Martedì 12 Novembre 2019 | 03:41

NEWS DALLA SEZIONE

nel Tarantino
Grottaglie, in aeroporto trovato ordigno bellico inesploso

Grottaglie, in aeroporto trovato ordigno bellico inesploso

 
il caso
Taranto, scoperti in carcere droga e un telefonino: 2 denunce

Taranto, scoperti in carcere droga e un telefonino: 2 denunce

 
università
Medicina a Taranto, Turco: «Lezioni possono riprendere»

Medicina a Taranto, Turco: «Lezioni possono riprendere»

 
dalla polizia
Taranto, tenta di uccidere anziana vicina per soldi: arrestato 78enne

Taranto, tenta di uccidere anziana vicina per soldi: arrestato 78enne

 
il siderurgico
Mittal, Conte: «Nuovo scudo solo se rispetta tutti i patti». Emiliano oggi incontra vertici Regione e sindacati, domani il premier a Taranto

Mittal, patto Conte-Merkel sull'acciaio. Patuanelli frena su nazionalizzazione
Sindacati: sospeso scarico materie prime

 
Il ricovero
Taranto, un caso di polmonite per legionella. L'Asl: non vi è contagio interumano

Taranto, un caso di polmonite per legionella. L'Asl: non vi è contagio interumano

 
Trasporti
Orari invernali: fra Taranto e Milano due ore in più di treno

Orari invernali: fra Taranto e Milano due ore in più di treno

 
Il siderurgico
Mittal, Conte potrebbe incontrare domani i vertici. Turco alla «Gazzetta»: «Proveremo a costringerli a rispettare impegno»

Mittal, martedì Conte incontra azienda. Scudo, botta e risposta Lega-M5S.
Turco: far rispettare il contratto

 
l'iniziativa
In bici da Bergamo a Taranto: 33enne raccoglie 24mila euro per bimbi dell'ospedale jonico

In bici da Bergamo a Taranto: 33enne raccoglie 24mila euro per bimbi dell'ospedale jonico

 
Il sottosegretario
Taranto, corso in Medicina su sicurezza e malattie sul lavoro

Taranto, corso in Medicina su sicurezza e malattie sul lavoro

 
dalla polizia
Taranto, vermi nel negozio di alimentari indiano: sequestrati oltre 130kg di prodotti

Taranto, vermi nel negozio di alimentari indiano: sequestrati oltre 130kg di prodotti

 

Il Biancorosso

dopo il derby
Vivarini guarda la classifica: «Dobbiamo alzare il passo»

Vivarini guarda la classifica: «Dobbiamo alzare il passo»

 

NEWS DALLE PROVINCE

BariPuglia
Influenza, primi due casi a Bari: colpiti due bambini. Il ceppo è quello dei vaccini in uso

Influenza, primi due casi a Bari: colpiti due bambini. Il ceppo è quello dei vaccini in uso

 
MateraAllerta meteo
Maltempo, sindaco Matera ordina chiusura scuole martedì

Maltempo, sindaco Matera ordina chiusura scuole martedì

 
Tarantonel Tarantino
Grottaglie, in aeroporto trovato ordigno bellico inesploso

Grottaglie, in aeroporto trovato ordigno bellico inesploso

 
Lecceidee in cucina
Solidarietà a Balotelli: a Lecce nasce il «pasticciotto nero»

Solidarietà a Balotelli: a Lecce nasce il «pasticciotto nero»

 
BatLa denuncia
Andria, è allarme furti in ospedale

Andria, è allarme furti in ospedale

 
Brindisiil cantiere
Brindisi, ordigno bellico durante lavori al multisala: piano evacuazione per 50mila persone

Brindisi, ordigno bellico durante lavori al multisala: piano evacuazione per 50mila persone

 
Potenzail rapporto
Fabbisogni standard: Basilicata tra gli ultimi

Fabbisogni standard: Basilicata tra gli ultimi

 

i più letti

La decisione

Taranto, Mittal lascia: ex Ilva torna ai commissari. A rischio 15mila lavoratori
Vertice posticipato a mercoledì

Scudo penale e giudici tarantini le cause dell'addio

Ex Ilva, sindacati: anomalie su assunzioni e esuberi

Dopo un anno e quattro giorni Am InvestCo Italy ha deciso di lasciare il siderurgico ex Ilva: con una lettera ha notificata oggi ai commissari straordinari dell’ulva ha comunicato la volontà di rescindere l'accordo per l’affitto con acquisizione delle attività di Ilva Spa e di alcune controllate acquisite secondo l’accordo chiuso il 31 ottobre. «Secondo i contenuti dell’accordo» del 31 ottobre 2018 - si legge in una nota della multinazionale - ArcelorMittal «ha chiesto ai Commissari straordinari di assumersi la responsabilità delle attività di Ilva e dei dipendenti entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione» della volontà di ArcelorMittal di lasciare l'Ilva.

L’eliminazione della «protezione legale» dal 3 novembre «necessaria alla società per attuare il suo piano ambientale senza il rischio di responsabilità penale, giustificano la comunicazione di recesso. In aggiunta - prosegue la nota - i provvedimenti emessi dal Tribunale penale di Taranto obbligano i Commissari straordinari di Ilva a completare talune prescrizioni entro il 13 dicembre 2019 pena lo spegnimento dell’altoforno numero 2» che «renderebbe impossibile attuare il suo piano industriale, e, in generale, eseguire il contratto».

Una vera e propria bomba orologeria che getta nel panico circa 15mila persone, tra operai diretti e dell'indotto, costretti a una nuova roulette russa sul loro futuro determinato da una ipotetica chiusura di quella che era considerata la più grande acciaieria di Europa.

INCONTRO GOVERNO-AZIENDA POSTICIPATO - L’incontro tra il governo e i vertici di ArcelorMittal a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte, a quanto si apprende, è stato posticipato a mercoledì. Inizialmente la riunione, convocata dopo la lettera con cui la multinazionale ha notificato la volontà di ritirarsi dall’ex Ilva, era prevista per domani pomeriggio.

LA DECISIONE DI MITTAL - «Il contratto - afferma ArcelorMittal nel suo comunicato - prevede che, nel caso in cui un nuovo provvedimento legislativo incida sul piano ambientale dello stabilimento di Taranto in misura tale da rendere impossibile la sua gestione o l’attuazione del piano industriale, la Società ha il diritto contrattuale di recedere dallo stesso contratto».

«Con effetto dal 3 novembre 2019, il Parlamento italiano ha eliminato la protezione legale necessaria alla società per attuare il suo piano ambientale senza il rischio di responsabilità penale, giustificando così - secondo ArcelorMittal - la comunicazione di recesso. In aggiunta, i provvedimenti emessi dal Tribunale penale di Taranto obbligano i Commissari straordinari di Ilva a completare talune prescrizioni entro il 13 dicembre 2019 - termine che gli stessi Commissari hanno ritenuto impossibile da rispettare - pena lo spegnimento dell’altoforno numero 2. Tali prescrizioni dovrebbero ragionevolmente e prudenzialmente essere applicate anche ad altri due altiforni dello stabilimento di Taranto. Lo spegnimento - sottolinea A.Mittal - renderebbe impossibile per la società attuare il suo piano industriale, gestire lo stabilimento di Taranto e, in generale, eseguire il contratto».

Per Confindustria «l'annunciato ritiro di ArcelorMittal dallo stabilimento ex Ilva avrà effetti negativi sulla città di Taranto e sull'economia dell’intero Paese con particolare impatto sull'occupazione». Via Dell’Astronomia «auspica che si possano creare le condizioni per riaprire il confronto con l’azienda che abbia come obiettivo il mantenimento della produzione siderurgica a Taranto».

Sulla stessa linea Federacciai che, secondo il suo presidente Alessandro Branzato, parla di «conseguenze per la filiera enormi, esponendo tutti sempre di più alle dinamiche delle importazioni, ma sarebbero pesanti anche per la siderurgia Italiana nel suo complesso che è, ricordiamolo, la seconda in Europa e la decima al mondo. Quello che temevamo purtroppo si è verificato: cambiare le regole del gioco in corsa poteva fare saltare il banco».

VERTICE A P. CHIGI, CONTE CONVOCA AZIENDA 

 

Si è svolto a Palazzo Chigi il vertice di governo sul dossier Ilva convocato dal premier Giuseppe Conte. Tra i ministri presenti il titolare del dicastero per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, il ministro per il Lavoro Nunzia Catalfo, il titolare per l’Ambiente Sergio Costa e il titolare per il Sud Giuseppe Provenzano. Il premier Giuseppe Conte, a quanto si apprende, convocherà a Palazzo Chigi i vertici di Arcelor Mittal per martedì pomeriggio. 

In un tweet, Conte scrive che «per questo Governo la questione #Ilva  ha massima priorità. Faremo di tutto per tutelare investimenti produttivi, livelli occupazionali e per proseguire il piano ambientale». In un confronto con il sindacati sulla legge di bilancio, il Premier avrebbe sottolineato che «il governo vuole confrontarsi con ArcelorMittal ma riteniamo non ci sia alcun motivo che possa giustificare il recesso. La norma sullo scudo penale non era nel contratto e non può essere invocato per giustificare il recesso». 

E ancora, fanno sapere fonti del Governo «il problema è che l’azienda vuole andarsene perché perde 2,5 milioni di euro al giorno. Vuole almeno 5mila esuberi», inquadrando quello che, a loro parere, è il reale pomo della discordia: «ArcelorMittal non ce la fa a mantenere la produzione richiesta e, approfittando di un quadro politico incerto ha preso l’assenza dello scudo penale come alibi per andar via». 

Allo stesso tempo, nel governo si cerca già di correre ai ripari. E nelle ore più calde del dossier ex Ilva, oltre al progetto di un decreto su Ilva, torna l’idea di una nazionalizzare. A Palazzo Chigi, nel corso della giornata, sarebbe stato consultato il neo presidente di Cdp Giovanni Gorno Tempini (circostanza smentita da fonte vicine a Cdp). Un eventuale intervento per sostituire ArcelorMittal dovrebbe tuttavia prevedere una cordata industriale e finanziaria, nella quale la quota di Cdp sia minoritaria e marginale.

GOVERNO NON CONSENTIRA' CHIUSURA - «Il governo non consentirà la chiusura dell’Ilva» lo affermano fonti del Mise presenti al vertice che si sta tenendo al Ministero di via Veneto con Patuanelli, Provenzano, Speranza, Catalfo, Costa e rappresentati del Ministero dell’Economia. «Non esistono presupposti giuridici per il recesso del contratto. Convocheremo immediatamente Mittal" afferma la fonte vicina al ministro Patuanelli.

PATUANELLI: RISPETTARE GLI ACCORDI - E' evidente, anche dai cambi di governance, che evidentemente la governance che aveva seguito gli impianti fino a adesso non ha funzionato». Lo afferma il ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli dopo il vertice a Palazzo Chigi sull'ex Ilva rispondendo a chi gli chiede quale sia il reale problema per ArcelorMittal. «Chiediamo il rispetto degli atti sottoscritti 14-15 mesi fa» ha aggiunto il ministro ricordando come ci siano un contratto, un piano industriale e un piano ambientale «da rispettare».

E proprio sul punto Arcelor Mittal avrebbe fatto sapere che il contratto - non quello originario del 2017 ma quello sottoscritto successivamente nel settembre 2018 -  stabilisce che «l'Affittuario potrà altresì recedere dal contratto entro il medesimo termine qualora un provvedimento legislativo o amministrativo, non derivante da obblighi comunitari, comporti modifiche al Piano ambientale come approvato con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 29 settembre 2017 che rendano non più realizzabile, sotto il profilo tecnico e/o economico, il Piano industriale» (Ecco cosa dice il contratto).

«Ricordo che ci sono circa 1300 persone già in cassa integrazione, ciò dimostra che il governo si è sempre occupato delle questioni legate anche al ciclo produttivo, e il governo si farà carico come sempre di questi problemi. Bisogna capire però la prospettiva qual'è. La prospettiva deve essere il rispetto del piano industriale che prevede una produzione di 6 milioni di tonnellate annue con una capacità che può arrivare a 8 milioni, questo il governo chiede», continua sottolineando si essere sorpreso dal tenore della lettera.

EMILIANO: FABBRICA TOTALMENTE ILLEGALE - La fabbrica «uccide cittadini e operai» ed «è totalmente illegale come dimostra lo stesso management di Arcelor Mittal che senza una immunità penale speciale, che esisteva in Europa solo per loro e che non è consentita a nessun’altra azienda, intima con arroganza allo Stato italiano di riprendersi la fabbrica entro 30 giorni». Lo afferma il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dopo l’annuncio di ArcelorMittal di voler lasciare la gestione del siderurgico di Taranto. «Il nostro ordinamento - evidenzia Emiliano - già prevede la non punibilità di chi osserva la legge, e ricordo a me stesso che l’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) in Italia è legge dello Stato e che tutti gli atti per il suo adempimento sono legittimi per definizione e quindi immuni dal diritto penale».

«Si saranno forse accorti - domanda Emiliano - che hanno firmato un contratto che non reggono economicamente? E soprattutto che l’altoforno 2 è in uno stato così deteriorato da non essere utilizzabile se non a costi altissimi? Si saranno di certo accorti - prosegue il governatore - che a 4 milioni di tonnellate come limite produttivo non riescono a mantenere gli impegni occupazionali che hanno sottoscritto». 

«Ma la soluzione - sottolinea Emiliano - non è far implodere la fabbrica per la deresponsabilizzazione di Arcelor Mittal, lasciandola al suo destino. Lascerebbero una bomba ecologica irrisolta e migliaia di disoccupati, e questo è semplicemente inaccettabile». Infine Emiliano ribadisce «quello che ho sempre detto sull'Ilva: se non fosse mai esistita - conclude - sarebbe stata una fortuna per la Puglia e per Taranto».

LE REAZIONI DEL MONDO POLITICO

SALVINI (LEGA): SE SALTANO I POSTI DI LAVORO, GOVERNO CADE - «Se davvero saltano questi posti di lavoro (migliaia di Arcelor nell’ex Ilva, ndr) un governo con un minimo di dignità si dimette». Lo ha detto Matteo Salvini in conferenza stampa al Senato, secondo il quale «abbiamo gente pericolosa al governo». «Incapaci al governo che senza accorgersene mettono a rischio decine migliaia posti lavoro. La vicenda Ilva è drammatica, una crisi senza precedenti: in un Paese normale il premier sarebbe già domani a riferire alle Camere». Sullo scudo penale per Arcelor Mittal «l'emendamento soppressivo è a firma M5S, votato da Pd Iv e Leu, chi lo ha votato dovrebbe avere il coraggio di andare a Taranto stasera a spiegarlo».

«Se il governo tasse, sbarchi, e manette farà scappare anche i proprietari dell’Ilva, mettendo a rischio il lavoro di decine di migliaia di operari e il futuro industriale del Paese sarà un disastro, e le dimissioni sarebbero l’unica risposta possibile. La Lega chiede che Conte venga a riferire urgentemente in Parlamento». Salvini ha poi sottolineato: «E' un Governo nemico del Sud, Conte è il primo nemico del sud. Stanno facendo carne da macello dalla Sicilia alla Puglia». «Domani in apertura lavori sia a Camera che a Senato chiederemo educatamente che qualcuno del governo venga a riferire su Ilva».

RENZI: DECISIONE INACCETTABILE - «La decisione di Mittal di disimpegnarsi da Taranto è inaccettabile. Il Governo deve da subito togliere alla proprietà ogni alibi eliminando gli autogol come quello sulla immunità voluto dal vecchio governo e sul quale avevamo messo in guardia il Ministro Patuanelli». Così Matteo Renzi ha commentato su Facebook.

«Per chi in queste ore fa una polemica meschina e mediocre: lo scudo penale è stato cancellato dall’esecutivo Lega-Cinque Stelle. Ma noi vogliamo soluzioni, non capri espiatori. Indipendentemente dagli alibi, Taranto ha bisogno di un futuro e il futuro passa anche dall’acciaio - ha sottolineato - Ho firmato numerosi decreti per tenere aperta Ilva, mi sono preso di assassino da alcuni ex compagni di partito, ho subito contestazioni pesantissime. Rifarei tutto. Perché oggi il piano di risanamento c’è. E Taranto non può fare a meno dell’Ilva. Quello dell’immunità è un alibi che va tolto dal tavolo subito. Tutti, Governo e proprietà, devono mantenere gli impegni. I cittadini di Taranto lo hanno fatto. I lavoratori dell’Ilva lo hanno fatto. Adesso tocca a Governo e Mittal: non si scherza con il lavoro delle persone»

MELONI (FDI): SENZA RISPETTO IMPEGNO ADDIO INVESTIMENTI - «Sono molto preoccupata: dobbiamo fare molta attenzione ad uno stato che non mantiene i suoi impegni. Uno stato che vuole mantenere gli investimenti deve anche mantenere quegli impegni altrimenti da noi non investe più nessuno». Lo dice ai cronisti la leader di FdI Giorgia Meloni che aggiunge: «Poi sull'Ilva il tema importante è capire quale sarà il suo futuro da qui ai prossimi decenni. Questo è un tema che nessuno ha mai affrontato».

BERLUSCONI: TUTTA COLPA DEL GOVERNO - «Sono molto preoccupato per la decisione di Arcelor Mittal di recedere dal contratto per l'affitto e l’acquisto dei rami di azienda di Ilva. La decisione del gruppo francese determina conseguenze gravissime per i lavoratori, per la città di Taranto e per la produzione di acciaio in Italia». Lo afferma il leader di Fi Silvio Berlusconi.

«La responsabilità è tutta del governo, che con il recentissimo voto di fiducia ha imposto alle Camere l'eliminazione della protezione legale che era stata attribuita agli investitori francesi per realizzare il loro piano ambientale a Taranto. La sete vendicativa e giustizialista dei grillini, la loro morbosa passione per le manette unita alla loro anima nemica dell’impresa, dello sviluppo ed anche dell’ambiente questa volta ha avuto successo, anche perchè è stata assecondata dagli altri partiti della sinistra, dal Pd di Zingaretti a Leu di Bersani ad Italia Viva di Matteo Renzi».

«Anche questa volta sono i più deboli, i lavoratori e le famiglie di Taranto che - per i capricci della sinistra - vedono messo in pericolo il loro futuro lavorativo ed anche il risanamento ambientale dell’area.

L’Italia rischia di perdere un polo produttivo strategico a tutto vantaggio della concorrenza straniera. Credo davvero che il governo debba riferirne immediatamente al Parlamento. Ancora una volta si dimostra che solo Forza Italia e solo il centro-destra sono in grado di mettere in campo un governo amico delle imprese, della stabilità e della certezza del diritto», conclude il presidente di FI.

NARDI (PD): VOLTAFACCIA PER OPERAZIONE SPECULATIVA - «Arcerol Mittal aveva dato garanzie ambientali e di mantenimento dell’occupazione. Il cambio repentino d’idea fa pensare ad una operazione speculativa, che noi non consentiremo». Lo dichiara Martina Nardi, capogruppo del Partito Democratico alla Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati ed esponente di Base Riformista. Nardi prosegue: «Arcerol Mittal non usi la scusa dello scudo penale. Non ha rispettato gli impegni dell’accordo, non ha lavorato per mettere in sicurezza l’impianto, era consapevole del fatto che avrebbe perso milioni di euro al giorno. L’Italia e le sue industrie non possono essere usate solo per acquisire fette di mercato. Dal Parlamento lavoreremo per garantire sia il rispetto degli accordi sia la prosecuzione dell’attività dell’ex Ilva»

GELMINI (FI): TOTALE INCAPACITÀ' DEL GOVERNO - «Il ritiro di Arcelor Mittal dall’Ilva è il risultato della colpevole incapacità del governo. È un crimine contro il lavoro e contro l’Italia: ne risponderanno davanti agli italiani. Il Movimento 5 Stelle, che guida ininterrottamente il Ministero competente, prima con Di Maio e adesso con Patuanelli, dovrebbe chiedere scusa per aver finalmente centrato un suo obiettivo: volevano chiudere l’Ilva e ci stanno riuscendo. I complici, però, di questo misfatto non hanno meno responsabilità: Renzi e Zingaretti, fra una conferenza all’estero del primo e una festa dell’Unità dell’altro, dovrebbero dare spiegazioni. Conte e Patuanelli hanno il dovere di riferire immediatamente in Parlamento». Lo afferma in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

Oltre al mancato scudo legale e ai provvedimenti del tribunale di Taranto anche: «altri gravi eventi, indipendenti dalla volontà di ArcelorMittal, hanno contribuito a causare una situazione di incertezza giuridica e operativa che ne ha ulteriormente e significativamente compromesso la capacità di effettuare necessari interventi presso Ilva e di gestire lo stabilimento di Taranto». «Tutte le descritte circostanze - argomenta ArcelorMittal - attribuiscono alla Società anche il diritto di risolvere il Contratto in base agli applicabili articoli e principi del codice civile italiano».

EX MINISTRO CALENDA: DISTRUTTO LAVORO DI ANNI

«Vorrei solo dire a chi ha votato contro lo «scudo penale» ILVA - Pd, Mov5Stelle, Italia Viva -: siete degli irresponsabili. Avete distrutto il lavoro di anni e mandato via dal Sud un investitore da 4,2 mld per i vs giochini politici da 4 soldi». Sull'accordo, invece, Calenda - in qualità di firmatario - spiega che non prevede espressamente il diritto di recesso in caso di modifica dello scudo penale ma prevede la possibilità di recesso nel caso di un cambiamento di normative rilevanti, tale da mettere in discussione la sostenibilità, il piano industriale». In questi termini la clausola c'è ma «ArcelorMittal non può chiudere autonomamente gli altoforni», il diritto di recesso «va prima accertato dal Tribunale"; «E' plausibile che il Tribunale glielo riconosca ma non può muoversi autonomamente».

BELLANOVA: AZIENDA REVOCHI DECISIONE - Arcelor Mittal receda dai propositi appena annunciati ai Commissari Straordinari ex Ilva di disimpegno sull'azienda e il Presidente Conte e il Ministro Patuanelli intervengano immediatamente per impedire la perdita di circa 20mila posti di lavoro, lo smottamento della filiera italiana dell’acciaio, lo stop al Piano ambientale a Taranto, la compromissione irreversibile di un percorso teso a tutelare salute, lavoro, ambiente. Così la Ministra Teresa Bellanova commenta la nota inviata da Arcelor Mittal ai Commissari Straordinari ex Ilva. Chiedo ad Arcelor Mittal di recedere dai propositi annunciati», ha detto la Ministra Bellanova, «come chiedo al Presidente Conte e al Ministro Patuanelli un’azione immediata che troverà in me e in Italia Viva totale sostegno perché non accada l’irreparabile e si possa riaprire, esattamente come aveva già garantito il Ministro Patuanelli e come io stessa avevo sollecitato, un tavolo sgombro da minacce di qualsiasi natura».

«Qualsiasi punto di equilibrio Conte e Patuanelli vogliano ristabilire con gli investitori - ha aggiunto - sottolineo che per me e per Italia Viva l’equilibrio non può prescindere dal rilancio di Ilva e dall’ambientalizzazione di Taranto, dall’attuazione del Piano ambientale e del Piano Industriale come nell’accordo sottoscritto nel settembre 2018 al Mise, dall’impedire che Taranto divenga il più grande cimitero industriale europeo».

«E poiché non è assolutamente il caso di lucrare politicamente su una vicenda così delicata e che rischia di produrre danni enormi per Taranto, il Mezzogiorno, il sistema-paese, ricordo a chi oggi dalla destra si esibisce in dichiarazioni, che il Decreto crescita del giugno 2019, dove era stato cancellato lo scudo teso a garantire l’attuazione del Piano Ambientale, era stato approvato grazie anche alla Lega», ha concluso.

TOTI: COLPA DEL GOVERNO EX ILVA RISCHIA CHIUSURA - «Complimenti al Governo: grazie alle trovate grilline e all’incapacità del Pd, Arcelor Mittal fugge dall’Italia. L’Ilva rischia la chiusura, con 20 mila persone per strada e i contribuenti italiani costretti a pagare quel che avrebbe pagato Mittal». Così il presidente della Regione Liguria e leader di Cambiamo! Giovanni Toti oggi pomeriggio via fb interviene sull'annunciata rescissione dell’accordo per l’affitto con acquisizione delle attività di Ilva Spa. «Ma vi rendete conto? Abbiamo affidato il Paese a chi sosteneva di voler fare dell’Ilva di Taranto un parco giochi! In realtà - attacca Toti - ne sta facendo un deserto. La decrescita avanza, altro che felice. Lacrime e sangue. Siamo pronti a batterci in ogni modo con i lavoratori e ho già chiesto ai sindacati di vederci subito in Regione per fare il punto sulla situazione genovese e concordare ogni forma di mobilitazione in difesa dell’acciaio italiano». 

LA REPLICA DI UN OPERAIO IN CIGS - «Leggo frasi ad effetto, tanto stupore da chi farebbe bene a restare in silenzio. Avevo avvertito tutti che A.Mittal dopo la fase gestionale e, portato a termine tutti i passaggi, acquisendo anche le quote di mercato dell’Ilva di Taranto, avrebbe salutato il capoluogo ionico lasciando tutti con un pugno di mosche». Lo afferma Massimo Battista, operaio del Siderurgico rimasto in capo all’Ilva in As in regime di cassa integrazione straordinaria e consigliere comunale di opposizione (eletto nel M5S, poi dichiaratosi indipendente per divergenze con Di Maio proprio sulla vicenda Ilva).

«ArcelorMittal - aggiunge Battista - é pronta a restituire l'Ilva allo Stato italiano, infatti ha notificato in mattinata ai commissari straordinari la volontà di abbandonare lo stabilimento di Taranto. Un anno fa, quando il 6 settembre si siglò l’accordo tra parti sociali, Governo e Mittal, fui molto critico sulla soluzione che, a mio modo di vedere, nel tempo avrebbe portato solo danni in termini occupazionali e ambientali per la città. I fatti oggi confermano ciò che pensavo dall’arrivo a Taranto dei franco-indiani». Secondo l’operaio e consigliere comunale, «oggi più che mai l’unica soluzione è l'unione di tutto il territorio tarantino, nessuno escluso, che veda finalmente al primo posto la città di Taranto e non gli interessi nazionali che hanno provocato solo morte e distruzione sotto ogni punto di vista».

FI PUGLIA: ERA PREVEDIBILE - «La notizia del ritiro di ArcelorMittal è il purtroppo prevedibile epilogo di una vicenda gestita in modo pessimo da un governo di incapaci e improvvisati». Lo affermano in una nota il coordinatore e vicecoordinatore di Forza Italia Puglia, i parlamentari Mauro D’Attis e Dario Damiani. «Chi ha messo la multinazionale nelle condizioni di rescindere il contratto - proseguono - lo ha fatto consapevole delle conseguenze, giocando sulla pelle dei lavoratori e delle imprese dell’indotto. Con le sue assurde decisioni il governo ha posizionato una bomba sociale sotto Taranto, con il rischio di perdite di posti di lavoro e nessuna riqualificazione ambientale».
«I responsabili di questa scellerata gestione - rilevano - dovrebbero avere il buon gusto di rimettere il loro mandato, senza appelli. L’Italia rischia di perdere un importantissimo sito di produzione industriale, il Mezzogiorno e Taranto una risorsa occupazionale»».

BONELLI (VERDI): IN NESSUN PAESE SCUDO PENALE - «In nessun Paese al mondo, tanto meno in Europa, esiste uno scudo penale per un’attività industriale che non rispetta normative ambientali, arrecando pertanto danni alla salute della popolazione». Così Angelo Bonelli, coordinatore dell’esecutivo nazionale dei Verdi, commenta la rescissione del contratto di acquisto dell’ex Ilva presentata da ArcelorMittal. «Il 26 luglio 2012 - rammenta Bonelli - veniva sequestrato l’impianto dell’Ilva di Taranto perché, come si leggeva nelle parole del gip, produceva inquinamento e morte. Indagini epidemiologiche successive hanno evidenziato come il 50% dei bambini di Taranto tra 0 e 15 anni si ammalasse di tumore e, di questi, il 21% non sopravviveva alla patologia. Un dato che fa impressione se paragonato alla media pugliese». Di questo, sostiene il leader ecologista, «in questi lunghi 7 anni, nessuno si è mai preoccupato e nessuno è stato in grado di costruire progetti di bonifica e messa in sicurezza dell’impianto industriale, come è stato fatto in tanti altri Paesi europei di fronte a impianti inquinanti».

FDI PUGLIA: GOVERNO GIALLOROSSO INCAPACE - «Il PD e il M5S, oggi alleati nel governo rossogiallo, si rivelano incapaci di affrontare questioni complesse e affossano le imprese dietro i grandi proclami di rilancio industriale. In particolare il M5S incassa il suo ennesimo fallimento su un tema strategico per l’economia del Paese e segnatamente della Puglia, quando bastava trovare il giusto compromesso tra salvaguardia dei posti di lavoro e tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini». Così i deputati di Fratelli d’Italia Puglia, il coordinatore regionale e i consiglieri regionali in merito alla rescissione del contratto d’acquisto dell’ex Ilva presentata da ArcelorMittal.
«Di Maio - concludono - ebbe a dire che si trattava del miglior risultato possibile, ma il miglior risultato possibile per il Paese e per la Puglia è che questo governo abusivo vada a casa».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie