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Il caso

Mittal, incontro azienda-impiegato licenziato: «Non c'è da chiedere scusa, non ho offeso nessuno»

Conte: «Mittal chiede 5000 esuberi, inaccettabile». Governo disponibile a discutere immunità

14 Aprile 2021

Redazione online

Nella giornata di ieri gli uffici del Ministero del Lavoro, a quanto si apprende da fonti del Ministero, hanno avuto colloqui informali con i vertici di Arcelor Mittal sollecitandoli a riconsiderare la posizione adottata nei confronti dell’operario dello stabilimento di Taranto licenziato.

E si è svolto questa mattina a Taranto lo sciopero proclamato dall’Usb con presidio davanti ai cancelli della direzione dello stabilimento ArcelorMittal per protestare contro il licenziamento dell’impiegato Riccardo Cristello, che aveva condiviso su Facebook un post ritenuto denigratorio che invitava alla visione della fiction «Svegliati amore mio» sulle conseguenze sanitarie e ambientali delle emissioni di un’acciaieria, e per una serie di altre rivendicazioni che riguardano la gestione della fabbrica. Intanto, secondo fonti dell’Usb, l’azienda questa mattina ha convocato il lavoratore licenziato Riccardo Cristello e il suo legale Mario Soggia dopo aver aperto ieri a una possibile revoca del provvedimento. ArcelorMittal aveva spiegato «di non aver ricevuto alcuna richiesta di confronto dal dipendente», aggiungendo che "le giustificazioni formulate dallo stesso non fanno che confermare le motivazioni della sanzione disciplinare». Tuttavia, AM aveva ribadito «la propria disponibilità ad un confronto analogo a quello avuto recentemente con altro dipendente (che era stato sospeso per gli stessi motivi, ndr), all’esito del quale, a fronte della presentazione di adeguate scuse, l’azienda ha deciso di revocare il licenziamento».

«E' stato un colloquio cordiale. Sono uscito prima perchè non mi stavo sentendo bene. Non c'è da chiedere scusa perchè non ho offeso nessuno, non è mai stata mia intenzione e l’ho ribadito. Secondo me ci sono i presupposti per trovare una soluzione e da parte mia c'è massima disponibilità a tornare sul posto di lavoro». Così Riccardo Cristello, l'impiegato licenziato da ArcelorMittal per aver condiviso su Facebook un post ritenuto denigratorio, dopo aver partecipato insieme al suo avvocato Mario Soggia a un incontro con il direttore del Personale Arturo Ferrucci.
«Io - ha detto Cristello ai giornalisti dopo l’incontro con l'azienda nella direzione dello stabilimento - non ho fatto niente di male. Nè ho mai detto qualcosa contro l’azienda ma ho solo condiviso un post sulla fiction che parlava di un’acciaieria. L’azienda mi è sembrata disponibile al chiarimento. Ognuno ha esposto il suo punto di vista. Ora mi auguro di tornare al lavoro, sono fiducioso». Cristello ha sottolineato che non si aspettava «tutta questa mobilitazione. Questo mi sta dando la forza. Alla famiglia ho detto che ce la facciamo. Li amo tanto». Nelle prossime ore è attesa una risposta da parte di ArcelorMittal, che pare abbia aperto a un possibile reintegro del lavoratore. Davanti allo stabilimento è in corso il presidio dell’Usb, che ha indetto anche lo sciopero iniziato alle 7 di questa mattina.

MELUCCI ALL'AZIENDA: REINTEGRATE OPERAIO - «Una sceneggiata indegna, ArcelorMittal reintegri senza se e senza ma il lavoratore». Così il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, che ha raggiunto questa mattina il presidio dell’Usb davanti alla direzione dello stabilimento siderurgico di Taranto per manifestare solidarietà a Riccardo Cristello, l’impiegato licenziato dopo aver condiviso su Facebook un post ritenuto denigratorio che invitava alla visione dell fiction «Svegliati amore mio» sulle conseguenze sanitarie e ambientali delle emissioni di una acciaieria. C'è comunque un’apertura dell’azienda al reintegro del lavoratore, che oggi ha avuto un confronto con il direttore personale Arturo Ferrucci alla presenza del suo legale, Mario Soggia. «Cancelli sprangati - attacca il sindaco riferendosi all’ingresso della direzione della fabbrica 'blindatò - e bodyguard, caccia ai post su Facebook invece che a nuovi clienti, minacce a un Governo democratico e ritardi immotivati nei lavori di ambientalizzazione: che terribile immagine ArcelorMittal sta dando di sé al mondo. Il disagio della comunità che la ospita dal 2018 è ormai totale. Glielo chiede una comunità intera: reintegrino immediatamente il lavoratore licenziato per una fiction». Melucci fa presente che «il clima è già abbastanza teso quaggiù e loro sono già responsabili di una infinità di infrazioni molto serie. E poi non pretendano le scuse di nessuno, non umilino la dignità dei lavoratori, non siamo una dittatura, siamo nell’Unione Europea del terzo millennio. Il Governo convochi con urgenza il tavolo dell’accordo di programma con gli enti locali, oppure quei cancelli glieli muriamo noi per sempre e - conclude - tanti saluti al piano nazionale dell’acciaio».

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