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In Puglia e Basilicata

Verso il 12 giugno

Taranto, dopo il referendum il depuratore potrà servire gli stabilimenti balneari

Taranto, dopo il referendum il depuratore potrà servire gli stabilimenti balneari

Il Comune di Taranto cederà a quello di Pulsano parte della sua isola amministrativa (via Monti) ma avrà una contropartita

17 Aprile 2022

Fabio Venere

TARANTO - Un referendum può migliorare le condizioni ambientali di un luogo? In teoria sì, in pratica raramente anche in considerazione del fatto che difficilmente un quesito di carattere consultivo riesce poi ad incidere sullo stato delle cose esistenti. E questo, è ancora di più vero se ci si riferisce ad una consultazione che riguarda la variazione di alcuni confini territoriali. Tutto vero, ma c’è sempre un’eccezione. Che, nel caso specifico, può essere rappresentata proprio dal referendum consultivo in programma il 12 giugno e che riguarderà alcune decine di elettori residenti in via Monti a Pulsano, ma che rientrano nell’isola amministrativa del Comune di Taranto. A questi cittadini, così come già anticipato ieri dalla Gazzetta, verrà chiesto se vogliono passare completamente sotto l’ombrello del Municipio di Pulsano per ricevere così direttamente alcuni servizi sinora negati e per poter eleggere finalmente il sindaco del paese in cui vivono (al momento, infatti, sono ancora iscritti nelle liste elettorali del comune capoluogo).

Sin qui, il referendum analizzato da un punto di vista elettorale e amministrativo. Poi, in effetti, c’è un aspetto ambientale decisamente poco noto all’opinione pubblica. Quale? Il Comune di Taranto cedendo a Pulsano quella parte di isola amministrativa in cui insiste via Monti, in cambio, avrà in permuta la possibilità di collegarsi alla condotta della rete fognante che porta al depuratore di Pulsano. In questo modo, del resto, potranno collegarsi anche i cinque stabilimenti balneari ubicati tra Pulsano e Lizzano ma che, a loro volta, ricadono in un’altra isola amministrativa (definita zona C) del capoluogo e ormai nota come Marina di Taranto.

Il percorso amministrativo, il cui iter è iniziato nel 2010 e poi s è concluso nel 2020, si regge evidentemente anche su alcuni elementi tecnici. La condotta che poi trasporta i liquami al depuratore consortile di Pulsano - Leporano ha una capacità tale da soddisfare il fabbisogno di circa 120mila persone, ma attualmente è utilizzata solo per il 25 per cento delle sue reali potenzialità. Si tratta di un impianto moderno e dotato delle migliori tecnologie ambientali visto che consente la cosiddetta biofiltrazione del materiale trattato e trasportato. Una soluzione simile, a referendum concluso, consentirà quindi ai titolari di questi (noti) stabilimenti balneari di smaltire i liquami prodotti nella maniera migliore dal punto di vista ambientale e questo, inoltre, darà anche un contributo al miglioramento dell’offerta turistica della zona. E questo in considerazione del fatto che, naturalmente, non solo gli stabilimenti balneari ma anche i proprietari di ville o di strutture turistico - ricettive potrebbero collegarsi all’impianto.

I tempi per quest’operazione, in particolare, non sono brevi ma neppure biblici. Dopo aver acquisito il risultato del referendum e averne consumato i passaggi formali, il Comune di Taranto potrebbe agire autonomamente oppure (e forse sarebbe preferibile) cedere all’Acquedotto pugliese sia la parte relativa alla progettazione che quella riguardante la realizzazione dell’intervento. In questo modo, tra l’estate del 2023 e la primavera del 2024, la connessione alla rete che conduce al depuratore potrebbe essere compiuta. Imprevisti e burocrazia permettendo, naturalmente.

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