Domenica 22 Febbraio 2026 | 18:14

Taranto, «Amiu, situazione critica ma c’è un’exit strategy »: l’ex presidente Mancarelli invoca accordi

Taranto, «Amiu, situazione critica ma c’è un’exit strategy »: l’ex presidente Mancarelli invoca accordi

Taranto, «Amiu, situazione critica ma c’è un’exit strategy »: l’ex presidente Mancarelli invoca accordi

 
FABIO VENERE

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FABIO VENERE

Taranto, «Amiu, situazione critica ma c’è un’exit strategy »: l’ex presidente Mancarelli invoca accordi

"Certo, la situazione è complessa ma, in base a considerazioni oggettive e a riferimenti normativi, secondo me, non ci sono le condizioni affinché Kyma Ambiente possa fallire»

Domenica 22 Febbraio 2026, 16:08

«Certo, la situazione è complessa ma, in base a considerazioni oggettive e a riferimenti normativi, secondo me, non ci sono le condizioni affinché Kyma Ambiente possa fallire». Ad esprimersi in questi termini è probabilmente il più longevo presidente nella storia dell’ex Amiu. Si tratta di Giampiero Mancarelli che, per cinque anni, ha presieduto l’azienda d’igiene urbana del Comune di Taranto.

Mancarelli, mettiamola così: con 45 milioni di euro di debiti, non conviene escludere l’ipotesi del fallimento. Non crede?

«Ripeto, la situazione è delicata e nessuno lo nega ma, nelle ultime settimane, sto notando un’eccessiva drammatizzazione sull’ex Amiu».

I numeri, però, sono quelli e raffigurano una zavorra ormai davvero pesante per continuare ad andare avanti.

«I numeri, appunto. Partiamo da quelli per fare poi alcune considerazioni oggettive. Allora, ogni mese, in base al contratto di servizio Kyma Ambiente riceve dall’Amministrazione comunale circa 3 milioni di euro. Che sino a quando ho amministrato io, a meno che negli ultimi sette-otto mesi non sia accaduto qualcosa in senso opposto, sono stati sufficienti proprio in virtù dei piani di rientro che avevo definito e grazie ai quali, con me, il Durc (Documento per la regolarità contributiva) è tornato ad essere positivo. Tornando ai numeri, quindi, e tenendo ben presente i 3 milioni ricevuti mensilmente dal Comune, di questi destinavo 900mila al pagamento degli stipendi dei dipendenti, 550mila euro ai versamenti per le quote pregresse dei contributi e degli oneri dei lavoratori, 550mila erano stanziati per l’agenzia interinale che fornisce i lavoratori temporanei (se invece fossero tutti diretti ci sarebbe a regime un risparmio di 140mila euro al mese), 280mila erano messi da parte per il noleggio dei mezzi, 100mila per il carburante, 250mila per piani di rientro aperti e, infine, 100mila euro per le spese correnti tra cui, ad esempio, le utenze. Se si fa la somma di tutte queste voci, ripeto ammesso che non sia cambiato qualcosa in questi mesi, si sta al di sotto dei 3 milioni».

D’accordo, ma i debiti restano pur sempre 45 milioni...

«In realtà, di questi 12 sono relativi ai fornitori, 3 riguardano PreviAmbiente e, quindi, ne restano 30 milioni circa con l’Erario, ma con quest’ultimo, com’è noto, c’è la possibilità di trovare accordi e di pagare a rate come, del resto, ho fatto anche io».

Tutti questi piani di rientro aperti, però, mettono in risalto la mancanza di liquidità. A meno che non voglia invocare una, difficile, ricapitalizzazione da parte del Comune.

«No, non lo faccio. Ma, dopo una sentenza favorevole a Kyma Ambiente, si avvicina ora il pronunciamento definitivo da parte della magistratura su un contenzioso che potrebbe portare nelle casse dell’ex Amiu sino a 11 milioni di euro. Ecco, magari il Comune potrebbe definire una transazione sulla base di 5-6 milioni evitando un giudizio, risparmiando risorse e aiutando, di fatto, la sua più grande società partecipata. E, inoltre, sbloccando quei concorsi ancora sospesi si risparmierebbe rispetto ai costi dell’agenzia interinale. E, infine, delle risorse finanziarie importanti potrebbero arrivare anche dalla valorizzazione da parte di privati dell’inceneritore. Procedimento che è stato avviato durante la mia presidenza».

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