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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 02:30

sfruttamento

Caporalato, tre
arresti nel Brindisino
Trattati come schiavi

Andria, caporalato e agenzie interinali: 6 arresti per morte di Paola

BRINDISI - Braccianti costretti a partire alle 3 del mattino per tornare a casa talvolta a mezzanotte: è il racconto che emerge da una nuova ordinanza di custodia cautelare eseguita dai carabinieri a carico di tre persone accusate di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (caporalato) e in un caso anche di truffa all’Inps eseguita con l' inserimento fittizio di giornate lavorative.

Sono in tutto otto gli indagati e sono del Brindisino e del Barese. A organizzare il giro di sfruttamento, sarebbe stata una donna, Anna Maria Iaia, condotta in carcere, a cui i lavoratori avrebbero versato 10 euro per il trasporto, detratti dal proprio stipendio. Domiciliari per la madre, Anna Errico e per l’autista del pulmino dei braccianti, Giuseppe Bello. Sono una quarantina i braccianti che sarebbero stati condotti a Polignano a Mare (Bari) per prestare servizio alle dipendenze di un’azienda agricola. Tre di loro hanno formulato denuncia.

L'inchiesta risale a tempi recentissimi, tanto è che è stato possibile fare riferimento anche all’ultima normativa in materia di caporalato, quella che risale al 2016. I carabinieri hanno eseguito intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno acquisito tabulati telefonici e usato i sistemi gps.

Secondo quanto accertato il contratto di lavoro dei braccianti, tutti in stato di necessità, alcuni stranieri con permesso di soggiorno soggetto a rinnovo, a fronte delle sei ore e mezzo previste dal contratto i lavoratori sarebbero stati costretti a stare nei campi anche più di 10 ore. Sarebbero stati sottoposti alla minaccia di perdere il lavoro. Nel corso dell’ inchiesta è stato documentato, a quanto riferito dal procuratore facente funzioni di Brindisi, Raffaele Casto, anche un tentativo di inquinamento delle prove costringendo alcuni operai a negare di aver corrisposto 10 euro per il trasporto. A fronte di una paga spettante pari a 131 euro al giorno, i braccianti avrebbero ricevuto invece dai 40 ai 60 euro.

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