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Alessandra Flavetta

ROMA - Proseguire il confronto sindacale con Arcelor Mittal – capofila della cordata Am Investco che si è aggiudicata il bando per l’acquisizione del gruppo Ilva - ma senza che la trattativa abbia un vincolo di data. È questa la posizione espressa dal Coordinamento nazionale per l’Ilva della Fiom Cgil, che si è riunito ieri nella capitale con i segretari territoriali ed i coordinatori delle fabbriche di Taranto, Genova, Novi Ligure, Legnago (Pd) e Racconigi (Cn) per decidere come proseguire il negoziato dopo l’accelerazione ad esso impressa dal Viceministro Teresa Bellanova, che ha convocato per lunedì 12 febbraio azienda e sindacati al Ministero Sviluppo economico.

Secondo il segretario della Fiom di Taranto, Giuseppe Romano, così come per il coordinatore Fiom dello stabilimento ionico, Francesco Brigati, che è anche una Rsu, le rappresentante sindacali unitarie, «è inutile traccheggiare, ma bisogna partire dai dati veri e il confronto deve garantire il mantenimento dei 14.200 occupati, i livelli retributivi, la salvaguardia dei diritti contrattuali e chiarire la posizione dei lavoratori dell’indotto». Il coordinamento Ilva della Fiom, per assumere una posizione sulla trattativa, ha anche analizzato gli investimenti mondiali di Arcelor Mittal e, dai dati del bilancio 2017, la multinazionale franco-indiana «non solo si conferma il primo gruppo siderurgico a livello mondiale ma l’azienda si sta muovendo in una logica di forti investimenti nelle principali aree industriali internazionali, come Stati Uniti, Cina ed Europa».

Intanto il governatore Michele Emiliano, ieri a Bruxelles per intervenire al Comitato delle Regioni, interviene sull’audizione di Arcelor Mittal in Commissione Ue, nell’ambito della verifica dell’Antitrust europea sulle conseguenze della procedura di vendita dell’Ilva sulla concorrenza e sul mercato dell’acciaio dell’Unione, auspicando che anche Regione Puglia e Comune di Taranto vengano ascoltati per dire la loro, ritenendo necessario che «queste discussioni avvengano con un contraddittorio aperto» con governo e istituzioni locali e non solo con l’acquirente.

Emiliano, ai margini dei suoi incontri, ha anche attaccato l’esecutivo Gentiloni: «Su Ilva e Tap non solo la Regione Puglia è stata lasciata sola dal governo», ma deve «pure subire l’ostracismo del Premier e dei suoi Ministri, fatto di silenzi e manipolazione della verità, come il volerci far passare come chi voleva chiudere l’Ilva e non voleva il Tap, e chi ha detto queste cose – ha aggiunto – dovrebbe vergognarsi». Infine il governatore ha proposto che, in ambito europeo, si deroghi alle norme sugli aiuti di Stato per le imprese che si impegnano nella decarbonizzazione, e che nella direttiva Gas ci possa essere una compensazione ambientale e consentire la fornitura di gas agli impianti da decarbonizzare allo stesso prezzo del carbone così il problema della sostenibilità economica addotta da Arcelor Mittal per dire no al piano di decarbonizzazione presentato dalla Regione Puglia al Cop 21 sarebbe risolta.

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