Sabato 28 Maggio 2022 | 22:23

In Puglia e Basilicata

La protesta

Bari, braccianti occupano simbolicamente Basilica S.Nicola

Guidati dal sindacalista ivoriano Aboubakar Soumahoro

16 Luglio 2019

Redazione online

Sono entrati pacificamente nella Basilica di San Nicola con cartelli e striscioni per protestare contro le condizioni disumane dei braccianti agricoli, guidati dal sindacalista ivoriano Aboubakar Soumahoro e dal'hashtag #primaglisfruttati. A Bari si è svolta questa mattina la simbolica manifestazione, che proprio Soumahoro ha documentato sul suo profilo Instagram con queste parole:

«Siamo entrati in questo istante nella Basilica San Nicola di Bari con un gruppo di braccianti sfruttati e costretti a vivere in condizioni disumane nelle campagne di Foggia e Borgo Mezzanone con paga da fame. Papa Francesco dice che il lavoro conferisce dignità all'uomo, però quello dei braccianti è un lavoro privo di dignità e diritti. Chiediamo un confronto con l'arcivescovo Mons. Francesco Cacucci perché la Regione Puglia e il governo latitano in totale indifferenza»

L’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Francesco Cacucci, ha incontrato la delegazione di braccianti in presidio di protesta nella Basilica di San Nicola, assicurando che parlerà con gli altri vescovi pugliesi e con il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, per farsi portavoce e interprete delle richieste dei braccianti. I braccianti denunciano «condizioni disumane» di lavoro e di vita nei campi del foggiano. «Volentieri mi faccio interprete di questi che sono l’espressione del riconoscimento dei diritti della dignità umana» ha detto monsignor Cacucci parlando ai braccianti, assicurando che «da parte nostra c'è un atteggiamento di difesa senza se e senza ma della dignità umana».

Hanno lasciato la Basilica di San Nicola di Bari, dopo aver ricevuto rassicurazioni dall’arcivescovo mons.Francesco Cacucci, i circa sessanta braccianti impiegati nei campi del foggiano che questa mattina hanno scelto simbolicamente il luogo di culto per la loro protesta, chiedendo il rispetto dei loro diritti di lavoratori e di esseri umani.
«Papa Francesco dice che 'il lavoro conferisce dignità all’uomo - ha detto il sindacalista Aboubakar Soumahoro - invece il nostro è un lavoro privo di dignità e diritti. Per questo abbiamo deciso di lottare per la riconquista dei diritti sindacali, abitativi, previdenziali e di sicurezza sul lavoro. Una lotta in ricordo dei tanti braccianti morti nella filiera agricola e per chiedere il rilascio del permesso di soggiorno al fine di uscire dall’invisibilità imposta».
Concluso il presidio, la Caritas ha messo a disposizione dei braccianti panini per il pranzo prima di andare via, a bordo dei bus con i quali sono arrivati questa mattina da Borgo Mezzanone, San Severo, Manfredonia, Cerignola, Lucera e altre città della provincia di Foggia nei cui campi lavorano a migliaia, con paghe di pochi euro per dieci ore di lavoro al giorno, alla raccolta di pomodori, asparagi e cavolfiori.

(foto Luca Turi)

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