Venerdì 06 Marzo 2026 | 23:29

«La Castellaneta-Palagianello in emergenza da 20 anni, vogliamo soluzioni»: Cia perde le staffe sulla provinciale 12

«La Castellaneta-Palagianello in emergenza da 20 anni, vogliamo soluzioni»: Cia perde le staffe sulla provinciale 12

«La Castellaneta-Palagianello in emergenza da 20 anni, vogliamo soluzioni»: Cia perde le staffe sulla provinciale 12

 
«La Castellaneta-Palagianello in emergenza da 20 anni, vogliamo soluzioni»: la Cia perde le staffe sulla provinciale 12

«Se si fosse voluto risolvere il problema sarebbe bastato convocare un tavolo tecnico subito dopo l’emergenza, senza attendere 20 anni, calpestando le esigenze di quel territorio e di tutti i residenti delle aree limitrofe»

Venerdì 06 Marzo 2026, 14:11

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Vent’anni di chiusura al traffico sono troppi per una strada preziosa come la Provinciale 12 e per questo l’area Due Mari di Confederazione italiana agricoltori Puglia ora ha perso letteralmente le staffe.

Con una nota ufficiale corredata da un ricco dossier fotografico, la declinazione tarantina della Cia ha formalmente sollecitato il presidente della Provincia di Taranto, Gianfranco Palmisano, e il suo vice, Vito Parisi, e coinvolto il responsabile del settore Viabilità della Provincia e i rappresentanti istituzionali del Comune di Castellaneta, affinché quella strada possa essere finalmente messa in sicurezza e riaperta non solo ai frontisti.

Parliamo di una provinciale preziosa per il mondo agricolo, per gli abitanti di Castellaneta e di Palagianello, e per tutti i turisti diretti a Castellaneta Marina: una strada, in passato teatro anche di incidenti mortali, chiusa da 20 anni a causa della sua posizione, adiacente al letto del Fiume Lato, e quindi a rischio inondazioni.

Secondo la Cia, in tutto questo tempo, nessuno avrebbe ritenuto opportuno affrontare seriamente il problema: «Sono trascorsi oltre 20 anni dalla prima ordinanza di chiusura e quasi 9 dall’ultima. Per noi non è consentito precludere per tanti anni il transito di una strada soltanto perché nessuno vuole assumersi la responsabilità politica e tecnica di revocare ordinanze emesse, in virtù di esigenze momentanee» hanno tuonato il presidente Giannicola D’Amico e il direttore Vito Rubino.

Cia Due Mari, inoltre, ha evidenziato come in altre realtà italiane esistano strade limitrofe ad alvei fluviali dove problematiche identiche vengono superate con concretezza, utilizzando «sistemi innovativi di allerta meteo per la chiusura delle strade».

Al contrario, nel Tarantino, per la Cia sarebbe stata scelta la via più comoda: «È semplicistico adottare la soluzione più a portata di mano come quella delle ordinanze, che mette l’ente e i vari responsabili al riparo da eventuali contestazioni, ignorando però le esigenze di quel territorio che si è visto precludere l’utilizzo di una strada funzionale alla stessa economia agricola per ben venti anni».

La critica della Cia è netta e inequivocabile: «Se si fosse voluto risolvere il problema sarebbe bastato convocare un tavolo tecnico subito dopo l’emergenza, senza attendere 20 anni, calpestando le esigenze di quel territorio e di tutti i residenti delle aree limitrofe».

Nonostante i decenni di inerzia, il direttore Rubino e il presidente D’Amico hanno comunque dichiarato di confidare nel buon senso degli attori interpellati, mostrandosi fiduciosi che si possa finalmente recuperare il tempo perso affinché si trovi la soluzione che consenta «la riapertura della strada provinciale 12 e la riparazione del manto stradale anche utilizzando le risorse rese disponibili per l’ammodernamento del tratto della strada provinciale 14 e della stessa strada provinciale 12».

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