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In Puglia e Basilicata

Verso i giochi del mediterraneo

Taranto, Palazzetto e nuovo stadio: la Salinella ora è al centro

Taranto, Palazzetto e nuovo stadio: la Salinella ora è al centro

La Ricciardi verrà ricostruita. I nodi da sciogliere per lo «Iacovone»

01 Giugno 2022

Fabio Venere

TARANTO - «Cittadella dello sport» rende bene l’idea, ma volendo si può pure ricercare un’altra denominazione. Non è questo il punto. esercizi lessicali a parte, è oggettivo che il quartiere Salinella, dal 2023 al 2026, sarà al centro di un gran numero di interventi da realizzare in previsione dei Giochi del Mediterraneo. In realtà, uno è già iniziato. Si tratta della riqualificazione del campo scuola che, superati alcuni ritardi accumulati nella fornitura delle materie prime, dovrebbe essere completato tra dicembre e gennaio. È sicuramente questo l’impianto sportivo di quelli che ospiteranno le gare del 2026 che sta più avanti nella fase realizzativa e non solo in quella progettuale. Per il resto, ci sono progetti. Che, per dirla tutta, sono ancora in una fase preliminare. Tra questi, ad esempio, c’è la Palestra «Ricciardi». Che, così come si pensa per lo stadio, dovrebbe essere demolita e poi ricostruita. Per far tutto questo, ci sarebbero già (circa) sei milioni di euro rivenienti dal Contratto istituzionale di sviluppo (Cis). Ma non solo.

Più complesso, invece, è il discorso relativo al nuovo stadio «Iacovone». Che, così come riportato già su queste pagine nelle edizioni di sabato e domenica, dovrebbe essere demolito e ricostruito realizzando così un impianto multifunzionale. Che potrebbe contare su una superficie complessiva di 44mila metri quadrati e, di questi, 18mila sarebbero riservati all’area commerciale con l’apertura di negozi, palestre, hotel, centri benessere, negozi per articoli sportivi e altro ancora. Il tutto si reggerebbe su una un progetto di finanza che vedrebbe i privati (la «Gabetti» funge da advisor mentre la Esperia Investor è coinvolta nell’operazione finanziaria) in campo insieme al Comune. Il tutto, per un piano economico - finanziario da 35 milioni di euro (18 a carico delle imprese private). Quello del nuovo «Iacovone», però, al momento, è solo uno studio di prefattibilità tecnica ed economica e, al momento, negli uffici comunali non è stata ancora depositata la manifestazione d’interesse da parte delle aziende. Una volta che questo passaggio si consumerà, l’Amministrazione comunale (o meglio, una commissione tecnica) dovrà valutare la proposta e la convenienza per il Municipio a procedere con la formula del progetto di finanza che, peraltro, potrebbe arrivare a concedere l’uso dell’impianto a privati anche per i prossimi trent’anni. Successivamente, il Comune dovrà indire un bando di gara, ma se dovessero pervenire altre offerte il soggetto proponente avrebbe rispetto ad altri concorrenti il diritto di prelazione. Ragionevolmente, tutta questa fase non potrebbe mai concludersi prima del 2023 e l’apertura del cantiere difficilmente avverrebbe prima del 2024. Da quel momento in poi, inizierebbe la corsa contro il tempo per finire gli interventi entro l’apertura dei Giochi del Mediterraneo (2026).

Sin qui, il (possibile) cronoprogramma. Ma, in realtà, ci sono altri due aspetti da affrontare. Il primo riguarda il fatto che lo stadio si trova in un’area classificata a rischio di dissesto idrogeologico. Ci sono 8 milioni di euro a disposizione, ma difficilmente le opere inizierebbero prima del 2023 (è pur vero che il progetto del nuovo stadio potrebbe partire comunque appena si conclude la fase autorizzativa). E, infine, c’è la questione economica, visto che ancora non si ha la certezza che, per lo stadio, il Municipio abbia 17 milioni di euro da investire. Potrebbe averne di più, certo. Ma anche di meno, in teoria. Per questo, per dirla con il presidente Emiliano, serve cautela. Entro l’estate, il quadro sarà più chiaro.

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