Sabato 25 Giugno 2022 | 20:01

In Puglia e Basilicata

Albergo Italia

L'isola felice di Napoli, icona del Liberty

L'isola felice di Napoli, icona del Liberty

All'Hotel Santa Lucia i ricordi del Novecento e i grandi dello spettacolo, da Carla Fracci a Luca De Filippo. E l'assiduo Baglioni

20 Maggio 2022

Barbara Bonura

Albergo Italia

Barbara Bonura

Quante storie si nascondono nelle mura di un hotel. Il diario di bordo scritto da Barbara Bonura negli alberghi più belli e suggestivi dello Stivale.

Napoli. Il mare, il sole, via Partenope. Di fronte Castel dell’Ovo e Borgo dei Marinari. Ai piedi, una piccola spiaggia a semiciclo, raffinatissima, l’isola felice per i «pochi eletti». E soprattutto, il belvedere rotondo che solo qui si trova.
Come dentro un film devono essersi sentiti i primi fortunati ospiti del Grand Hotel Santa Lucia, albergo dalla grande storia nella città partenopea, il primo ed unico immobile liberty nato già con destinazione alberghiera.
Perché di palazzi monumentali sul lungomare di Napoli ve ne erano già nel 1906, anno di nascita del Santa Lucia. Ma non ve ne era nessuno di quella portata che fosse già stato concepito, sin dalla nascita, come luogo di accoglienza per una clientela nazionale ed internazionale.
A costruirlo fu uno dei più importanti architetti di inizio Novecento, quel Giovan Battista Comencini che con la sua opera seppe connotare subito l’immobile all’insegna del lusso. La raffinatezza del liberty abbinata a materiali preziosi, il tocco di un architetto anche artista che seppe arricchire di bellezza ogni angolo di questo hotel hanno veramente consegnato alla storia questo piccolo grande albergo amatissimo dagli artisti di tutti i tempi.
«Il nostro è sempre stato l’hotel più amato dagli artisti – dice Adele Pignata, proprietaria di quarta generazione del santa Lucia – Letterati, musicisti, attori, etoiles della danza, sono e sono stati tutti appassionati di questo luogo. Claudio Baglioni è tra i nostri ospiti più assidui – racconta la signora Adele – Gli artisti, come ha detto lo stesso Baglioni, sono stanchi. La fatica del palco è grande e non amano essere visti nei loro momenti di intimità, come può essere il soggiorno in hotel. Noi su questo siamo rigorosissimi: massima discrezione, attenzione alla privacy. E soprattutto coccole: sul nostro anagrafico faccio sempre specificare le preferenze dei clienti. In modo che al loro ritorno, possano essere esauditi in tutto prima ancora di chiedere. Il tema centrale per noi è fare sentire gli ospiti a casa. In modo sobrio, raffinato, curatissimo”.
Così la schiera infinita degli artisti, «scesi» al Santa Lucia: da Carla Fracci a Luca De Filippo, a Loredana Bertè, Antonella Clerici, Alessandro Gassman (che a Napoli ha girato la fiction I bastardi di Pizzofalcone), Luca Argentero..
«Siamo nel gruppo dei “summit preferred” perché il nostro hotel ha un’anima – dice la proprietaria – Ed è vocata al mondo degli artisti come anche al lifestyle. Per noi questo in qualche modo è il codice di riconoscimento».
Aveva intuito bene il potenziale del Santa Lucia il bisnonno di Adele, l’ingegnere Roberto Fernandes, grande costruttore del secondo dopo guerra, lo stesso che edificò l’hotel Royal di Napoli, il Parco dei Principi di Roma e quello di Sorrento, valendosi dell’estro di Gio Ponti, architetto italiano tra i più importanti del periodo post bellico. Un binomio straordinario che portò a scelte avveniristiche: «Il mio bisnonno e Gio Ponti idearono e costruirono la piscina sul tetto del Royal con l’acqua del mare – racconta la proprietaria del Santa Lucia - Dal basso viene assorbita l’acqua marina che viene filtrata e depurata per poi riempire la piscina. Ancora oggi chi va al Royal può fare un tuffo in quella stessa piscina».
Dal bisnonno Roberto Fernandes alla nonna Adelina Fernandes, che sposò l’ingegnere Giovanni Naldi la cui figlia, Emma, è la mamma di Adele Pignata. Così si sono rincorse le generazioni di una famiglia tuttora alla plancia di comando dell’hotel partenopeo che conserva la vecchia impronta aristocratica dei suoi inizi.
«Un tempo di fronte c’era solo la spiaggia, ora troviamo la strada. Ma fortunatamente è stata pianificata un’opera di riqualificazione di Castel dell’Ovo e del Borgo Marinari per valorizzare e tenere viva la tradizione partenopea – aggiunge Adele Pignata – L’ultima ristrutturazione interna che abbiamo fatto è stata difficile: il nostro obiettivo era mantenere lo stile dell’edificio, coniugando le nuove esigenze dell’attuale clientela ma senza snaturare la struttura, per non perdere l’atmosfera che si respira qui. Dico solo che conserviamo una straordinaria opera del Comencini, un pavone alto circa 5 metri, disegnato su specchi incisi e lavorati a pastella di stucco. Assolutamente unico».
Il walk of fame – la passeggiata di celebrità di questo storico albergo - comprende anche Pino Daniele e Massimo Troisi: nella camera 418 si rivedono ancora i due amici in un cliccatissimo video, che si confrontano sul brano Quando, composto da Pino per il film dell’amico Massimo, Pensavo fosse amore invece era un calesse. Tutto si è compiuto lì: la composizione del brano, il video in anteprima, il suggello di un’amicizia straordianaria che ancora parla a tutta Napoli.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Calendario dei post

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -

BAT

 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725