Sarà una Pasqua all’insegna della tradizione e della sobrietà quella che attendono pugliesi e lucani, con la maggior parte delle famiglie pronta a riunirsi attorno alla tavola di casa.
Secondo le rilevazioni di Coldiretti, in Puglia sette cittadini su dieci trascorreranno il pranzo pasquale tra le mura domestiche, con una media di circa sei persone sedute a tavola e una spesa media di 92 euro a famiglia. In Basilicata la percentuale è analoga: anche qui sette lucani su dieci resteranno a casa, con una spesa media leggermente più contenuta, pari a 76 euro a famiglia.
Una parte minoritaria sceglierà invece ristoranti e agriturismi (17% in Basilicata, quote simili anche in Puglia), mentre un ulteriore segmento proverà a organizzare un picnic all’aria aperta, meteo permettendo, con una quota di indecisi che deciderà solo all’ultimo momento.
La preparazione del pranzo pasquale resta per molti un vero rito domestico: in media si passa da un’ora e mezza fino a tre ore ai fornelli, con una minoranza che dedica anche più tempo alla cucina, mentre resta marginale il ricorso a piatti pronti o asporto.
A tavola dominano le ricette della tradizione. In Puglia le uova sono tra i simboli principali della festa, insieme all’agnello, presente in quasi la metà delle tavole tra case, ristoranti e agriturismi, e considerato anche un sostegno concreto alla filiera ovina regionale. Tra i piatti identitari spiccano il cutturiddu delle Murge, il “benedetto” con capocollo di Martina Franca, agrumi, ricotta e uova sode, fino a preparazioni come fave e cicorie con pane abbrustolito e le fritture di mare.
In Basilicata, la tradizione pasquale si conferma altrettanto radicata: durante la settimana si consumano circa 300 milioni di uova in tutta Italia, mentre l’agnello viene servito in circa un terzo delle tavole (33%), con una netta preferenza per prodotti Made in Italy acquistati direttamente dai produttori o nei mercati di Campagna Amica.
Il risultato complessivo è una Pasqua che, tra Puglia e Basilicata, si conferma più sobria nei consumi ma ancora fortemente legata alle identità territoriali, dove la tavola resta il luogo centrale della festa e della convivialità.















