Mercoledì 18 Luglio 2018 | 22:34

Il caso

Il Castello
e il «pilastro»
di 18 metri

«Allungato» il vano ascensore, cambia la fisionomia del Palazzo

Un «pilastro» di 18 metri spunta dietro al Castello

LATIANO - Un «torrino» in cemento alto 18 metri e rivestito in tufo bianco svetta da alcuni giorni sul retro di Palazzo Imperiali. Il Palazzo baronale di Latiano, detto Castello, trova le sue origini nel periodo medioevale. Una delle poche testimonianze della storia di questo piccolo centro. Dopo l’ultimo restauro compiuto nel 2004 la Sovrintendenza ai Beni architettonici di Lecce «fece» realizzare un ascensore per consentire anche ai disabili l’accesso al piano restaurato. Un’ opera posticcia che già a quel tempo sollevò non poche perplessità sul tipo di soluzione che non teneva conto dell’armonia storica del bene.

Lavori che sono poi continuati negli ultimi anni per salvaguardare questo edificio al cui interno sono custodite importanti testimonianze artistiche tra le quali la bellissima sala con le volte decorate dall’artista Agesilao Flora che rischiavano di essere danneggiate per le infiltrazioni causate dalla mancanza di una copertura dell’intero immobile. Realizzata la quale il castello si è arricchito di un altro piano. Per raggiungere il quale il Comune nel 2014 ha pensato di allungare il vano dell’ascensore. Intervento questo approvato (con parere positivo) dalla Sovrintendenza per i Beni storici di Lecce. Il risultato oggi è un pilastro bianco che svetta sul retro del castello.

Una scelta che in queste ore sta sollevando non poche perplessità tra gli stessi cittadini che già a suo tempo avevano mal condiviso quella soluzione architettonica. Adesso l’allungamento in verticale dell’opera ha cambiato quasi radicalmente lo skyline dell’edificio.

I tecnici spiegano che questa era «l’unica soluzione compatibile con una opera già esistente» e che con una somma di poco superiore ai 53mila euro «bisognava consentire ai cittadini di raggiungere ed utilizzare il secondo piano al di sopra della Sala Flora (restaurata)».

«Il problema dunque - aggiungono i tecnici - non poteva essere superato se non con questa soluzione». Altre (un altro ascensore?) «avrebbero addirittura peggiorato la situazione». «Dunque - sempre secondo i tecnici - non restava che “innestarsi” sul vano già esitente».

Il risultato dei due interventi, comunque, è quello «offerto» agli occhi dei cittadini, i quali chiedono alle istituzioni di trovare una soluzione meno invasiva, per esempio un rivestimento in vetro. Ora i latianesi non eslcudono di avviare persino una raccolta di firme da inviare al ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini. (di f.giul.)

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  • mimmo1965

    21 Marzo 2016 - 19:07

    Fà veramente schifo è uno scempio

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