Lunedì 20 Gennaio 2020 | 04:38

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L'agguato davanti al caseificio

Locorotondo, così il suocero tentò di uccidere il genero: «Sei morto»»

Ricostruite dai carabinieri le fase del ferimento avvenuto il 5 luglio: in carcere un tarantino

È stato proprio lui a sparare al genero. Non ci sono mai stati dubbi ma adesso è arrivata la notifica dell’ordinanza di arresto per Nicola Pizzolla. Fu lui ad esplodere cinque colpi di pistola tra la gente, davanti ad un caseificio a Locorotondo, in una strada di grande passaggio. Ci sarebbero state vecchie ruggini di famiglia all’ombra del tentato omicidio avvenuto il 5 luglio scorso intorno alle 13.30 in via Fasano. Il 56enne tarantino Nicola Pizzolla fu arrestato poco dopo dai carabinieri della Compagnia di Monopoli con l’accusa di porto abusivo di arma clandestina e - appunto - tentato omicidio. Ferito alle gambe e all’addome il 33enne Francesco Consoli, genero del suo feritore.

Tra i due pare non corresse buon sangue dopo la separazione con la figlia di Pizzolla. L’uomo, colpito dalle pistolettate riuscì a rientrare nel caseificio dove lavora e poi cadde. Soccorso dai suoi colleghi, dopo la fuga dell’autore del ferimento, fu accompagnato all’ospedale di Martina Franca. A breve dovrà essere sottoposto a un delicato intervento chirurgico in seguito alla perforazione dell’intestino.

Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori, Pizzolla, tarantino residente al rione Paolo VI, quella mattina si recò a Locorotondo sul luogo di lavoro del suo ex genero per un chiarimento. Ma le sue intenzioni, già alla partenza, non dovevano essere così pacifiche. Stando a quanto emerso, il 56enne chiamò fuori dal caseificio il ragazzo con una scusa e, dopo una animata discussione in cui disse “Sei un uomo morto”,  “Ci hai rovinato”, estrasse da un marsupio tenuto a tracolla una pistola cal. 22 e fece fuoco da distanza ravvicinata. Esplose almeno 5 colpi dei quali 3 attinsero il giovane dapprima alle gambe poi, mentre fuggiva, al gluteo e all’anca. La vittima riuscì comunque a trovare riparo dentro il caseificio, mentre fra le vie limitrofe si scatenò un fuggi fuggi dei passanti, evidentemente non abituati ad assistere a tali scene.

Dopo averlo colpito,fuggì disfacendosi dell’arma - secondo quanto lui stesso ha dichiarato agli investigatori - sulla strada che da Locorotondo conduce a Martina Franca. Sono ancora in corso le indagini da parte dei carabinieri per recuperare l’arma. Pizzolla, fu rintracciato a piedi tra le strade del quartiere Paolo VI di Taranto.

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