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Il videoclip

Ora «A Matè» è diventato un tormentone

Successo sui canali social per il video realizzato da Luca Acito e il suo Studio Antani sulle musiche originali di Mirko Macina dal titolo «A Matè» Lanciato sui canali social non a caso il 2 luglio, mentre tutti erano presi dalla Festa della Bruna, in appena 48 ore il videoclip ha registrato numeri da capogiro

Sarà stato per la musica di facile ascolto, oppure per aver coinvolto una ventina di artisti della città, o per la curiosità di veder circolare nei Sassi e fra i turisti un “vero” uomo primitivo. In ogni caso, al di là delle ragioni, resta sorprendente il successo che sta ottenendo sui canali social il video realizzato da Luca Acito e il suo Studio Antani sulle musiche originali di Mirko Macina dal titolo “A Matè”.

Lanciato sui canali social non a caso il 2 luglio, mentre tutti erano presi dalla Festa della Bruna, in appena 48 ore il videoclip ha registrato numeri da capogiro che corrispondono a 100 mila visualizzazioni, più di 2200 condivisioni e, per non farsi mancare nulla, una montagna di like.

Il videoclip si apre con un uomo primitivo, interpretato proprio dall’autore delle musiche e dei testi, Mirko Macina, che si sveglia in una grotta della Murgia scoprendo un mondo diverso da quello che ha conosciuto. In questo cammino scopre i lati più caratteristici del materano, sia dal punto di vista linguistico che per quel che riguarda la sua indole. “A matè i materà quando pà non finì le parò” è il leit motiv della canzone. E così il Mirko primitivo che si è fatto coprire di peluria attraverso un riuscitissimo make-up ed effetti speciali realizzati da Elvira Meola, si muove fra le vie della Matera moderna guidato da una serie di voci che descrivono i tipici caratteri dell’abitante culturale della capitale europea della cultura per il 2019.

«A Matè è un brano - afferma Mirko, in arte MirkoMurk - che descrive in modo ironico, pregi e difetti di una comunità straordinaria che si è sempre distinta per la sua accoglienza e la sua indole pacifica, derivante dalla sua storia di città di confine e di fusione tra paesaggi, civiltà e culture diverse».

E così il regista Luca Acito, assieme all'autore, ha pensato di raccontare nel videoclip del brano la storia del “primo” materano apparso sulla terra che si risveglia nelle grotte del Parco del Murgia Materana e decide di visitare la città Capitale Europea della Cultura 2019.

«La reazione della gente è stata strepitosa. Sulla Murgia – afferma Luca Acito - i turisti si sono fiondati sul primitivo alla ricerca di uno scatto, di un selfie, stessa cosa è successa tra le strade di Matera. Avevamo poco tempo per girare quindi abbiamo giocato sulla tecnica dell’elemento estraneo. Abbiamo inserito in un contesto ordinario un elemento fuori dall’ordinario e abbiamo assistito (e ripreso) le reazioni. Fino a qualche anno fa l’idea di raccontare la città attraverso un troglodita sarebbe potuta sembrare offensiva perché il senso di vergogna avrebbe condizionato troppo il giudizio. Oggi invece riusciamo a vedere il lato costruttivo, sentiamo l’orgoglio di appartenere a una delle realtà più antiche del mondo e riusciamo anche a ironizzare sulle nostre origini senza sentirci attaccati».

Inizialmente l'impatto dell'insolito protagonista con la civiltà moderna è scioccante, ma via via il simpatico troglodita si adatta perfettamente alla nuova “City” per poi evolversi e svelarsi nel materano contemporaneo proiettato verso un potenziale futuro “open”.

Un lavoro collettivo che ha visto tante persone coinvolte, da Antonio Colangelo per la produzione e l'arrangiamento, a tutte le voci: Rino Locantore, Pisello e Pompelmo outta Roots 'N' Stones crew, Domenico Bruno, Mariateresa De Lucia, Vito Cappuccio (Cappu), Mario Montemurro, Sergio Palomba, Chiara Epifania, Nicola Petrillo, Simona Erato Cava, Paolo Irene, Nicola Volpe (Nikyjahman), Saverio Pepe, Nancy De Lucia, Luigi Scarangella, Bobo Sind, Gnappis, Carlo junior, Vendetta (Buzu Family) e Antonio Andrisani. E ancora: Anna Lella, parrucchiera, Marilena Girardi, Giovanna Staffieri e Luigi De Pace, assistenti alla regia, Ilaria Ferrara e Nicla Pisciotta, riprese, Marialuigia Silvano, assistenza al montaggio e Nando Irene, attore.

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