Giovedì 19 Marzo 2026 | 17:11

Arte, vicoli e cieli in giro per Nardò

 
Enrica Simonetti

Reporter:

Enrica Simonetti

Arte, vicoli e cieli in giro per Nardò

foto Nicola Amato

Un viaggio tra terra e mare, negli azzurri e grigi della costa e del tufo leccese dalla cittadina salentina alla la riserva di Porto Selvaggio

Giovedì 19 Marzo 2026, 15:08

L’acqua del mare ha un colore scintillante: tra l'azzurro e il verde smeraldo, a seconda dell'umore dei cieli che si specchiano, a seconda dei venti e delle correnti. Camminiamo sotto i pini di Porto Selvaggio e all'improvviso le nuvole si fanno fitte, basse, come se dovessero piombarci in testa. I colori cambiano, le tante grotte del parco naturale salentino adesso somigliano a bocche rapaci in cui finiscono le onde, capaci di crescere attimo per attimo.

Pur non volendo abbandonare lo spettacolo della natura e cioè questo cambiamento repentino del set d'incanto che stavamo ammirando, variamo il programma e andiamo a Nardò. Una decina di chilometri e ci siamo. Sorpresa nella sorpresa: lo sguardo incrocia gli stessi colori ammalianti, come se ci stessero inseguendo. Niente turchese del mare, certo, ma la roccia ocra e il meraviglioso grigiore degli scogli sembrano ora trasferiti tra i vicoli di questa città austera nelle forme e nei palazzi, generosa nei portali delle tante chiese, barocca e iconica, ricca di storia passata e di quell'avanguardia salentina che continua a creare, a ideare, a progredire.

Quasi un capogiro nella piazza del borgo antico. Siamo davanti al Palazzo del Sedile, di stampo rinascimentale, contagiato dagli arricchimenti rococò e dall'alto ci guardano le statue di San Gregorio Armeno, di S. Michele Arcangelo e di S. Antonio da Padova. Impossibile non restare con lo sguardo verso il cielo, perché nella stessa piazza Salandra, c'è l'altissima guglia settecentesca dell'Immacolata, pietra leccese imponente che porta il ricordo del 1743, quando questa enorme colonna sopravvisse al terremoto. E, ancora, pochi passi e si staglia il verde, non del mare, ma quello dei portali della Basilica di S. Maria Assunta, un altro gioiello che, pensate, sorge dal 1088 sui resti di una chiesa cristiana primitiva. Trasformazioni, affreschi, aggiunte decorative: tutto racconta le ere. Altro verde nel portale della chiesa dell'Immacolata; ancora verde tenue tra i legni delle volte che appartengono ai tanti edifici e palazzi, alle chiese di questa città incantata, che nel suo borgo antico sembra raccontare i colori della natura, del mare e dell'incanto che è sulla costa.

Le origini neretine risalgono all'era preistorica e ad ogni passo si ripensa a quanto siano legati da una continuità suggestiva quei primi segni di straordinario interesse archeologico ritrovati ad esempio nelle grotte della Baia di Uluzzo e questi elementi di tanti secoli dopo, che stiamo osservando qui in città, testimonianza viva sotto i nostri occhi. E poi il Teatro Comunale, di fine Ottocento, prezioso lavoro progettato da Quintino Tarantino e inaugurato nel 1909 con un famoso «Mefistofele». Una bellezza dietro l’altra. A Nardò il giro delle chiese, dei palazzi e di un centro storico connotato da storia, eleganza e futuro, sembra non finire mai.

Fuori stagione per fortuna ci sono meno auto, meno caos. Un silenzio antico ti avvolge di sera, camminando tra le sinuose decorazioni barocche e ascoltando soltanto il rumore dei passi. Non c'è stagione per questa bellezza, non c'è nuvola che possa fermare la voglia di esplorare un Salento che è ingiusto vivere solo ad agosto. E il giorno dopo torniamo a Porto Selvaggio, dove il vento si è calmato e dove, tra foglie e aghi di pino, appaiono timide le orchidee in fiore: delicate, ci stavano aspettando.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Enrica Simonetti

Con te partirò

Biografia:

Racconti di viaggio, storie e strade: consigli per anime curiose.

Enrica Simonetti

Calendario dei post

Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)

Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725 (Privacy Policy - Cookie Policy - - Dichiarazione di accessibilità)