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Ilva, Di Maio: «Non ci sono passi in avanti»
Mittal replica: «Per noi confronto positivo»

Ilva, Di Maio: «Non ci sono passi in avanti»
Mittal replica: «Per noi confronto positivo»

Ilva, Di Maio: «Non ci sono passi in avanti»
Mittal replica: «Per noi confronto positivo»

 
Franco Giuliano

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Franco Giuliano

Ilva, nuovo appello a Di Maio «A noi va bene il piano Mittal»

Lunedì 06 Agosto 2018, 09:42

07 Agosto 2018, 12:36

ROMA - Il tavolo di oggi sull'Ilva «è stato fatto per provare a far ripartire il dialogo, il piano di Arcelor Mittal però non è soddisfacente e i sindacati hanno sempre detto che non ci sono le condizioni per far ripartire la trattativa se l’azienda non batte un colpo». Così il vicepremier Luigi Di Maio. L’azienda «batta un colpo e cominci a dire se si sposta dai numeri concordati con l’ex ministro Calenda e forse allora possiamo cominciare a ridiscutere», ha concluso.

L’incontro di oggi sull'Ilva «è stato un primo tentativo di ripartenza, ma è chiaro ed evidente che questo piano occupazionale non può assolutamente soddisfare le nostre esigenze». Lo ha detto il vicepremier, Luigi Di Maio aggiungendo che nell’incontro odierno con Arcelor Mittal «non ci sono passi in avanti».

Se nella gara sull'Ilva «saranno riscontrate criticità e irregolarità tali da compromettere l'interesse pubblico la responsabilità è dello Stato che ha agito male e non del privato», ha continuato Luigi Di Maio, aggiungendo che la vicenda Ilva «è la perfetta rappresentazione di chi erano quelli che ci comandavano prima, 6 anni per fare una procedura di gara, lasciarci un accordo mai fatto ma che il ministro aveva dato mandato di firmare anche senza accordo sindacale, questo vuol dire alimentare il conflitto sociale». Il ministro ha poi aggiunto di essere molto preoccupato, «in generale, perché la procedura non l’ho gestita dall’inizio io, ma so chi l’ha fatto e questo mi preoccupa ancora di più. Uno di quei governi, con partiti che non hanno mai fatto l’interesse dell’ambiente, della salute e del lavoro dei cittadini, ma hanno governato per le grandi lobby. I cittadini devono sapere che se fosse stata per me avrei fatto tutto daccapo in un altro modo».
Quella dell’acciaieria «è una condizione paradossale in cui il privato ha già un contratto firmato con un numero di dipendenti da assumere e anche senza un accordo sindacale può entrare nell’Ilva (cosa altamente sconsigliata, è complicato garantire la funzionalità dell’impianto senza il consenso di organizzazioni sindacali che rappresentano oltre 10.000 persone)», ha continuato Di Maio concludendo che è sbagliato ragionare sull'idea di un altro decreto Ilva, «già ce ne sono stati troppi. Se servirà faremo tutto agosto a lavorare, ma voglio avere le idee chiare su cosa farà ArcelorMittal e sul confronto tra le parti»

LA NOTA DI MITTAL - «L’incontro di oggi al Mise sull'Ilva «ha consentito la ripresa del dialogo tra ArcelorMittal, organizzazioni sindacali e Ministeri interessati. Per questo lo riteniamo positivo». Così una nota di ArcelorMittal in cui l'azienda conferma l’impegno «di dedicare i prossimi giorni all’approfondimento delle rispettive posizioni, alla verifica di questioni tecniche e legali e alla definizione di successive ipotesi di lavoro in modo da potersi incontrare nuovamente a breve su basi più efficaci».

ENTRO DOMANI RICHIESTA PARERE A AVVOCATURA -  «Domattina o al massimo nel pomeriggio manderemo all’Avvocatura dello Stato la richiesta di parere per quanto riguarda l’annullamento della gara di ArcelorMittal che entra in Ilva». Così il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, riferendosi alle conseguenze del parere Anac sulla gara.

NUOVO TAVOLO SOLO SE AZIENDA MIGLIORA PIANO - «Spero di poter riconvocare il tavolo Ilva questa settimana, ma non lo riconvoco se non ci sono da parte dell’azienda segnali di miglioramento sul piano occupazionale». Così il vicepremier, Luigi Di Maio, al termine dell’incontro al Mise con i sindacati e ArcelorMittal aggiungendo «non ha senso rivederci se si prevedono 10.000 assunti su oltre 13.500 e tutti gli altri che devono restare a carico dello Stato».

Parlando ad Agorà Di Maio aveva inoltre puntualizzato: «Quelli che mi fanno la lezione sul vaso Ilva hanno firmato una gara» in cui Arcelor prevede 10mila lavoratori contro 14mila, ha aggiunto.

UILM: ACCORDO OGGI O FALLIMENTO ACCIAIERIA - Quella di oggi per l’Ilva «è una giornata importante, penso che le conclusioni non possono essere quelle di un rinvio. O ci sarà l’accordo o ci sarà il fallimento dell’Ilva». Così il segretario generale Uilm, Rocco Palombella, che entrando al Mise aggiunge: «Noi ci aspettiamo che da oggi ci sia una fase di trattativa, il tempo necessario per un’intesa».

L’incontro odierno «è la prova del nove: ogni istituzione, ogni persona che ha responsabilità deve assumere una decisione. Noi riteniamo di essere in grado di avviare una trattativa, sapendo che parliamo del destino di intere comunitá, stabilimenti e 20mila famiglie che dipendono da noi».

Ormai «è un anno di trattativa, è arrivata al capolinea. Sulla trattativa ci sono tante negatività ma ora serve fare la differenza, fare in modo di discutere sugli organici. Noi abbiamo sempre espresso una posizione netta e non siamo nelle condizioni di dichiarare e certificare esuberi». Riferendosi poi all’acquirente ArcelorMittal Palombella conclude: «Deve sapere che non ci sono più scorciatoie: non è più il tempo dei chiarimenti, è quello delle responsabilità».

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