno accolti a pranzo con i loro figli, in una casa da cui si vede uno scorcio straordinario della Basilicata, finestra su Grottole e Montalbano Jonico.

(la signora Vincenza, 90 anni)


O ancora Luciano Loguercio, 25enne di Stigliano, che dalla Francia, dove faceva lo chef, è tornato in terra lucana per aprire un’attività di ristorazione, puntando su prodotti tipici del territorio. E ancora Christina, ad Accettura, ragazza inglese che da 25 anni va in vacanza nel paese dove è nata la sua mamma, e questa volta ha portato con sé tre amiche alla scoperta della zona. La consigliera Lucia Venice, a Cirigliano, che si è alzata all’alba per offrire un caffè ai viaggiatori prima della ripartenza. Giuseppe Pellegrino, guida del Parco di Gallipoli Cognato, che ha permesso ai quattro di vivere la magia del tramonto sulla Petra De La Mole (la Stonehenge lucana) e sul Cent dù Corv (il burrone del corvo).

(il complesso megalitico Petra de la Mole, la "Stonehenge lucana")


Un’umanità e una semplicità ancora presenti nelle profonde radici dell’Italia, per chi sa cercarle bene. E lo ha ribadito anche Francesco Micucci, sindaco di Stigliano, tappa finale del percorso che verrà riproposto nella primavera 2021: oltre a presentare il progetto AppARTEngo, imminente festival di arte pubblica nel piccolo comune materano, fondato sul credo «l’arte permette di essere ovunque, pur restando assolutamente immobili», il primo cittadino è rimasto colpito dall’iniziativa e dal simbolo della ginestra. Emblema della Basilicata e dell’Italia tutta, in questo anno così strano come il 2020: perché anche nello sprofondare dei calanchi, così caratteristici di questa zona, camminando dentro noi stessi possiamo scorgere un bellissimo fiore, forte e fragile come una ginestra.

(l'arrivo a destinazione a Stigliano, con il sindaco Francesco Micucci)

(le foto sono di Anna Maria Stasi. Altri scatti nella gallery)

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