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Domenica 17 Dicembre 2017 | 03:36

a melendugno

Blitz nel cantiere Tap
manifestanti spostati di peso
per trasferire gli ulivi

Blitz nel cantiere Tapmanifestanti spostati di peso

MELENDUGNO (LECCE) - E’ stato con un blitz notturno che ha generato nuove tensioni tra attivisti anti gasdotto e forze dell’ordine, che la multinazionale Tap è riuscita a concludere il trasferimento degli ultimi 42 ulivi eradicati dall’area del cantiere di San Basilio a Melendugno, al centro di stoccaggio allestito nella vicina masseria Capitano a San Foca.
Oltre 200 attivisti no Tap, il comitato che da anni si oppone alla realizzazione dell’approdo dell’infrastruttura sulla marina di Melendugno, hanno tentato di bloccare i camion su cui gli alberi sono stati caricati per il trasferimento. Tra aprile e maggio scorsi, durante le operazioni di espianto e di trasferimento dei primi ulivi, le tensioni tra attivisti e polizia erano sfociate in veri e propri scontri che erano riusciti a più riprese a ritardare le operazioni.

Quella trascorsa è stata una notte di nuove tensioni durante la quale, secondo quanto denunciato dagli attivisti sui social, le forze dell’ordine avrebbero anche fatto ricorso all’uso di manganelli, mentre due mezzi di Tap sono stati danneggiati. Oltre 200 gli agenti impegnati nell’operazione.
I poliziotti, in tenuta antisommossa, hanno dovuto spostare con la forza i manifestanti che si erano seduti per terra per bloccare il passaggio dei camion. I 42 ulivi erano già stati eradicati nei mesi scorsi e messi provvisoriamente dentro grandi vasi così come gli altri 168 alberi già messi a dimora nella grande nursery allestita dalla multinazionale nella masseria Capitano.

Quest’ultimo spostamento - realizzato per salvaguardare gli ulivi che si trovavano lungo il tracciato del gasdotto, «si è reso necessario - ha precisato Tap - per potere accudire e proteggere adeguatamente le piante». Nella masseria, riferisce Tap, è stato installato un adeguato sistema di irrigazione ed è stato montato un tendone a protezione delle piante da insetti e vettori di infezioni, come previsto dal Piano di gestione già approvato dalla Regione Puglia.

Secondo il sindaco di Melendugno, Marco Potì, il trasferimento degli ultimi ulivi sarebbe avvenuto in violazione dell’Autorizzazione Unica o comunque di un impegno della società Trans Adriatic Pipeline a non lavorare durante la stagione estiva. Affermazione smentita dalla multinazionale secondo cui, invece, l’Autorizzazione Unica non fa riferimento alcuno alla sospensione dei lavori», mentre Tap si è «impegnata volontariamente a non effettuare lavori di cantiere sulla costa e in più ha deciso di non effettuare altre attività di cantiere nella stagione balneare», e «il trasporto lungo strade pubbliche a mezzo camion di ulivi zollati non è evidentemente un’attività di cantiere».

Con lo spostamento degli ultimi 42 ulivi si chiude così la fase '0' del crono programma dei lavori al cantiere Tap, che riprenderanno in autunno, dopo la sospensione estiva accordata dal Tap per tutelare il territorio e la sua vocazione turistica.

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