Martedì 17 Luglio 2018 | 09:56

foggia

Aeroporto, adesso
tocca a Emiliano

Pronta l'istanza per riportarlo tra gli scali nazionali, ma deve firmarla il governatore

Aeroporto, adesso tocca a Emiliano

di Massimo Levantaci

FOGGIA - Mentre la notifica per l’allungamento della pista è pronta al decollo, direzione Bruxelles, in Italia arriva al pettine un altro importante nodo per il futuro del Gino Lisa. Il ritorno dell’aeroporto foggiano tra i 32 scali d’interesse nazionale, dopo due anni, potrebbe essere sancito entro il 31 dicembre prossimo, data ultima prevista dal decreto del presidente della Repubblica 201/2015 per consentire il ripescaggio definitivo degli unici due scali rimasti fuori, Foggia e Forlì. Perchè lo scalo foggiano possa beneficiare di questa finestra, concessa agli scali con precisi requisiti di continuità territoriale, è però necessario che sia la Regione a presentare la richiesta. E qui casca l’asino, si potrebbe dire, almeno a giudicare da quanto accadde due anni fa con la giunta Vendola che ignorò completamente questa possibilità. Stavolta però è diverso, il tavolo tecnico insediato dalla Regione sul Gino Lisa ha stabilito non solo che lo scalo ha le carte in regola per ottenere l’ok dall’Unione europea all’utilizzo dei 14 milioni di euro per la pista, ma anche che può accedere ai servizi aeroportuali pagati dallo Stato. E qui parliamo di costi che si aggirano intorno al milione di euro soltanto per l’antincendio, oggi a carico del gestore Aeroporti di Puglia.

Si dirà, la Regione (azionista al 99% di Adp) avrebbe tutto l’interesse a non sobbarcarsi questi oneri, ma due anni fa per una sorta di harakiri mai del tutto chiarito accadde esattamente il contrario. Dunque oggi il rischio non può essere del tutto fugato. Anche se questa volta le preoccupazioni sono altre: Emiliano pur avendo dimostrato una sensibilità diversa sul “Lisa”, è un presidente super impegnato che ora vorrebbe candidarsi anche alla segreteria del Pd; figurarsi quale ordine di priorità possa assegnare al Gino Lisa. Però l’istanza è lì pronta per essere firmata e non può che farlo il governatore titolare della delega sulle aziende partecipate (Adp). L’istanza, oltretutto, non va solo protocollata e spedita necessariamente entro il 31 dicembre; va anche sostenuta sul piano tecnico-politico, perchè la norma transitoria voluta due anni fa dall’ex ministro dei Trasporti Lupi, venga presa in considerazione anche per il Gino Lisa. Insomma non è sufficiente scrivere due righe al ministro come fece Vendola due anni fa: se la Regione non segue la pratica e non dimostra di essere convinta del ruolo di connessione del Gino Lisa a beneficio delle aree interne, il ritorno nel piano nazionale non solo non sarà automatico ma rischia di essere perduto per sempre.

Collegata a questa opportunità vi è poi anche il Sieg, ovvero il riconoscimento del Servizio di Interesse Economico Generale che, in base alla normativa europea, può essere assegnato agli aeroporti in aree poco appetibili per le compagnie aeree. La Regione, come ha più volte dichiarato l’assessore ai Trasporti Giannini, intende percorrere anche questa strada: il comitato tecnico, coordinato dall’assessorato, ha completato l’istruttoria della pre-notifica e avrebbe individuato per il Gino Lisa il collegamento in regime di continuità territoriale Foggia-Milano Linate. Quanto al prolungamento della pista, infine, anche in questo caso la notifica è pronta per essere esaminata dalla Direzione generale Concorrenza dell’Unione europea che deve decidere se il testo è conforme con le regole sugli aiuti di Stato. Ma prima di presentarla ufficialmente, la Regione vorrebbe fare un passaggio preliminare con i tecnici di Bruxelles per evitare sorprese. Va detto che il quadro politico, con le dimissioni di Renzi, non agevola il percorso. Ma il sogno, al momento, è che si riesca ad consegnare la notifica sul Gino Lisa entro Natale.

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