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Cementir pronta a ritirare
il licenziamento di 70 addetti

Schiarita dopo il vertice a Bari. Impegno subordinato alla sottoscrizione di un accordo in sede di Governo

Taranto, le mail all'Ilva  che inguaiano Cementir

La fabbrica della Cementir

Cementir Italia è pronta a revocare la procedura di licenziamento collettivo dei dipendenti dello stabilimento di Taranto (una settantina di unità) avviata con una lettera dello scorso 4 ottobre. L’impegno dell’azienda è subordinato alla sottoscrizione di un accordo in sede governativa.

È l’esito del vertice che si è svolto giovedì presso la sede dell’assessorato regionale al Lavoro, a Bari: il preliminare d’accordo è stato siglato dal presidente della task force per l’occupazione della Regione, Leo Caroli, dai rappresentanti di Cementir, Confindustria Taranto, Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil (Antonio Guida) e dall’amministratore giudiziario della Cementir di Taranto, Luca Giordano.

Il personale è in cassa integrazione straordinaria fino al prossimo 21 dicembre. Il 4 ottobre Cementir ha avviato una procedura di licenziamento collettivo a seguito del sequestro disposto dal gip del Tribunale di Lecce l’8 settembre che ha reso inutilizzabile la loppa d’altoforno proveniente dall’Ilva e ha sancito l’indisponibilità dei parchi di stoccaggio e di parte degli impianti, bloccando i processi di produzione e commercializzazione del prodotto.

I successivi interventi della Magistratura, però, hanno gradualmente sbloccato la situazione. Il 23 novembre il gip leccese ha autorizzato la ripresa dell’attività con loppa diversa da quella fornita dall’Ilva e l’uso di parchi e impianti sotto il controllo degli amministratori giudiziari. Il 6 dicembre, poi, lo stesso gip ha autorizzato Cementir Italia ad utilizzare anche la loppa giacente nel parco dello stabilimento. L’azienda ha quindi riavviato le lavorazioni: lo stabilimento di Taranto, che aveva da tempo interrotto la produzione a ciclo completo, funge attualmente da centro di macinazione.

Cementir Italia, inoltre, sarà presto acquisita da Italcementi. Il via libera dell’Autorità garante della concorrenza è arrivato lo scorso 8 novembre.

Con l’accordo raggiunto in Regione, Cementir si è impegnata a presentare un’istanza di prosecuzione dell’integrazione salariale straordinaria per altri dodici mesi per 68 lavoratori dello stabilimento di Taranto «purché vi sia il sostegno della Regione Puglia, anche di natura economica, al fine di completare il piano di recupero occupazionale». La Regione provvederà a corsi di aggiornamento professionale per un totale di 80 ore pro capite per i lavoratori in esubero al termine della cassa integrazione. Previste anche risoluzioni anticipate dei rapporti di lavoro con la corresponsione di un incentivo. [leo spalluto]

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