Mercoledì 21 Novembre 2018 | 11:13

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festa san cataldo

Il vescovo di Taranto
«Avanti nella rinascita»

Mons. Filippo Santoro parla in Cattedrale in occasione della festa di San Cataldo

festa san cataldo

Educazione e cultura per la ripresa di Taranto oltre allo «sviluppo della fede e della carità». E la festa di San Cataldo sia «il giubileo della città» favorendo un cammino di rinascita. I giorni del patrono sono infatti «l’occasione per rinnovare con la testardaggine della speranza l’invito ad una crescita, ad un risveglio».
Così l’arcivescovo Filippo Santoro nel discorso col quale ieri pomeriggio, in Cattedrale, ha rinnovato l’atto della temporanea consegna della statua del patrono al sindaco di Taranto. Quello di Santoro è stato un discorso improntato alla fiducia senza negare i problemi. «Senza lasciarsi avvolgere dalla rassegnazione e dal pessimismo», si possono cogliere, rileva l’arcivescovo, «elementi anche più modesti di novità positiva per imprimere quella svolta civile, sociale ed economica che Taranto merita nell’Italia e nel Mediterraneo».
Nonostante le vicissitudini dell’Ilva, la questione ambientale e il grave problema del senza lavoro, Santoro parla infatti di un «avvio di ripresa» con «segnali che fanno sperare» e che «sono visibili, oltre che nel Castello Aragonese con i suoi record di visite, nelle nostre strutture museali: il Museo archeologico nazionale, il restyling del Museo diocesano, l’infopoint della città antica cristiana, la valorizzazione degli ipogei e di altre strutture della Taranto magno-greca». Spostandosi poi nel campo dell’economia, l’arcivescovo evidenzia che «altri fattori positivi sono il rilancio del porto e le speranze suscitate dal Contratto istituzionale di sviluppo che possa abbracciare anche l’Università, il Paisiello, la Madonna della Salute, nel quadro di una riqualificazione complessiva della Città vecchia e di una bonifica del Mar Piccolo». Città vecchia nella quale la Chiesa ha inaugurato sabato sera il ristrutturato organo della Cattedrale, «muto» da anni, e sta trasformando con una serie di lavori Palazzo Santacroce per accogliervi i senza fissa dimora. Ma Santoro chiede pure che si inauguri al più presto il presidio dei Carabinieri a Palazzo Fornari in via Duomo: «Chissà quali “misteri” - osserva - impediscono l’apertura di un edificio del Comune già pronto». E ancora, rimanendo nel campo economico, l’arcivescovo osserva che «ci sono dei segnali interessanti di diversificazione produttiva in alcune aziende che per anni hanno lavorato solo per la siderurgia e che hanno iniziato a diversificare clienti e attività produttive». Esiste dunque un primo avvio di ripresa anche se, rileva monsignor Santoro, a Taranto «rimane molto alto il livello di disoccupazione in modo particolare di quella giovanile e sono sempre lunghe le file dei poveri e dei bisognosi alle nostre mense della Caritas Il mio pensiero - evidenzia - va a tutti quelli che hanno perso o rischiano di perdere il lavoro, ultimi i dipendenti di Isolaverde». L’arcivescovo conclude chiedendo che «San Cataldo ci sorregga nelle nostre responsabilità e insegni a noi l’amore vero per questa città che nei prossimi mesi dovrà riorganizzare la sua rappresentanza» alludendo alle elezioni comunali del 2017.

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