BARI - Una trattativa durata quasi un mese, tra interminabili video chiamate a tutte le ore del giorno e della notte. Il Bari ha voluto a tutti i costi Brenno Oliveira Fraga Costa. Il 24enne brasiliano è stato sempre in cima alla lista dei desideri del direttore sportivo Ciro Polito per sostituire il partente Elia Caprile: un reale candidato alternativo non è mai stato preso in considerazione. Sono passati oltre due mesi e dieci gare di campionato dallo sbarco dell’estremo sudamericano in Puglia. Ed ora anche lui è chiamato a dare un vero segnale di crescita: i Galletti ne hanno assoluto bisogno per far decollare un campionato finora ancorato ad un’infinita serie di pareggi.
REATTIVITA’ E…BRIVIDI - Brenno si è presentato al popolo del San Nicola nel match inaugurale della B con il Palermo, macchiandosi di un errore in presa che per poco non spediva in rete un’innocua conclusione dalla distanza. Purtroppo, non è stata la sua unica défaillance: ha destato perplessità il gol subito con il Cittadella, così come una delle due reti incassate dal Catanzaro. In più circostanze, non è parso impeccabile in uscita, così come qualche intervento è sembrato rivedibile sul piano stilistico. Il suo primo bilancio non è, insomma, all’altezza delle aspettative, ma nemmeno si può archiviare esclusivamente in senso negativo. Non sono mancati, infatti, i match in cui è stato determinante: a Cremona ha salvato nel finale l’unico successo colto finora dai biancorossi, a Terni ha evitato con una serie di interventi la capitolazione in una ripresa vissuta dai Galletti in estrema sofferenza. Brenno è dotato di certo di grande reattività, ma l’impressione è che il meglio del suo repertorio non si sia ancora ammirato..
UN PROFILO AMBITO - Peraltro, non era il Bari l’unica società interessata al ragazzo nato a Sorocaba, nello stato di San Paolo. Brenno proviene dal Gremio di Porto Alegre, un club di nobile lignaggio nel campionato brasiliano e, almeno fino all’attuale stagione in cui ha subito il sorpasso di Gabriel Gando, ne ha puntualmente difeso i pali. Ha fatto parte della nazionale giovanile verdeoro che ha conquistato l’oro olimpico a Tokyo nel 2021, la sua quotazione di mercato ha sfiorato i sei milioni di euro per poi attestarsi sugli attuali due (a tale cifra corrisponderebbe il diritto di riscatto a favore del Bari), a testimonianza della considerazione di cui gode in patria. In estate è stato trattato da alcuni club di Liga spagnola, mentre in Italia era finito nel mirino di Frosinone e Genoa, entrambe pronte ad un investimento in prospettiva sul suo cartellino. Ma a 24 anni, la priorità era inevitabilmente giocare con continuità. Ed un posto da titolare in una grande piazza come Bari è diventata per Brenno un’opportunità da cogliere a volo. Il brasiliano non si sente di semplice passaggio, in Puglia. Vorrebbe vincere in biancorosso, convincere il club ad acquistarlo a titolo definitivo e misurarsi in serie A. Ma sa che tale prospettiva passa da una crescita convincente. Una qualità fondamentale, in tal senso, è emersa: il numero 22 biancorosso non sembra farsi condizionare dagli errori, ma riesce a resettare ogni episodio per concentrarsi sull’intervento successivo. E per un portiere si tratta di una dote preziosa per non finire in un vortice di emozioni negative. Il cambiamento radicale, inoltre, è un alibi a suo favore: Brenno non ha avuto con la serie B un approccio graduale, ma ha dovuto immediatamente infilare i guanti e difendere la porta pugliese. In fin dei conti, anche il portiere del Genoa, l’argentino Josep Martinez, ha vissuto nello scorso torneo un girone d’andata tra luci ed ombre per poi affermarsi al ritorno.
NUMERI PREZIOSI - Sul piano dei numeri, peraltro, la sua esperienza è finora soddisfacente. La difesa del Bari è la quinta della B, con nove reti subite. Meglio si sono comportate soltanto il Brescia con tre gol al passivo (ma con due gare in meno disputate), il Palermo (sei), nonché Parma e Modena (otto). Brenno è tra i calciatori biancorossi sempre presenti, insieme a Vicari, Dorval, Nasti e Sibilli, ma soltanto lui e Vicari hanno disputato per intero i 900’ dei primi dieci turni della B. Tre i suoi clean sheet (con Palermo, Cremonese e Ternana) che lo pongono a metà della classifica dei portieri meno battuti della B. Una base da cui partire, insomma, c’è.















