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Il governatore a Taranto

Ilva, Emiliano: il nuovo governo ascolti le ragioni del territorio

Michele Emiliano sull'Ilva di Taranto: "Tenere la nostra comunità divisa tra salute e lavoro è un’autentica tragedia"

Michele Emiliano al dibattito sull'Ilva di Taranto (Foto Todaro)

Michele Emiliano al dibattito sull'Ilva di Taranto (Foto Todaro)

TARANTO - «Mi auguro che qualcuno tra quelli che devono formare il nuovo governo in questo paese ascolti quello che stiamo dicendo oggi e provi a darci una mano. Tenere la nostra comunità divisa tra salute e lavoro è un’autentica tragedia».

Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, intervenendo al dibattito sull'Ilva e sull'accordo di programma per Taranto elaborato da associazioni e movimenti, che precede il concertone dell’1 maggio organizzato da Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti. Hanno partecipato anche il senatore Mario Turco, i deputati Giampaolo Cassese e Giovanni Vianello del Movimento Cinque Stelle, il segretario nazionale della FlmuCub Antonio Ferrari, la giornalista Stefania Barca (che si occupa di diritto internazionale sul lavoro e giustizia ambientale), le mamme di Brescia, i ragazzi di Casale Monferrato, i portavoce dei No Tav.

Dall’unione di alcune associazioni, nasce l’idea di realizzare un piano di intervento - da presentare alle Istituzioni locali e nazionali, ai sindacati e alle varie associazioni di categoria - finalizzato all’elaborazione di un Accordo di Programma che «consenta a Taranto - hanno spiegato i promotori della iniziativa - di liberarsi dalla monocultura dell’acciaio. Si tratta di uno strumento normativo che portò nel 2005 alla chiusura dell’area fusoria dell’Ilva di Genova, dichiarata dalla Magistratura incompatibile con la vita umana e che ci consentirebbe di avviare un processo di chiusura, decontaminazione, bonifica e riconversione economica del territorio». Emiliano ha sottolineato che «la Regione Puglia ha un programma di governo che non è affatto incompatibile con questo accordo di programma. La Regione Puglia ha un programma di governo che riguarda la salute come priorità assoluta e che non può essere condizionata dalle ragioni della produzione. Questo è già scritto, non lo dico oggi».

EMILIANO: PRONTI A SOSTENERE ACCORDO PROGRAMMA - «Mi sono trovato per la prima volta escluso dal tavolo Ilva non solo dal governo, il che potevo anche pensarlo, ma dal sindacato. Non mi voleva al tavolo, non voleva il sindaco di Taranto, e siamo stati considerati dei sabotatori solo perché avevano impugnato un decreto non perché crediamo che la decarbonizzazione dell’Ilva sia l’unica soluzione possibile. Non ho questa idea».

Così il governatore della Puglia Michele Emiliano si è espresso intervenendo al dibattito sull'accordo di programma per Taranto elaborato da associazioni e movimenti, che precede il concertone dell’1 maggio nell’area del Parco archeologico delle Mura Greche. «Se qualcuno - ha spiegato - mi dicesse che c'è un piano che offra un’alternativa concreta. Se qualcuno riuscisse a dimostrare che l’Italia può sopravvivere chiudendo l’Ilva, io sono ovviamente la persona più felice del mondo. Quello che non posso, evidentemente, accettare, è che qualcuno la faccia funzionare per decreto e la faccia funzionare, peraltro, neanche con le più moderne tecnologie disponibili perché questa è la follia. Non solo - ha attaccato Emiliano - pretendono che quella fabbrica continui a funzionare, ma pretendono che continui a funzionare a carbone, cioè con una tecnologia dell’Ottocento, che viene vietata dal trattato di Parigi, che viene vietata in Gran Bretagna, non da una dittatura comunista».

Il governatore ha annunciato che la Regione Puglia metterà «a disposizione tutto l’apparato istruttorio della Regione per approfondire il piano ed istruire questo accordo di programma con i consiglieri regionali, con i cittadini, con i sindaci. La fatica che si fa nel ruolo che mi avete attributo - ha detto rivolgendosi ai rappresentanti di associazioni e movimenti - la vorrei alleviare con il lavoro di comunità che stiamo progettando qui oggi. Per questo cominceremo, con chi mi indicherete, un lavoro anche utilizzando la legge sulla partecipazione che la Regione Puglia ha varato. E significa sostenere anche economicamente gli studi e gli approfondimenti, non significa stare a sentire solo in modo passivo sperando di smentire il proprio interlocutore, significa partecipare per trovare una soluzione. Se questo era lo scopo della giornata - ha concluso Emiliano - io posso dirvi già da adesso che non solo sono felice di essere qui, ma sono felice di lavorare con voi».

EMILIANO: PER MIA POSIZIONE INSULTATO DA COLLEGHI DEL PD -  «Quando proviamo a parlare della vicenda Ilva anche nel Partito democratico va a finire ad insulti. Io sono stato insultato da una parte del Pd di Taranto solo per il fatto che sono qui. Mi hanno detto: ha 60 anni, può levarsi dai piedi. Ne ho 58, ma sono ancora in perfetta forma». «Diteglielo - ha aggiunto - a quelli che hanno preso i soldi dai Riva. Io non dimentico che la parte che mi ha insultato del Pd è quella che si è fatta dare i soli dai Riva e che non li ha restituiti».

Emiliano ha parlato anche del decreto che autorizzava l'apertura dell’altoforno 2 dell’Ilva dopo la morte dell’operaio Alessandro Morricella, poi dichiarato incostituzionale dalla Consulta.

«E' stata una follia strutturare un decreto nel quale l'autore del reato poteva impedire il sequestro dell’arma del delitto presentando un piano di ristrutturazione e continuando a utilizzare quell'arma esattamente come era strutturata prima. Abbiamo detto più volte che quel decreto era incostituzionale ed è stato l’unico intervento in cui la Consulta ha finalmente ribadito il principio che la salute è prioritaria. Bisogna quindi lavorare in ambito giudiziario, in ambito legale, però bisogna trovare anche un punto d’aggancio in un governo. I governi uscenti - ha ammesso Emiliano - sono stati spesso oggetto di un gravissimo conflitto con la Regione Puglia».

EMILIANO: CALENDA E' SCADUTO - «Io non adopero Twitter, non rispondo mai a Calenda su Twitter, lo faccio in maniera tradizionale con dei comunicati stampa, e Calenda ogni volta che io intervengo sulla questione Ilva non manca mai di rispondermi, evidentemente sta cercando di chiudere una vicenda per la quale era stato incaricato e lo vuole fare nonostante sia scaduto». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano parlando a Taranto nel corso del dibattito sull'Ilva e sull'accordo di programma per Taranto elaborato da associazioni e movimenti ambientalisti, appuntamento che precede il concerto del primo maggio organizzato dal Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti.

«Io - ha aggiunto - non contesto la legittimità del governo in carica, conosco il diritto costituzionale, ma un governo scaduto è un governo che non ha più legittimazione politica, dovrebbe limitarsi alla ordinaria amministrazione. Invece, stanno tentando di chiudere la vicenda Ilva prima che un altro governo entri in carica. L’ho considerato un elemento gravissimo».

Il governatore ha ricordato di aver "chiesto a chi ha vinto le elezioni di chiedere al governo in carica di fermarsi perché non è vero che è già tutto scritto. Non è vero che abbiamo preso degli impegni dai quali non possiamo sganciarci, non è così». «Certo, hanno firmato contratti, carte, hanno fatto gare, ma tutto questo non è definitivo e credo, visto che qui a Taranto c'è stata una vittoria elettorale chiara, non certo del governo in carica, - ha concluso il governatore della Puglia - che ci sia la possibilità per queste forze politiche e per la Regione Puglia, pur avendo sfumature diverse, di riaprire il tavolo, di riaprire la discussione con la città, con i lavoratori».

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