Martedì 27 Gennaio 2026 | 21:13

Bari, via Manzoni in ginocchio: i lavori vanno a rilento e i disagi si amplificano FOTO

Bari, via Manzoni in ginocchio: i lavori vanno a rilento e i disagi si amplificano FOTO

 
Davide Lattanzi (foto Donato Fasano)

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Davide Lattanzi (foto Donato Fasano)

L'ira dei commercianti: «Così chiuderemo prima noi della strada». Il progetto finanziato con 7 milioni di Fondi Pnrr è partito il 15 ottobre Il termine delle opere è fissato al prossimo 30 giugno

Martedì 27 Gennaio 2026, 12:28

13:14

«Via Manzoni chiusa al traffico, pedonale e moderna. Così descrivono il nuovo progetto. Ma chissà se lo vedremo mai». È forte il grido di dolore dei commercianti della strada più iconica del quartiere Libertà. I pochi rimasti, in realtà. Perché la passeggiata via Manzoni è emblematica: sono addirittura 57 le saracinesche abbassate in piena mattinata: alcuni esercizi sono in completo abbandono da anni, altri si sono arresi più recentemente, ma l’impressione di una zona completamente svuotata è evidente. Almeno una decina sono le attività in vendita o in affitto, peraltro a condizioni decisamente più convenienti rispetto a quelle del murattiano.

Sembra risentirne anche il mercato immobiliare: rispetto ad altre zone della città, sono di più le insegne con gli «affittasi» o «vendesi», eppure molti appartamenti sono disponibili ormai da mesi senza trovare acquirenti o inquilini interessati.

Il progetto che divide Lo scorso 15 ottobre è partita la riqualificazione della strada con un investimento di quasi sette milioni finanziati con fondi Pnrr: zone più vivibili, scandite dalla mobilità sostenibile, dal respiro europeo e dalla connotazione ecologica dovrebbero scandire il nuovo volto della strada: 750 metri saranno completamente ripensati con lo smantellamento dei marciapiedi e dell’asfalto esistente ed un unico piano calpestabile che nel primo tratto vedrà il ripristino della chianca storica, mentre la parte seguente giocherà tra tradizione e modernità. Prevista anche una nuova illuminazione pubblica, filodiffusione, videosorveglianza, una vegetazione ad alto fusto e a chioma alta.

«Impossibile resistere» «Siamo qui da cinquant’anni, ma chissà quanto potremo ancora resistere», è il pensiero di Paolo Ranieri, titolare della macelleria che insiste sul primo isolato partendo da corso Italia. «Siamo stati i primi ad essere coinvolti dal cantiere partito lo scorso ottobre, ma i lavori procedono davvero molto lentamente. Ora è stata liberata la parte centrale della strada, ma si continua comunque a lavorare su quelle laterali e quindi la zona non è libera al passaggio. I miei incassi sono crollati: mando gli scontrini nelle chat di whatsapp condivise con gli assessori, ma non ricevo risposte. Tre mesi in questa situazione sono insostenibili, ma sul cantiere vedo due o tre persone: a questo ritmo ci vorrà più di un anno per concludere le opere su tutta la strada. Impossibile rispettare il termine del 30 giugno».

«Progetto costruito sul nulla» «Ammetto che molti esercenti della strada sono contenti della pedonalizzazione, ma è folto pure il partito degli scettici», aggiunge Massimo Portoghese, titolare della polleria. «La verità è che via Manzoni per troppo tempo è stata dimenticata: i negozi chiudevano uno dopo l’altro, ma nessuno se n’è preoccupato. Prima di procedere ad un restyling così radicale sarebbe satato necessario un programma ad ampio raggio per rilanciare la zona. Invece, per ora non vedo una visione in prospettiva. Ci terremo soltanto i disagi del cantiere con un gigantesco punto interrogativo sul futuro».

«Un precedente pericoloso» «Pochi si ricordano che via Manzoni fu già chiusa al traffico negli anni ‘90», è la riflessione di Filippo Antonio Volpe, titolare del negozio di abbigliamento «Dino». «Ebbene, fu quello l’inizio della fine perché molti negozi chiusero e non seguirono nuove aperture. Mi chiedo che cosa accadrà alla fine dei lavori. Sarebbero necessari incentivi per attirare investitori e realizzare nuovi concetti. Altrimenti, la strada potrà anche essere bellissima, ma, dopo la curiosità iniziale, nessuno verrà a vederla».

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