Sabato 31 Gennaio 2026 | 20:07

Frane e dissesto idrogeologico in Puglia: oltre 63mila persone vivono in territori a rischio

Frane e dissesto idrogeologico in Puglia: oltre 63mila persone vivono in territori a rischio

 
Redazione online

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Maltempo in Puglia, l'89% del territorio è a rischio frane

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Dati allarmanti dall’Ordine dei Geologi: le aree più esposte tra Appennino Dauno, coste alte e province di BAT, Bari e Brindisi. Cresce l’attenzione dopo la frana di Niscemi

Sabato 31 Gennaio 2026, 18:19

La Puglia non è esente dai rischi naturali. Secondo i dati dell’Ordine dei Geologi della Puglia, sul territorio regionale sono censite 839 frane, che interessano circa 63.000 residenti, 17.280 edifici, 5.752 imprese e 849 Beni Culturali. A queste si sommano le aree a rischio alluvionale, con 135.932 persone, 36.600 edifici e 409 Beni Culturali esposti.

«Il dissesto idrogeologico in Puglia è diffuso e in crescita», spiega Giovanni Caputo, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia. «Le zone più esposte alle frane si concentrano nelle province di BAT (100% dei comuni), Foggia (95%), Brindisi (95%), Bari (90%) e Lecce (81%), con interi territori classificati a pericolosità elevata o altissima secondo i Piani di Assetto Idrogeologico (PAI)». Su 257 comuni totali, 230 presentano questo livello di esposizione, con particolare criticità nell’Appennino Dauno, lungo le coste alte del Gargano e del Salento, e nelle aree collinari interne della BAT, Bari e Brindisi.

Le cause principali di questa crescente vulnerabilità sono legate a cambiamenti climatici, che generano eventi meteorologici estremi, alla cementificazione e uso del suolo, che alterano la naturale stabilità dei versanti, e all’abbandono agricolo, che riduce la manutenzione delle reti di drenaggio e dei versanti, aumentando il rischio di frane.

La situazione pugliese torna al centro dell’attenzione anche alla luce della recente frana di Niscemi, che ha evidenziato quanto siano critici i sistemi di monitoraggio e prevenzione. Gli esperti sottolineano la necessità di interventi tempestivi e di una maggiore consapevolezza nei comuni a rischio, per tutelare la sicurezza dei cittadini e preservare il patrimonio edilizio e culturale.

Secondo Caputo, il dato più preoccupante è l’aumento della superficie pugliese a pericolosità da frana dell’1,5%, in linea con il trend nazionale (+15%), che conferma la Puglia tra le regioni con più comuni classificati a rischio elevato o altissimo (P3–P4).

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