Giovedì 22 Gennaio 2026 | 15:47

Taranto, il Comune verso il sì per la rottamazione fiscale (ma non per tutto)

Taranto, il Comune verso il sì per la rottamazione fiscale (ma non per tutto)

 
FABIO VENERE

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FABIO VENERE

Taranto, il Comune verso il sì per la rottamazione fiscale (ma non per tutto)

Non sarà, da quel che si apprende, un via libera pieno e assoluto. L’orientamento è di rateizzare il pagamento solo per l’Imu e la Tari

Giovedì 22 Gennaio 2026, 14:06

Il Comune di Taranto va verso il “si” alla cosiddetta rottamazione fiscale quinquies o, se si preferisce, all’ennesimo condono approvato dal Parlamento. Ma non sarà, da quel che si apprende, un via libera pieno e assoluto. Del resto, la stessa norma nazionale per l’applicazione della sanatoria offre agli enti locali flessibilità e autonomia.

Dunque, secondo fondate indiscrezioni, in queste ore, gli uffici finanziari dell’Amministrazione comunale starebbero infatti lavorando alla stesura del regolamento sulle modalità di adesione alla definizione agevolata da parte dei contribuenti che poi, a sua volta, verrà inserito nella proposta di delibera che verrà discussa in Consiglio comunale. Il tutto, però, dovrà essere formalmente perfezionato entro e non oltre i prossimi 53 giorni.

Ma in che senso non dovrebbe trattarsi di un’adesione totale al provvedimento voluto dal Governo e approvato dal Parlamento nell’ambito della legge di Bilancio 2026? L’idea che sembra delinearsi all’interno dell’Amministrazione comunale, infatti, sarebbe quella di consentire il pagamento a rate solo, si fa per dire, per chi non ha versato quanto dovuto relativamente all’Imu e alla tassa sui rifiuti (Tari). Non si sa ancora, quali anni saranno compresi in questa rottamazione in salsa municipale, ma è probabile che ai contribuenti non venga richiesto il pagamento di sanzioni e interessi, così come prevede del resto la legge nazionale, ma che invece siano chiamati a versare l’aggio in favore della società privata concessionaria per il Comune della riscossione dei tributi. Al momento è incerto, proprio in considerazione dell’autonomia concessa dal Governo ai comuni, anche il numero di rate in cui sarà possibile dilazionare i pagamenti, ma il tutto potrebbe avvenire in 5 o anche in 7 anni.

Dunque, se nei prossimi giorni quest’ipotesi dovesse essere confermata verrebbero escluse da questo condono fiscale targato Comune di Taranto le sanzioni emesse per le violazioni al Codice della strada, ovvero le migliaia multe ancora non riscosse negli ultimi anni, ma anche le imposte di natura patrimoniale quali, ad esempio, il canone per l’occupazione del suolo pubblico ma anche gli avvisi emessi verso chi non ha pagato l’affitto di strutture di proprietà comunale (box, chioschi, locali, bancarelle nei mercati, canoni di locazione per alloggi e altro ancora). In effetti, nei giorni scorsi, il coordinatore provinciale del movimento politico Con, Francesco Falcone, in una nota stampa, approvando il provvedimento soprattutto nell’ottica di un sostegno alle fasce più deboli della popolazione, ha ricordato che «la Rottamazione quinquies non riguarda solo Imu e Tari, ma i Comuni possono estendere le agevolazioni anche ad altre entrate. Gli enti locali possono prevedere forme di agevolazione nella riscossione di oneri di urbanizzazione, canoni di locazione, contributi per il servizio di mense scolastiche e altre entrate patrimoniali». Per il coordinatore provinciale di Con, infine, si tratta di «uno strumento – aveva concluso così il suo comunicato - utile, equilibrato e sostenibile. I Comuni hanno ora la possibilità di aiutare i cittadini senza compromettere i propri bilanci».

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