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«Brubaker» con Robert Redford, quando l’arte entra nel carcere per restituire dignità all’uomo

«Brubaker» con Robert Redford, quando l’arte entra nel carcere per restituire dignità all’uomo

«Brubaker» con Robert Redford, quando l’arte entra nel carcere per restituire dignità all’uomo

 
Redazione Spettacoli

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Redazione Spettacoli

«Brubaker» con Robert Redford, quando l’arte entra nel carcere per restituire dignità all’uomo

Sabato 29 Ottobre 2022, 08:48

Quando il cinema entra nel carcere e cerca di restituire dignità a uomini dannati per aver perso dignità. Brubaker, film del 1980 diretto da Stuart Rosenberg, è una delle opere più rappresentative del cinema d'impegno sociale caro a Robert Redford, che ne è l’interprete principale.

La pellicola - in onda stasera alle 22 su La 7 - è ispirata a una storia realmente accaduta a Thomas Murton, un criminologo incaricato alla fine degli Anni ‘60 di riformare il sistema carcerario dell’Arkansas (Usa), esperienza dalla quale trasse successivamente un libro.

Nel film, Henry Brubaker è un criminologo riformista, ex capitano dell’esercito, al quale viene affidato il compito di dirigere il penitenziario di Wakefield in Arkansas. Nella casa penale non sono previste guardie carcerarie e l’ordine interno viene mantenuto da detenuti cosiddetti «affidabili».

Il criminologo, per rendersi conto dei veri problemi dell’istituzione, si introduce nel carcere fingendosi, per alcuni giorni, detenuto. Man mano viene così a scoprire le drammatiche condizioni in cui i carcerati si trovano. Un universo fatto di violenze fisiche, psicologiche e frequenti soprusi. Nel mezzo, lo sfruttamento cui i carcerati sono continuamente sottoposti dai commercianti della città e, non di rado, casi di morte.

Brubaker svelata la sua identità e comincia un’azione di radicale cambiamento della vita nella prigione, cercando di eliminare le ingiustizie e scontrandosi con la corruzione del comitato per la gestione del penitenziario.

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