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Pane, pomodori e scamorze «made in Korogocho»: l'impegno di una mesagnese

Un aiuto concreto per i giovani che vivono nella baraccopoli

26 Agosto 2022

Stefania Franciosa

Il tempo del pane, ma anche quello dei pomodori per farne conserva e - udite, udite - anche il tempo per le scamorze. Scamorze particolari, «made in Kenya» «Betlehem, la casa del pane, è l’ambizioso progetto della mesagnese Antonietta Pignataro, capo scout, cooperatrice internazionale, autrice di diversi libri; un sogno che sta diventando realtà grazie al suo grande impegno e ai tanti sacrifici e grazie al contributo offerto da coloro che credono in lei e nella sua missione.
La finalità del progetto è dare un aiuto concreto ai giovani (donne e uomini) che vivono nelle baraccopoli di Korogocho, nei pressi di Nairobi, in Kenya: dare loro una dimostrazione fattiva che è possibile uscirne e contribuire a loro volta a cambiare quelle realtà.

La costruzione della casa del forno è stata avviata a luglio 2021 all’interno del villaggio di Kijiji a Emali, nella contea di Makueni, in Kenya; un forno gestito dai giovani di Korogocho, accompagnati in fase di avvio da volontari fino alla loro piena autonomia, con un punto ristoro e un laboratorio per pane, pizze e dolci.
«Negli ultimi 2 anni il territorio circostante a Kijiji è notevolmente cambiato - ci spiega Antonietta, contattata telefonicamente - è stata costruita una stazione ferroviaria, che sta contribuendo allo sviluppo dell’imprenditoria locale; inoltre, a soli 150 metri dal luogo dove stiamo realizzando il forno è stato aperto un polo universitario. Lo studio di fattibilità realizzato ci ha prospettato una concreta possibilità di poter dare lavoro, in fase iniziale, ad almeno 6 persone, tra ragazzi e ragazze, con un’eventuale allestimento di uno spazio nella vendita del nostro prodotto tra i banchi di numerosi supermarket». «Per noi - prosegue - è questa una grande opportunità di inclusione sociale e di creazione di futuro per questi giovani, che non vorremmo perdere, se solo riuscissimo a completare la struttura e a dotarla di tutte le attrezzature necessarie».

E racconta: «Siamo partiti come un’organizzazione non lucrativa di promozione sociale (Onlus), le cui attività sono rivolte esclusivamente al perseguimento della solidarietà sociale. Operiamo sia a livello provinciale, regionale e nazionale, sia in quello internazionale a favore delle popolazioni del sud del mondo. Proponiamo di dare assistenza ai soggetti socialmente deboli di tutte l’età, a tutti coloro che hanno bisogno d’aiuto e d’assistenza in quanto emarginati per qualsiasi motivo».
Ma il cuore sembra il Kenya. «In particolare, l’area geografica in cui si concentra il nostro intervento è identificabile con la baraccopoli denominata Korogocho, direttamente insediata su una delle più grandi discariche di rifiuti sita alla periferia di Nairobi, capitale del Kenya».

Al fine di perseguire tali obiettivi, Huipalas, che è composta unicamente da membri che prestano la loro opera in un regime di volontariato gratuito, ha ideato e in parte realizzato una serie di ambiziosi progetti tutti finalizzati a sollevare dalle estreme condizioni di povertà e miseria il più alto numero di individui attualmente residenti nella baraccopoli di Korogocho.
«Sono rientrata in Africa da un mese ma è come se fossi qui da sempre - continua Antonietta Pignataro – una dimensione strana del tempo che comunque corre veloce e, a volte, ti dà la sensazione che non è mai abbastanza per tutto quello che vorresti fare; sto cercando di insegnare loro quello che so fare. Ora, ad esempio, è il tempo dei pelati e delle scamorze. Sono stanca, preoccupata ma piena».

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