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Il caso

Ex Ilva, i commissari: bonifica per 18 cantieri aperti

«Tragedia sfiorata all'Acciaieria 2 dell'ex Ilva di Taranto»

L'ex Ilva di Taranto

Lo hanno detto i commissari straordinari di Ilva in As intervenendo in videoconferenza per le audizioni dinanzi alle Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera

24 Maggio 2022

Redazione online

TARANTO - «Ecco il quadro complessivo di tutte le aree gestite da Ilva in As: si tratta di 18 aree, comprensive di quattro discariche e per due di queste sono stati completati gli interventi di messa in sicurezza permanente. Non ci sono stati veri e propri ritardi ma solo rallentamenti per la pandemia. I lavori sono in corso». Lo hanno detto i commissari straordinari di Ilva in As intervenendo in videoconferenza per le audizioni dinanzi alle Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera. «Si tratta - hanno aggiunto - di attività complesse che riguardano territori estremamente estesi, oltre 250 ettari caratterizzati da posizioni diverse e tutte particolarmente complesse. Da parte nostra, al di là della grande dedizione a questa attività, siamo consapevoli che si tratta di lavori che richiederanno ancora tempi lunghi, anche se ci prodighiamo affinchè questi possano essere ridotti in tutte le occasioni in cui ci è possibile». 

«Oggi abbiamo un incontro al Mise con tutte le parti: ci saremo noi commissari, Invitalia e ArcelorMittal, ed è l’incontro più o meno conclusivo. Stiamo lavorando da venti giorni e dobbiamo ancora definire alcuni aspetti dell’accordo, ma andiamo verso la proroga (del contratto di investimento, ndr). Diciamo che i tempi più scottanti li abbiamo sviscerati. Dovremmo andare alla proroga e lasciare inalterata la questione dei 1800 (lavoratori rimasti alle dipendenze di Ilva in As, ndr). Rimangono gli accordi che sono stati fatti nel 2018». Lo ha detto Francesco Ardito, commissario di Ilva in As, intervenendo in videoconferenza, con gli altri due commissari Antonio Lupo e Alessandro Danovi, all’audizione dinanzi alle Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera in merito alle attività di bonifica del sito ex Ilva. Il passaggio in maggioranza dello Stato non avverrà entro il 31 maggio, come previsto inizialmente. Resta infatti in piedi una delle clausole sospensive del contratto siglato il 10 dicembre 2020 da Invitalia e ArcelorMittal, ovvero il mancato dissequestro dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto chiesto dai commissari di Ilva in As. Si sta dunque lavorando alla rivisitazione del contratto che sposterà il "closing» dell’accordo al 2023.

«Dall’audizione dei commissari Ilva in As è emerso che non si può escludere l’aumento dei costi delle bonifiche a causa dell’aumento del costo dei materiali e trasporti e che all’interno dell’area dello stabilimento possano esserci a seguito delle indagini in corso ulteriori aree da bonificare e non ancora assegnate. In questo contesto, lo scippo dei 150 milioni di euro ottemperato dal Governo Draghi, e dai partiti di maggioranza, pesa ancora di più». Lo sottolinea il deputato tarantino Giovanni Vianello (Alternativa) al termine dell’audizione in videoconferenza dei commissari Ilva in As Antonio Lupo, Francesco Ardito e Alessandro Danovi dinanzi alle Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive in merito alle attività di bonifica del sito ex Ilva. «Le uniche procedure di bonifica attualmente in corso a Taranto - aggiunge - sono quelle delle aree escluse gestite dai commissari e il Governo ha quindi 'pensato benè di decurtare 150 milioni di euro dai fondi disponibili. Uno scippo senza cappuccio. Togliere quelle risorse significa rendere difficile il percorso delle bonifiche delle aree escluse». Secondo il deputato, «la nota positiva è che alcune procedure di bonifica sono già concluse come con la 'Cava due marì e che altre sono in corso, a differenza di quanto sta avvenendo per i commissariamenti alla Cemerad e all’area di Crisi Ambientale complessa dove le procedure sono bloccate».

«Non si dica più che le bonifiche sulle aree interne ed esterne del sito ex Ilva siano in ritardo. Il quadro degli interventi offerto oggi dai commissari, che hanno completato gli interventi di messa in sicurezza permanenti sia della discarica Nuove Vasche che della Due Mari, quest’ultima in largo anticipo rispetto alla scadenza , conferma uno scenario opposto che non mi risulta avere eguali nel nostro Paese quando si parla di bonifiche». Lo afferma il deputato Gianpaolo Cassese (M5S) dopo l’audizione che si è svolta oggi nelle commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera dei deputati in merito alle attività di bonifica del sito ex Ilva. «I commissari di Ilva in Amministrazione straordinaria - aggiunge - ci hanno aggiornato sullo stato di avanzamento dei lavori di bonifica di Taranto, che sulla base della documentazione illustrata e depositata, proseguono con 16 cantieri aperti ed altri in procinto di avviarsi"-
Nonostante «il lungo periodo di pandemia, che - spiega il deputato - ha inevitabilmente rallentato le attività, i lavori sono andati avanti ed oggi, pur in un contesto segnato delle gravi conseguenze del conflitto bellico in corso in Ucraina, assistiamo ad un’accelerazione dei lavori e al raddoppio dei cantieri, con l’impiego a rotazione di 400 lavoratori in cassa integrazione. Si tratta di interventi complessi che riguardano 250 ettari di aree diversificate che presentano problematiche di rischio spesso molto alte». Come «ci è stato ricordato oggi - conclude - il lavoro più impegnativo e che richiede tempi lunghi è quello autorizzativo e dei piani di caratterizzazione, che è invisibile».

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