«I commissari poco fa mi hanno dato una notizia particolarmente rilevante, il gruppo indiano Jindal, primario operatore su scala globale, ha presentato anch’esso ieri sera una manifestazione d’interesse per l’intero complesso siderurgico con un piano industriale ambizioso, garantendo il processo di piena decarbonizzazione».
Lo afferma il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, durante l’informativa al Senato sulla situazione dell’ex Ilva dicendo che i commissari valuteranno anche questa offerta oltre a quella di Flacks.
«In questa fase difficile e decisiva il Governo sta concentrando i propri sforzi sulla sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici, sulla tutela dell’ambiente e sulla piena funzionalità degli impianti», aggiunge Urso ricordando Loris Costantino e Claudio Salamida, deceduti a causa degli incidenti sul lavoro occorsi nello stabilimento siderurgico di Taranto durante opere di manutenzione. «Il dolore per il loro sacrificio è un monito per tutti affinché la sicurezza sia posta al primo posto», dichiara.
Urso aggiunge che «questa mattina stessa a Taranto i Commissari, con il Ministero del lavoro e le organizzazioni sindacali, come concordato al Tavolo giovedì scorso, stanno illustrando nel dettaglio quanto fatto sinora e soprattutto cosa fare nell’immediato per alzare il livello di sicurezza del lavoro con un piano condiviso con il sindacato»
URSO: AVANTI SULL'EX ILVA NONOSTANTE L'AZIONE PRODITORIA DEI GIUDICI
La sentenza del Tribunale di Milano, che impone la chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva entro il 24 agosto ove non si verificassero alcune condizioni, «è giunta proprio mentre era nel vivo il nuovo negoziato stavolta con il fondo americano Flacks, qualcuno l’ha definita «sentenza ad orologeria» o se preferite - secondo la terminologia di altri- una 'minà sul percorso di salvataggio». Lo afferma il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, durante l’informativa al Senato sulla situazione dell’ex Ilva.
Nonostante un «percorso costellato di incursioni, imprevisti e decisioni quantomeno discutibili, la cui tempistica fa pensare ad una azione proditoria, il programma di manutenzione straordinaria degli impianti nel sito di Taranto, in vista della vendita, è andato avanti», aggiunge Urso, con «l'obiettivo di raggiungere, entro aprile 2026, cioè entro il prossimo mese, di un assetto industriale in grado di garantire 4 milioni di tonnellate annue di capacità produttiva come eravamo appunto riusciti a fare già un anno fa se non fosse intervenuto il sequestro probatorio inibitorio all’uso della Procura di Taranto». L’impatto economico di questa decisione sugli impianti è stato di oltre 2,5 miliardi di euro, per Urso e «aumenta di ogni giorno di più di un importo di 4 milioni di euro».
















