Sabato 17 Gennaio 2026 | 19:33

La libertà di cambiare

 
Emanuela Megli

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Emanuela Megli

Il primo Angelus di Papa Leone XIV: «La Chiesa ha bisogno di vocazioni, giovani non abbiate paura»

L’evoluzione libera la persona e la mette in condizione di sviluppare la personalità, gestendo le spinte inconsce, basate sulla mancanza di fiducia in sé stessi e di stima, sul senso di vergogna e sul senso di colpa

Sabato 17 Gennaio 2026, 17:00

Inizia il nuovo anno, e nella riflessione del 1° gennaio di Papa Leone, ricorre la parola libertà. Libertà di ricominciare, di cambiare, riconoscendo la bellezza che è dentro e fuori di noi, dando indirizzo e direzione alla nostra vita e orientandola verso il bene.

Cosa significa cambiare? Deriva dal greco kamptein che vuol dire "curvare, piegare", ma oggi include anche l'idea di "scambiare" o "modificare", come suggerisce il termine "modificare" dal latino modus "misura". Cambiare misura, richiama anche un concetto di crescita, in cui ciò che era prima cambia perché si trasforma. Infatti, così come l’organismo umano si trasforma e si evolve, allo stesso modo si evolve la psiche e lo spirito, ovvero i nostri processi interni mentali e la nostra dimensione della coscienza e del rapporto con ciò che immateriale; eppure, esiste e influisce nella nostra vita.

Il cambiamento richiede dunque una consapevolezza, una revisione per decidere di curvare e cambiare “misura” e per questo in genere può creare resistenze e può fare paura. Tuttavia, il cambiamento è ineluttabile e avviene anche se non ce ne rendiamo conto. Cambiare è prendere in mano la propria vita, non per giudicarci o colpevolizzarci, ma per renderci conto di cosa possiamo fare e comprendere a cosa siamo chiamati. Rimettere a fuoco il perché e lo scopo della nostra esistenza, per noi e in armonia con le persone vicine e prossime, significa rispondere ad un anelito sempre nuovo e potente di realizzazione di sé, poiché comporta la messa in gioco, l’utilizzo dei propri talenti e del contributo personale all’umanità.

L’evoluzione libera la persona e la mette in condizione di sviluppare la personalità, gestendo le spinte inconsce, basate sulla mancanza di fiducia in sé stessi e di stima, sul senso di vergogna e sul senso di colpa. Senza la spinta evolutiva può insorgere l’invidia, il confronto distruttivo con gli altri e la competizione, talvolta anche sleale in un modello mentale vincere-perdere. Al contrario, nel percorso di crescita personale, la competizione si trasforma in cooperazione, l’invidia, in esempio da seguire, il modello mentale delle relazioni diventa un vincere insieme, nella ricerca del punto di convergenza e nel dialogo.

L’invidia lascia il posto al senso di gratitudine che sarà poi alla base dell’empatia e della capacità di amare (Malenie Klein, 1957). Questo sentimento di gratitudine consente di creare una fiducia di base che permette di sviluppare le successive capacità sublimative e riparative e di poter accedere a relazioni vere e autentiche. Sublimare significa saper trasformare impulsi grezzi, aggressivi o dolorosi in forme creative, simboliche, costruttive. Riparare, invece, implica il desiderio di prendersi cura dell’oggetto amato quando lo si percepisce come ferito o minacciato: è il movimento che porta dal senso di colpa distruttivo alla responsabilità affettiva. Solo quando queste capacità possono maturare, diventa possibile accedere a relazioni vere e autentiche. Relazioni in cui l’altro non è idealizzato né svalutato, ma riconosciuto nella sua interezza; relazioni in cui la dipendenza non è vissuta come annientamento, ma come legame vitale; relazioni in cui amare significa anche tollerare l’ambivalenza, la frustrazione, la perdita. In questa prospettiva, la gratitudine non è un sentimento accessorio, ma una forza strutturante dell’identità. È ciò che permette all’essere umano di non restare prigioniero della scissione e della paura, ma di attraversarle, trasformandole in capacità di comprensione, di cura e di amore. È, in definitiva, una delle forme più profonde di coraggio interiore: riconoscere il bene ricevuto e, a partire da esso, scegliere di restituire vita al mondo

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Un blog per saperne di più sul “SAPER VIVERE” di ogni giorno e sul decidere come comportarci, facendo chiarezza sulle parole e sui fatti, potendo avere un punto di vista utile per avere sempre più un’opinione personale su lavoro, scuola e famiglia. Ecco una serie di strumenti per poter comprendere gli eventi della vita e saperli gestire al meglio. Tutto questo è Agil@mente. A cura di Emanuela Megli, donna e due volte mamma, imprenditrice, Formatrice Coach di Soft Skills e scrittrice.

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